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L’Italia, Ibrahimovic e il pronostico da onorare: da un eccesso all’altro

L’Italia, Ibra e il pronostico da onorare: da un eccesso all’altro

Il 17/06/2016 alle 07:29Aggiornato Il 17/06/2016 alle 11:22

L’emergenza ci stimola, l’opulenza (di prospettive, in questo caso) ci rammollisce. E poi c’è la sindrome delle seconde partite. Nel 2014, ai Mondiali, i guai cominciarono proprio lì. Avevamo demolito l’Inghilterra, di Prandelli si parlava più o meno come si parla di Conte, e di Balotelli, bè, non oso ricordare. Vinse Costa Rica, e casa Italia saltò per aria.

Dopo aver rovesciato il pronostico contro il Belgio, dovremo onorarlo contro la Svezia. E’ un passaggio che spesso soffriamo. L’emergenza ci stimola, l’opulenza (di prospettive, in questo caso) ci rammollisce. E poi c’è la sindrome delle seconde partite. Nel 2014, ai Mondiali, i guai cominciarono proprio lì. Avevamo demolito l’Inghilterra, di Prandelli si parlava più o meno come si parla di Conte, e di Balotelli, bè, non oso ricordare. Vinse Costa Rica, e casa Italia saltò per aria. Nel 2012, agli Europei, pareggiammo 1-1 con la Croazia. Nel 2010, ai Mondiali, non ne azzeccammo una, seconda o non seconda.

Nel 2008, agli Europei, la Romania ci impose l’1-1 (e se Buffon non avesse parato un rigore a Mutu, chissà). Nel 2006, l’anno del muro di Berlino e del quarto Mondiale, fu ancora 1-1 (con gli Usa, questa volta). E nel 2004, agli Europei, quello passato alla storia come il premiato biscottificio scandinavo, da Italia-Svezia (toh) uscì l’ennesimo 1-1: testa di Cassano, tacco di Ibra.

Per tacere del Mondiale nippo-coreano, nel 2002. Liquidato l’Ecuador, la Nazionale del Trap si arrese ai croati (2-1). Gira e rigira, non vinciamo una seconda dagli Europei del 2000, ct Zoff: 2-0 al Belgio (quando si dice il destino). La Svezia che ha faticosamente rincorso l’Irlanda è stata molto fisica, molto grezza. Ibra ne è l’indiscusso tiranno. Nei panni di Conte limiterei al minimo i cambi: El Shaarawy per Darmian e Immobile o Zaza per Pellè, visti gli acciacchi. Mi terrei le rotazioni più massicce per la terza, con gli irlandesi. Agli Europei del 1996, Sacchi volle fare il fenomeno, cambiò mezza squadra e così passammo dal 2-1 alla Russia all’1-2 con i cechi di Nedved.

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In Argentina, viceversa, l’orgoglio e la voglia di Buenos Aires spinsero Bearzot a confermare i titolari contro i futuri campioni del Mondo. Eravamo già qualificati, il gol di Bettega ci valse gli applausi del pianeta, ma costò anche (e soprattutto) un dispendio di energie poi pagato contro gli olandesi.

Conte è un maniaco del dettaglio. Ha spiazzato la stampa internazionale con una squadra che sa essere tante cose nella stessa partita. I belgi ci contesero il centro del ring, gli svedesi penso che ce lo lasceranno, per quanto la classifica offra più calcoli a noi che a loro (e questo potrebbe essere un rischio).

La manovra degli azzurri segue binari precisi: o il lancio di Bonucci per i blitz dei Giaccherini di turno, o palla alla punta centrale e dalla punta centrale all’esterno che si inserisce e crossa. L’equilibrio del torneo - fin qui, almeno - spreme le risorse e allarga le ambizioni. Ibra contro la BBC occupa la locandina della sfida. Il fatto che si scenda in campo alle tre del pomeriggio potrebbe rappresentare una zavorra (per entrambe, però). Giocare di squadra: in assenza di fuoriclasse, altro non ci resta. Non è tutto, non è poco. Il mio pronostico: 1-0 per l’Italia.

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