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Sogno di un Milan di mezza estate: in attesa dell'Europa si è già ripreso San Siro

Sogno di un Milan di mezza estate: in attesa dell'Europa si è già ripreso San Siro

Il 04/08/2017 alle 08:02Aggiornato Il 04/08/2017 alle 08:37

Uno stadio di nuovo bardato a festa dopo tanto tempo ha accolto a braccia aperte il Milan di Montella, che ha risposto con una buona prestazione contro il Craiova (2-0) e il raggiungimento dei playoff di Europa League. Se per l'Europa vera bisogna attendere ancora un po', il pubblico invece ha già risposto "presente".

Il caldo, caldissimo abbraccio di San Siro fa bene al Milan: il pubblico del Diavolo aveva bisogno di rivedere il suo Milan, non quello scialbo e sbiadito degli ultimi tre anni, il suo Milan, quello che l'Europa la guardava dall'alto, quello che l'Europa ce l'aveva nel DNA. E allora poco importa che l'appuntamento sia con i rumeni del Craiova e che in palio ci sia il passaggio ai playoff di Europa League, poco importa che sia il 3 di agosto e che tanti amici e conoscenti postino le foto dalle vacanze e che allo stadio si sfiorino i 40 gradi. Il pubblico rossonero ha tanto bisogno di Milan, ha sete di Milan per la precisione, e allora in questo Milan-Craiova di mezz'estate ci si butta anima e corpo, scandendo per bene i nomi di ogni singolo giocatore - panchina e mister compresi - e si scatena con cori, striscioni e ovazioni, per chi le merita, ovviamente.

Bonucci, primi brividi da capitano?

Le prime sono addirittura per due giocatori che in campo ci scendono sì, ma solo per salutare il pubblico: Lucas Biglia e Leonardo Bonucci - fuori dalla lista europea, almeno finché le grane burocratiche non siano smaltite - fanno salire l'applausometro a quote mai toccate nell'ultimo periodo. Forse saranno proprio loro due a giocarsi la fascia di capitano del Milan 2.0, intanto sono certi di essere già entrati nei cuori dei loro nuovi tifosi. Bonucci dimostra di gradire, descrivendo bene i "brividi" provati con un sorrisone e una scrollata di spalle.

Gigio, parla il campo: e pace fu

C'era anche tanta curiosità nel vedere l'accoglienza riservata a Gigio Donnarumma: Montella stia tranquillo, la Curva non ce l'ha più con lui. Lo dicono gli applausi prima della partita, lo conferma ampiamente l'"ohhh" compiaciuto al momento della gran parata su Mitrita al 20' (con il faccione). Uno di quegli interventi - come quello dell'andata sullo 0-0 per intenderci - che ti fanno dimenticare tutto ciò che è stato detto/twittato/instagrammato negli ultimi due mesi e che ti ricordano che il campo - benedetto campo - è l'unico giudice a cui val la pena di dare retta in questo sport. Anche se - lo ammettiamo - vedere Gigio così tranquillo al di sotto di quella Curva così esigente, un certo effetto ancora lo fa.

Anyway, intanto la partita è iniziata a mille all'ora e il Milan ha già fatto due gol: il primo - un missile di Kessié sotto l'incrocio - viene giustamente annullato per fuorigioco, il secondo - quello di Bonaventura - stappa San Siro e lo fa gioire per la prima volta. "Che bel giocatore quel Kessié": copre, ricuce e costruisce. Una sorta di factotum, merce rara a queste latitudini. "Jack, una sicurezza": il primo gol in casa del nuovo Milan è di uno di quelli che ha tirato la carretta nei tempi cupi.

Quella freccia chiamata Conti

Chi impressiona di più però è qualcun altro: si chiama Andrea Conti, un 23enne di Lecco che la scorsa stagione è stato semplicemente il miglior terzino della Serie A (8 gol) con la maglia dell'Atalanta e che quest'estate aveva un solo obiettivo in testa. "Voglio andare al Milan". Una voglia che si traduce in corse a perdifiato, a velocità doppia rispetto ai diretti avversari e la sensazione che questo sia solo l'inizio. Per un pubblico abituato alle incertezze di De Sciglio e alle imprecisioni di Abate, l'arrivo di Conti è come manna che scende dal cielo. E allora quasi incredulo ecco i 65mila e rotti di prima ritrovarsi ad applaudire con un sorriso inebetito sulla faccia, scambiandosi sguardi ammiccanti con i vicini di posto, conosciuti o meno. "Se solo fosse entrato quel gol in ribattuta...".

Passiamo alle cose formali...

Ormai è diventato il mantra dell'estate, collegato immancabilmente al faccione sorridente di Marco Fassone, che con il suo collega di acquisti Mirabelli è assurta al ruolo di coppia dell'estate: altro che gossip, questi due signori hanno ribaltato il Milan come un calzino, riempiendolo di facce nuove e di un entusiasmo che dalle parti di San Siro mancava da tempo. La Curva lo sa eccome e tra il primo e il secondo tempo lo fa sapere a tutti: questo Milan piace, eccome se piace, e il merito è di questi due signori. Passiamo alle cose formali...

Patrick e Manuel: abbraccio d'altri tempi

Al minuto 52' ecco il gol del ragazzino, Patrick Cutrone: uno dei più positivi in casa rossonera in questa prima parte di pre-stagione, il ragazzo del 1998 è naturalmente l'idolo del pubblico milanese. Si fa pizzicare in fuorigioco in occasione del gol poi annullato a Kessiè, ma è rapace ad avventarsi sulla palla sporca che gli capita sotto porta e a tramutarla in gol. Messaggio: il Milan sta rinascendo grazie al mercato, ma la base è solida e i giovani non vedono l'ora di sfruttare le proprie chance. E' vero, manca ancora la ciliegina per completare un mercato sontuoso, ma anche "le torte fatte in casa" sono molto buone, non dimentichiamolo. L'abbraccio fraterno tra Cutrone e l'amico Locatellli (bene bene anche lui) fa scaldare i cuori.

E poi via alle altre ovazioni: per chi esce - Bonaventura e Cutrone su tutti, i due goleador, ma anche al positivo Suso - e per chi entra. Sì, perché il Milan che riparte ha bisogno di sognare e allora qual è il numero che più di tutti stuzzica la fantasia dei tifosi? Il 10 di Çalhanoğlu è già sulle spalle di diversi ragazzi sugli spalti e quando finalmente il turco entra in campo - con tanto di pugno sinistro fasciato - scatta la poesia. C'è un calcio di punizione sui 40 metri (40!)? I tifosi si lasciano prendere la mano e partono con l'"ohh" di attesa. Naturalmente, nulla di fatto, ma l'episodio dimostra che l'attesa è grande e soprattutto il clima è sicuramente di quelli giusti, che ti consentono di lavorare per il bene di tutti.

Perché il Milan per crescere ha bisogno dei propri tifosi; e i tifosi, per ricominciare a sognare, hanno bisogno del loro Milan.

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