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Europa da incubo: i rimpianti del Napoli, i rimorsi dell’Inter, le colpe del Milan

Europa da incubo: i rimpianti del Napoli, i rimorsi dell’Inter, le colpe del Milan

Il 14/12/2018 alle 07:12Aggiornato Il 14/12/2018 alle 07:51

Il punto dell’Inter e cinque sconfitte, con due retrocesse dalla Champions e il Milan - sì, il Milan - eliminato dall’Europa League, in una sola tre giorni il calcio italiano più che in ripresa è affondato miseramente... Anche se è bene fare dei distinguo fra le varie eliminazioni perché se Ancelotti può uscire a testa alta, Spalletti e Gattuso assolutamente non possono farlo.

Il punto dell’Inter e cinque sconfitte, con due retrocesse dalla Champions e il Milan - sì, il Milan - eliminato dall’Europa League (dalla quale, nei preliminari, era già stata cacciata l’Atalanta). E adesso a chi racconto, se non a me stesso, che il calcio del nostro campionato sembrava in ripresa, e che Inter e Napoli non erano poi così lontani dall’obiettivo? Inter, Napoli e Milan hanno chiuso con gli stessi punti dei rispettivi «carnefici» (Tottenham, Liverpool, Olympiacos). Attenzione, però: solo Ancelotti a testa alta; Spalletti, per quanto la scalata fosse complicata, e Gattuso, proprio per il motivo opposto, no.

Inter: voto alla partita 4; voto globale 6

Il solito suicidio, dopo aver chiesto un aiutino al Barcellona. La solita Inter. D’accordo, ad agosto non immaginavo che sarebbe rimasta in corsa fino alla fine, e questo spiega il sei, ma uscire così, per non aver battuto il Psv a San Siro, non può non bruciare. Aggrapparsi al palo di Perisic e alla gaffe di Asamoah non aiuta a crescere. Ho pure notato gambe molli: tocca a Spalletti. Che aveva puntato tutto su Nainggolan, disperso nella Siberia dei muscoli. E ancora: se non segna Icardi, chi segna? Un successo nelle ultime sette gare, coppa inclusa: e salti di qualità, zero.

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Napoli: voto alla partita 5; voto globale 7

Due pareggi con il Paris (2-2, 1-1), pari e patta persino con il Liverpool (1-0, 0-1). E allora perché fuori? Per episodi. All’andata aveva dominato Ancelotti, al ritorno ha dominato Klopp. E guai a nascondersi dietro il mezzo miracolo di Alisson su Milik: il gol di Salah maschera gli sgorbi di Mané e le parate di Ospina (rete a parte). Il pressing dei Reds è stato micidiale. Sono mancati i tenori: Insigne, Mertens, Hamsik, Callejon. Per fortuna c’era Koulibaly. Terzo nei miei pronostici estivi, il Napoli è andato a un pelo dal sabotare le gerarchie. Chapeau, comunque.

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Roma: voto alla partita 5; voto globale 6

Nella mia griglia, veniva subito dopo il Real. Missione compiuta: anche se le sconfitte indolori, come quella di Plzen, sempre sconfitte sono. Girone pazzo: la Roma ha perso 0-3 e 0-2 con il Real che, a sua volta, ha perso 0-1 e 0-3 (in casa) con il Cska. Non è stato, quello della squadra di Di Francesco, un volo lineare. I gol di Dzeko hanno protetto il decollo. Per il resto, il lancio di Zaniolo (a Madrid, addirittura) e gli alti e bassi fisiologici che stanno condizionando la stagione. La Roma passa con tre sconfitte, il Napoli non passa con una. C’est la vie.

Juventus: voto alla partita 5; voto globale 7

Era la favorita del gruppo. Tutto regolare, dunque. Eppure il primo posto lo deve al Valencia. Il picco di gioco l’ha raggiunto nella doppia sfida con lo United (ultimi quattro minuti a parte). La sconfitta di Berna conferma che il destino non apprezza gli svogliati. Mai visto un Cristiano così banale. Allegri si consola con Dybala bum-bum. Più che il sintetico, Madama ha pagato la follia dei suoi brasiliani e la mira del suo marziano. E senza Chiellini, la difesa proprio un muro non sembra. Nel dettaglio: per andare lontano, serve la Juventus di Old Trafford.

Video - Allegri: "Bravi a scegliere le partite da perdere, quelle che contano meno"

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Lazio: voto alla partita 5; voto globale 6

Il turnover di Inzaghi racconta molte cose, anche se poi alla fine, come a Francoforte, ha vinto l’Eintracht (6 su 6, complimenti). E così, in chiave tecnica, si deve parlare di minimo sindacale. La qualificazione con due turni di anticipo, tre vittorie e tre k.o. La Lazio più bella, quella di Marsiglia. Restano, e non andranno sottovalutate, le montagne russe che disturbano il rendimento e le distanze fra titolari e riserve. La nota positiva è Correa. E se tutti lottassero come Acerbi, molti problemi sarebbero già risolti.

Milan: voto alla partita 4; voto globale 4

Con tutto il rispetto per l’Olympiacos, e ribadito quanto l'infermeria fosse piena, non si può perdere così. Che il rigore di Atene non diventi l’ennesimo alibi: al Bernabeu li danno, e come. L’autogol di Zapata, l’autogol di Gattuso (fuori Cutrone sull’1-2: brutto segnale), le sciagurate traiettorie di Higuain ("quantum mutatus ab illo", direbbe Berlusconi) e, soprattutto, un ventre pericolosamente molle. Ha sprecato, il Milan, ma anche troppo concesso. Avrebbe avuto bisogno della grinta del suo allenatore. Un’eliminazione che fa rima con umiliazione. Sarà dura raccogliere i cocci.

Calato il sipario sulla fase a gironi, quali sono i vostri voti e quali le vostre considerazioni?

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