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Insigne e quella fascia che scotta sempre più: è davvero possibile un futuro lontano da Napoli?

Insigne e quella fascia che scotta sempre più: è davvero possibile un futuro lontano da Napoli?

Il 14/03/2019 alle 15:21Aggiornato Il 15/03/2019 alle 19:27

Dopo il gol del pareggio con il Sassuolo, Insigne ha voluto togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Il giocatore è stufo delle solite polemiche sul suo rendimento e sul suo essere poco trascinatore da capitano. Raiola minaccia la cessione e anche il rapporto con l'allenatore non è più idilliaco come ad inizio stagione. De Laurentiis per ora nega ogni possibile cessione ma a giugno...

" Io non ho nulla da dire, non voglio far polemica, accetto le critiche come ho sempre fatto. Ho un carattere particolare, quando ho sbagliato, ho sempre chiesto scusa. Vado avanti per la mia strada, più di così non posso fare nulla. Ho sbagliato un rigore, ci sta di sbagliarlo, c’è qualcuno che non l’ha presa bene, ma non fa niente. Più di così non posso fare, cercherò di dare sempre il 100%, finché sto qua. [Lorenzo Insigne dopo Sassuolo-Napoli]"

Ripartiamo da queste dichiarazioni. A parlare è Lorenzo Insigne, il capitano del Napoli. Aspetto che sottolineiamo, perché non è un semplice giocatore del Napoli ma il capitano della squadra azzurra. Il contesto: Sassuolo-Napoli terminata 1-1, con Insigne a realizzare il gol del pareggio, evitando una sconfitta che avrebbe fatto finire la squadra di Ancelotti a -19 dalla Juventus. Il giocatore parla a Radio Kiss Kiss Napoli, ma si rifiuta di presenziare a Sky Sport. Poi il punto: “non voglio far polemica, ma quel rigore sbagliato... Finché sto qua”. Un messaggio all'allenatore che lo ha schierato nella formazione B contro il Sassuolo, e per averlo escluso contro il Salisburgo dopo il rigore sbagliato contro la Juventus? O un messaggio alla società che sembra non trovare l'accordo con Raiola, anzi che ha chiesto Lozano al suo posto? Infine, un messaggio alla piazza che ancora nutre qualche dubbio sulla sua fascia di capitano dopo l'addio di Hamsik.

C'è un dato chiaro: Insigne è in calo da novembre ad oggi

Il gol alla prima con la Lazio e la giocata per Callejon che fa l'assist a Milik. È la prima giornata e il Napoli gioca come sempre, poi il cambio di ruolo dopo la batosta di Genova. Da allora Insigne fa l'attaccante e il classe '91 esplode. Da metà settembre a metà novembre realizza 7 gol in campionato e 3 reti in Champions (segnando in maniera consecutiva contro Liverpool, PSG all'andata e PSG al ritorno). Sembra il salto di qualità definitivo dell'ex giocatore di Foggia e Pescara che, finalmente, si diceva, aveva trovato il suo ruolo ideale con Ancelotti. Poi il calo vertiginoso. Da quel momento smette di segnare, lui ci prova ma non gioca per la squadra. Non riesce a rendere e si innervosisce ogni partita di più. Il resto è cronaca, con il giocatore bersagliato dalle critiche, sia nazionali che locali. Lui se la prende, perché il più gettonato dai mugugni, perché napoletano. Ma c'è un dato di fatto: ok il gol contro il Sassuolo, ma erano settimane che Insigne faticava a strappare il 6 in pagella.

La stagione di Insigne

Prima/dopo Gol/assist/presenze*
Insigne fino all'8 dicembre 10 gol e 4 assist in 19 gare
Insigne dall'11 dicembre in poi 3 gol e 1 assist in 18 gare

*in tutte le competizioni

È un problema tattico? Da esterno a seconda punta, fino a fare il trequartista

Qualcuno a Napoli se la prende con l'allenatore. Se Mertens e Insigne non segnano e non rendono, è colpa di Ancelotti e del suo modo di giocare. Certo, un cambiamento radicale è difficile da assimilare in breve tempo. Lo sa bene Mertens a cui è stato assegnato un altro ruolo, difficile comprendere invece l'involuzione di Insigne considerando quanto bene aveva fatto nella sua 'seconda vita' da calciatore. Da esterno d'attacco a seconda punta, pronto a sfruttare i movimenti di Milik e Mertens. Fino ad un certo punto, è stato uno spettacolo vedere Insigne in quella nuova posizione, con il suo piedino quasi sempre letale da ogni posizione. Lo sanno PSG e Liverpool, lo sanno anche Lazio, Fiorentina, Torino, Parma, Sassuolo e Empoli che via via hanno dovuto arrendersi al suo passaggio. Poi l'eliminazione dalla Champions, qualche errore sotto porta e i fatti di Milano con il suo rosso diretto contro l'Inter. Da quel momento, da quelle due giornate di squalifica, si è cominciato a dire: "beh, senza Insigne il Napoli gioca meglio e segna di più". Vero, ma fino ad un certo punto. Bisogna sempre contestualizzare momenti e avversari. C'è di vero che Insigne ha cambiato di nuovo ruolo, con Ancelotti che ha disegnato un 4-4-1-1 per tenere Insigne più nel vivo del gioco. A livello di collettivo, il Napoli ha fatto benissimo in queste ultime settimane, ma Insigne resta ancora un punto interrogativo visto la sua non concretezza sotto porta.

Con e senza Insigne Gol e presenze* Media gol
Napoli con Insigne 47 gol in 30 gare 1,57 a partita
Napoli senza Insigne 15 gol in 5 gare 3 a partita

*in tutte le competizioni

Quando Insigne gongolava per essere 'diventato' attaccante...

Video - Insigne: "Io attaccante? L'ha deciso Ancelotti dopo la Samp. Peccato averlo conosciuto solo ora"

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La fascia da capitano che scotta: la piazza vuole Koulibaly

I maligni vorrebbero un Insigne indispettito anche da quello che dice la piazza. A Napoli non sono ancora convinti che Insigne possa avere la personalità per indossare la fascia di capitano ed essere un trascinatore anche sotto l'aspetto mentale. Ok il piano tecnico con Insigne che è e resta, probabilmente, il giocatore con più qualità, ma la personalità è un'altra cosa. E queste parole, ripetiamo detto da un capitano (Finché sto qua!), lo dimostrano appieno. È da Milano in poi, da quell'Inter-Napoli con i fatti di razzismo di 'contorno', che la piazza vuole un solo capitano: Kalidou Koulibaly. Non solo come testimonianza dell'antirazzismo, ma per quello che ha fatto e sta facendo Koulibaly. Un top player vero, uno dei migliori difensori in assoluto nell'ultima Champions League. Ben voluto dalla piazza, un punto di riferimento per i giocatori e per l'allenatore. E poi un segnale lo lanceresti sì, al senegalese stesso. È lui l'orgoglio di Napoli e può e deve rimanere da capitano, dicendo di no alle offerte di Chelsea, Manchester City, Manchester United e compagnia...

Insigne e il futuro: Raiola spinge per l'addio, il Napoli per avere Lozano

" Non mi risulta che Insigne sia sul mercato. È un giocatore straordinario, appetibile, come ce ne sono pochi. È normale che ci siano 7,8, 10 squadre a desiderarlo. Ma un conto è desiderare, un altro è mettere il denaro. Non c'è un prezzo per Insigne, altrimenti avremmo messo la clausola rescissoria" [Aurelio De Laurentiis, 13/03/2019]"

Aurelio De Laurentiis si è affrettato a spegnere tutti i rumors ma Raiola ha già bussato alla porta del Napoli chiedendo al club azzurro di abbassare le pretese sul cartellino di Insigne. L'idea è di cederlo, ma non alle cifre che richiede il Napoli. Il Liverpool è interessato e anche il PSG ha sempre avuto un debole per il classe '91. Il Napoli vuole sfondare il muro dei 100 milioni, ma difficilmente ce la farà. Come ovviare a questo problema? De Laurentiis e Giuntoli sperano in uno sconto per Hirving Lozano, messicano in forza al PSV. Grande sogno di Ancelotti, che lo aveva già richiesto la scorsa estate, Lozano è uno degli obiettivi per la prossima stagione e potenziale sostituto di Insigne. A Raiola il compito di trattare con il PSV per assicurarsi l'esterno classe '95.

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