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L'Under 17 vola, i talenti azzurri germogliano: serve più coraggio per inserirli in Serie A

L'Under 17 vola, i talenti azzurri germogliano: serve più coraggio per inserirli in Serie A

Il 19/05/2019 alle 08:42

La storia recentissima lo attesta: siamo tornati a produrre talenti in quantità industriale, non resta che amministrare tale ricchezza con raziocinio e una buona dose di coraggio.

L’Italia Under 17 del ct Carmine Nunziata con una recita gladiatoria è riuscita a staccare il pass per la finalissima europea di categoria: la Francia è l’ultimo scalpo di lusso collezionato, dopo quelli di Germania, Spagna e Portogallo. Gli azzurrini sono riusciti a contenere l’urto degli smaliziati francesi in quel di Dublino per poi uscire alla distanza dimostrando di poter contare su una rosa più profonda rispetto ai transalpini: a regalarci la finale è stata la solita prodezza su punizione dell’artista Sebastiano Esposito e il sinistro poderoso di Iyenoma Destiny Udogie (Nomen omen!). La storia recentissima lo attesta: siamo tornati a produrre talenti in quantità industriale, non resta che amministrare tale ricchezza con raziocinio e una buona dose di coraggio.

Italia U17 in finale: ecco i precedenti

Super potenza giovanile

La finale dell’Europeo Under 17 non è affatto un episodio isolato, anzi: è un back-to-back per noi che lo scorso anno ci eravamo presentati all’ultimo atto contro l’Olanda, venendo sconfitti solo ai tiri di rigore; sì, quest’anno in Irlanda sarà rivincita. L'estate scorsa l’Italia Under 19 di Kean perse ai supplementari l’Europeo di categoria con un pirotecnico (e nefasto, ahinoi) 3-4 contro il Portogallo; nel 2017 l’Under 21 di Donnarumma, Chiesa, Berardi e Bernardeschi fu estromessa dalla Spagna di Saul Niguez in semifinale, mentre lo stesso anno l’Under 20 del trascinatore Orsolini vinse la finale 3°/4° posto contro l’Uruguay dopo essersi arresa in semifinale all’Inghilterra poi laureatasi Campione. Morale della favole? Siamo una super potenza a livello giovanile e chissà che gli azzurrini non riescano a sfatare il tabù finale domenica sera: sarebbe l’ombrellino nel long-drink.

Il difficile inserimento in Serie A

Se la fase di gestazione dei talenti a livello di settori giovanili e rappresentative Under è fluida anziché no, i problemi sorgono nella transizione verso il calcio dei grandi e la cartina di tornasole è la sopraccitata Under 20 “argentata” del 2017. Dell’undici tipo solo Orsolini (merito dei buoni uffici di Mihajlovic) e Mandragora sono titolari fissi in Serie A, gli altri o sono habitué delle panchine in Serie A (per Romagna, Pezzella e Pessina è stata un’annata complicata), o sono scesi di categoria oppure sono spariti da radar. Il caso Edoardo Vergani – capocannoniere a Euro Under 17 del 2018 – è più sfaccettato: quest’anno ha perso il posto da titolare nella Primavera dell’Inter, ma la società nerazzurra ha dimostrato di credere in lui prolungandogli il contratto fino al 2023. Credere nei talenti: un concetto chiave…

L'undici tipo dell'Under 20 argento mondiale nel 2017 (Transfermarkt)

Se ai giovani si preferisce l'usato sicuro straniero...

Quest’estate Eusebio Di Francesco e Roberto Mancini hanno vinto, con ampio margine, la scommessa Nicolò Zaniolo: il primo lo ha fatto debuttare al Bernabeu (!) in Champions League, il secondo lo ha fatto esordire in Nazionale quando ancora non aveva disputato un solo minuto in Serie A. Già, l’Ital-Mancini sta beneficiando di un restyling improntato alla linea verde e con Zaniolo hanno trovato il loro posto al sole anche i Barella, i Chiesa e i Kean. Voi direte “facile rischiare con i craque del calcio italiano”: è proprio questo il punto, i crucci subentrano quando dal diamante grezzo si passa al buon giocatore.

Nicolò Zaniolo all'esordio da titolare in Nazionale in Italia-Finlandia e Fabio Quagliarella

Nicolò Zaniolo all'esordio da titolare in Nazionale in Italia-Finlandia e Fabio QuagliarellaGetty Images

Sì, perché la Serie A insegna che sovente al giovane di belle speranze con un curriculum di tutto rispetto a livello Primavera-Italia Under EQualcosa viene preferito l’usato sicuro straniero, per così dire, di medio livello quand’anche mediocre. L’origine del circolo vizioso da cui siamo affetti è da ricercare proprio qui: se al Pezzella di turno viene sistematicamente preferito il Samir, se il Brignola diventa la quarta/quinta scelta dell’attacco neroverde oppure se per lanciare il gioiello clivense Vignato bisogna attendere l'aritmetica retrocessione l’intero movimento ne risente. L’Under 17, dopotutto, è uno specchio emblematico: ci sono i cavalli di razza Esposito, Tongya e Pirola, ma figurano anche buoni (potenziali ottimi) giocatori cui andrà data fiducia per essere inseriti in un contesto e in quel contesto crescere... Con coraggio e senza l’assillo del risultato a ogni costo, perché con lungimiranza i risultati arriverebbero comunque nobilitando per giunta l'intero sistema calcio in Italia.

Video - Esposito e fratellini: i talenti dell’Under 17 che sfiderà la Francia nella semifinale europea

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