Fabrice Ondoa: dal Camerun al Barcellona grazie a Samuel Eto’o

Fabrice Ondoa: dal Camerun al Barcellona grazie a Samuel Eto’o

Il 10/02/2015 alle 14:55Aggiornato

- Il mio maggior trionfo è il sorriso di un bambino -

Quella che avete letto è la frase che apre il sito ufficiale della “Fundaciòn Privada Samuel Eto’o”. E dal nome non è certamente impossibile capire da chi arrivino idee e finanziamenti di un’associazione che, dal 2011, aiuta ogni anno migliaia di bambini africani. La sede è a Douala, in Camerun: là tutto è stato pensato per le nuove leve, dall’accoglienza all’istruzione, dallo sviluppo alla cultura. Fino allo sport, ovviamente, che è poi il mondo da cui arriva Eto’o. Al termine di un lavoro durato cinque anni, in Camerun è stata quindi costruita la prima scuola di calcio gratuita e mai realizzata. La struttura, che abbraccia oltre 7 ettari di terreno, ha una casa di accoglienza, una scuola e tutti i tipi di impianti sportivi.

Tra i bambini che ogni anno crescono, si divertono e imparano a socializzare grazie ai mezzi messi a disposizione dalla Fondazione, c’era - quasi una decade fa - anche il protagonista del nostro EuroScout di oggi, Joseph Fabrice Ondoa Ebogo. Nato a Yaoundé, in Camerun, la vigilia di Natale del 1995, Fabrice ha varcato i cancelli della Samuel Eto’o Academy nel 2006 e lì vi è rimasto fino al 2009, fino a quando lo stesso Eto’o non ne ha notato le qualità e ha deciso di portarlo in Spagna, a Barcellona. In Catalogna, Fabrice ha anche vissuto per qualche mese con il famoso connazionale: quando Samuel non c’era, il giovane portiere – questo il suo ruolo – stava con una tata scelta (e pagata) dallo stesso Eto’o. L’estate del 2009 è quella del passaggio di Samuel all’Inter. Il camerunense lascia la Spagna, ma con Ondoa, che nel frattempo è entrato nella Masìa del Barcellona, uno dei settori giovanili più importanti del mondo, manterrà un contatto diretto nel corso degli anni.

Oggi il ragazzino ospitato per qualche mese a casa-Eto’o, giusto il tempo di aspettare la riapertura della Masia del Barça, è cresciuto e si è definitivamente formato a livello calcistico. Ha rubato i trucchi del mestiere a Valdés, con cui si è anche allenato in qualche occasione, e ha imparato dai suoi compagni più grandi il significato dell’essere un calciatore professionista. Lasciato il settore giovanile del Barcellona dopo 3 anni dal suo arrivo in Spagna, nell’estate del 2012, a 16, entra a far parte del Barcellona B, formazione che milita in Segunda Division, la Serie B spagnola. Non è titolare, Fabrice, il portiere di riferimento di questa squadra è Adriàn Ortolà (classe 1993), ma la sensazione è che presto le gerarchie verranno ribaltate. Anche perché a pesare per Ondoa c’è una Coppa d’Africa giocata da protagonista con il Camerun, e da portiere titolare inamovibile ad appena 19 anni: record di precocità nella manifestazione africana. Purtroppo il risultato della sua Nazionale non è stato quello sperato, eliminata già nella fase a gironi da Costa d’Avorio e Guinea, ma le sue prestazioni sono state sempre positive, in linea con il buono che si dice di lui già da qualche tempo.

Alto e ben piazzato fisicamente (185 cm x 85 kg), Ondoa è molto bravo tra i pali ed efficace nelle uscite, alte soprattutto, ma anche basse, dove dimostra grande coraggio. Così come vuole la Masìa del Barça, Fabrice ha poi sviluppato un’ottima abilità anche nel gioco con i piedi, qualità questa che gli servirà parecchio nel calcio di oggi. Il suo pezzo forte, però, è la reattività, caratteristica che gli permette di respingere gli attacchi avversari anche se questi vengono portati da distanza ravvicinata. Per il momento vanta una sola presenza tra i professionisti (90’ nella vittoria del Barça B sul CE Sabadell), ma il suo palmares vanta già un trofeo di tutto prestigio: era lui il portiere del Barcellona campione d’Europa della Uefa Youth League stagione 2013-2014. Un successo arrivato anche grazie alle sue parate, e a un signore come Samuel Eto’o, che tanti anni fa aveva creduto in lui, aiutandolo in Camerun e portandolo in Spagna una volte intuite le sue potenzialità. Fabrice, quando lo incontra, non smette mai di sorridergli.

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