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I club appoggiano una tv prodotta dalla Lega Calcio, ma non prima del 2021

I club appoggiano una tv prodotta dalla Lega Calcio, ma non prima del 2021

Il 29/10/2018 alle 16:55

Dal nostro partner Agenti Anonimi

Nessuna contrarietà tra i club di Serie A a un canale televisivo prodotto dalla Lega Calcio. Repubblica rivela che ha ripreso quota il progetto di Mediapro, che vorrebbe importare anche in Italia quello che già accade nella Liga spagnola.

La situazione televisiva è bloccata fino al 2021, quando scadranno i diritti tv triennali assegnati a Sky e Dazn. Questi tre anni sarebbero usati per mettere a punto il progetto, la cui responsabilità andrebbe assegnata immediatamente al nuovo amministratore delegato della Lega Calcio, che andrà nominato a breve. Per succedere all’interim del direttore generale della Lega Marco Brunelli ci sarebbero Alessandro Araimo, presidente della divisione Sud Europa di Discovery Channel, Matteo Mammì, direttore produzione e programmazione a Sky, e Luigi De Siervo, amministratore delegato di Infront. Fondamentale il parere del Presidente della Lega Serie A Gaetano Miccichè.

Domani si riunirà il consiglio federale della Federcalcio, il primo presieduto dal nuovo presidente Gabriele Gravina. La proposta della creazione di una “Serie A tv” non sembra all’ordine del giorno, essendo un progetto molto in là nel tempo. Si discuterà anche della nomina del nuovo ad, ma il tema principale sarà risolvere il caos della Serie B e permettere un campionato regolare alla divisione cadetta.

I diritti tv della Serie A 2018-21 sono stati venduti a Sky e Perform (la società che gestisce Dazn) per 973 milioni di euro a stagione, da una richiesta base di oltre un miliardo. Inizialmente erano stati assegnati agli spagnoli di Mediapro, ma il bando era stato annullato dopo un ricorso di Sky. Una mole di denaro ingentissima, ma superata anche dalla Ligue 1, campionato decisamente meno competitivo ma che vale 1,15 miliardi a stagione. L’obiettivo ambizioso è tenere tutti questi soldi in casa della Lega, che potrebbe a sua volta rivenderli alle tv private. Se ne riparlerà tra tre anni e, in ogni caso, non prima della nomina dell’ad, che dovrebbe avvenire entro un mese.

Stefano Francescato

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