Imago

Da Skoglund a Ibra, i momenti più belli

Da Skoglund a Ibra, i momenti più belli
Di Eurosport

Il 07/03/2008 alle 16:40Aggiornato

In occasione del Centenario dell'Inter, riviviamo insieme i momenti più belli della storia nerazzurra: dai primi successi di Meazza all'ultimo Scudetto dei ragazzi di Mancini, passando nell'incanto di Nyers, Facchetti, Mazzola e Matthäus

I compleanni, soprattutto quelli più sentiti, sono occasioni per andare a sfogliare le pagine degli album del passato, per rivivere emozioni ancora vivide, sorridere e piangere di fronte a certi nomi, a certe immagini.

I 100 anni dell'Inter ci invitano a volare nel passato nerazzurro per analizzarne i momenti più belli. Dopo le foto in bianco e nero del primo Scudetto (a due anni dalla fondazione) e delle imprese di Meazza, l'attenzione si sofferma sul trio formato da Benito "Veleno" Lorenzi, Istvan "Etienne" Nyers e Lennart "Nacka" Skoglund, protagonisti di due Tricolori consecutivi negli anni '50 e di alcune vittorie memorabili contro Milan (3-0 con tripletta di Nyers) e Juventus (6-0).

Questi successi costruirono le fondamenta per quella che 10 anni dopo sarà la Grande Inter di Angelo Moratti e del "Mago" Helenio Herrera, l'Inter della Stella e delle due Coppe dei Campioni, le uniche presenti nella bacheca nerazzurra. Rileggere quell'undici, pur conoscendolo già a memoria, è sempre un piacere: Sarti, Burgnich, Facchetti, Bedin, Guarneri, Picchi, Jair, Mazzola, Domenghini, Suarez, Corso.

Il film prosegue con immagini in bianco e nero che lentamente si colorano tra i gol di Boninsegna, Altobelli e Rummenigge, fino all'Inter dei record di Trapattoni. La stagione '88/'89 rimarrà per sempre nell'immaginario nerazzurro come il racconto di un cammino inarrestabile guidato dai muscoli tedeschi di Lothar Matthäus e Andreas Brehme, dalla generosità di Nicola Berti e Matteo Mandolini, dall'intelligenza tattica di Giuseppe Bergomi e Gianfranco Matteoli, dai gol di Aldo Serena e dalle parate di Walter Zenga, un mix perfetto in grado di stendere in un colpo solo il Milan di Sacchi e il Napoli di Maradona.

Passando per i fallimenti di Pancev e Bergkamp, il nastro in avvolgimento rapido rallenta un attimo per fotografare la splendida finale di Uefa del '98 vinta contro la Lazio al Parco dei Principi grazie ai gol fantastici di Zamorano, Zanetti e Ronaldo, protagonisti di un successo che però non riesce a cancellare l'amarezza dello Scudetto andato alla Juve nel primo anno dei sospetti.

Per rivedere il Tricolore sulla maglia nerazzurra, infatti, bisognerà passare oltre le lacrime di Ronaldo del 5 maggio 2002 e oltre Calciopoli, per chiudere nel presente miliardario dell'Inter di Mancini, una squadra davvero Internazionale che ha in Materazzi e Cambiasso i suoi leader emotivi e in Ibrahimovic il suo giocoliere imprendibile. La festa Scudetto del 22 aprile scorso è un ricordo recentissimo, un momento di gioia che i tifosi vogliono rivivere subito, anche e soprattutto nell'anno del Centenario.

0
0