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Il canto del cigno di van Basten: i giorni dell’apoteosi prima della maledetta operazione

Il canto del cigno di van Basten: i giorni dell’apoteosi prima della maledetta operazione

Il 31/10/2019 alle 08:47Aggiornato Il 12/11/2019 alle 10:38

Nel giorno del 55esimo compleanno di Marco van Basten riviviamo i giorni in cui il "Cigno di Utrecht" mise a referto due poker e ritirò il terzo Pallone d'Oro prima di sottoporsi a quella maledetta operazione alla caviglia destra che di fatto pose fine alla sua carriera. Molto prima del congedo ufficiale datato 18 agosto 1995...

20 dicembre 1992, Marco van Basten sta volando a bordo di un aereo privato che da Parigi lo porterà a St. Moritz e Dio solo sa cosa gli starà frullando per la testa. Stringe tra le mani il luccicante Pallone d’Oro appena ritirato nella capitale francese nell’ambito della popolare trasmissione Téléfoot ma nel giro di poche ore dovrà sottoporsi a un’operazione alla caviglia. Quella maledetta caviglia destra, sempre la stessa: contro l’Ancona in campionato il riacutizzarsi del dolore, nel ritiro della Nazionale olandese prima della sfida di qualificazione mondiali del 1994 contro la Turchia una serie di lancinanti fitte. Di comune accordo con il fido professor Marty – ma in spregio ai moniti del Dottor Ginko a Milanello – Marco si è alfine convinto ad andare sotto i ferri per una pulizia del tendine della caviglia e delle parti cartilaginee. Il piano prevede 4-6 settimane di stop prima del pieno reintegro sotto l’egida di Fabio Capello, invece quell’intervento sancirà la fine della sua carriera. Carico di speranze, a bordo di quel volo, il Cigno di Utrecht ancora non lo sa ma a 28 anni è in procinto di congedarsi dal calcio giocato proprio nel suo momento più prolifico: basta riavvolgere il nastro di quello sfolgorante avvio di stagione 1992/1993 per rendersene conto.

Van Basten riceve il suo terzo Pallone d'Oro ed eguaglia Platini e Cruyff
" Marco, sei stato un po’ testone a voler fare quell’operazione nonostante i nostri dottori ti dicessero di non farla! (Fabio Capello, intervista a van Basten @Fox)"

Primo ballerino alla Scala (del calcio)

Se quello era il Milan degli Invincibili di Fabio Capello Marco Van Basten era l’Étoile della Scala del Calcio: a fine agosto contribuisce alla conquista della Supercoppa Italiana aprendo le danze con un timbro da opportunista d’area di rigore contro il Parma, mentre in Serie A e nella prima storica edizione della Champions League fluttua in uno stato di grazia. Doppietta all’Olimpia Lubiana nel primo turno di Champions, tripletta in un clamoroso Pescara-Milan 4-5, doppietta al Franchi in un Fiorentina-Milan 3-7, doppietta in un Milan-Lazio 5-3: semplicemente il miglior van Basten di sempre supportato da un cast di attori extra lusso. Eppure nessun tifoso rossonero, per quanto abituato sontuosamente dai suoi beniamini, era ancora preparato a quanto stava per manifestarsi in quel rigido novembre del 1992.

Quelle due quaterne indimenticabili

8 novembre 1992: un Milan primo della classe, forte di sette vittorie e un pareggio, si presenta al San Paolo di Napoli, teatro di tante battaglie scudetto. Al minuto 7 van Basten raccoglie un pallone vagante nello spigolo dell’area di rigore, si libera di un avversario con una finta a rientrare e lascia partire una folgore di collo pieno a fulminare il grande ex Giovanni Galli sul primo palo. Il banchetto rossonero frutta un epocale 1-5 (!) e l’attaccante olandese metterà a referto altri tre gol da serial killer d’area di rigore in smoking bianco. 17 giorni dopo van Basten - se possibile – supera se stesso autografando il poker perfetto contro il Goteborg nella fase a gironi di Champions. Il primo gol è già un capolavoro: dopo il velo sul passaggio di Eranio e il conseguente scatto in profondità, l’olandese addomestica il passaggio di Papin, mantiene a debita distanza il diretto marcatore e in precario equilibrio spedisce un sinistro nel “sette”. Trasformato un penalty con proverbiale saltino a dare avvio alla rincorsa, il campionissimo confeziona il gol leggendario con plastica rovesciata su vellutato cross di Eranio; San Siro viene giù e a confronto il dribbling con cui ipnotizza Ravelli prima di depositare la sfera in rete è ordinaria amministrazione. 4-0 finale, sprazzi di onnipotenza del “9” e amore incondizionato del suo popolo.

Van Basten - Il gol in rovesciata contro il Goteborg

Van Basten - Il gol in rovesciata contro il GoteborgImago

Al tramonto di quel novembre del 1992 Marco van Basten veleggia sui 19 (!) gol stagionali: il Milan è saldamente al comando della classifica di Serie A con striscia di imbattibilità inaugurata domenica 26 maggio del 1991 e ancora aperta. Proprio a questo punto l’impazienza tradisce il fuoriclasse: persuaso dal luminare Marty, sceglie di trascorrere il Natale sotto i ferri per risolvere una volta per tutte gli annosi problemi alla caviglia e quindi approcciare la fase calda della stagione nel pieno della forma. L'operazione segna invece l'inizio di un calvario che terminerà nell'estate del 1995 col ritiro ufficiale dal calcio giocato: in quel maggio 1993 fa giusto in tempo a siglare l’ultimo gol della sua carriera in un Ancona-Milan 1-3 e pochi giorni più tardi prende parte alla nefasta finale di Champions League contro il Marsiglia ormai ridotto a controfigura di se stesso.

Eppure come un cigno che all’approssimarsi della morte, lungi dallo spegnersi tristemente, si rallegra ed esegue il suo miglior canto di sempre in ossequio a un'antica credenza, van Basten in quell’indimenticabile autunno del 1992 sciorinò il suo miglior calcio prima di arrendersi ai ferri di un chirurgo.

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