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Dnipro all'inferno: dalla finale di Europa League alla terza serie ucraina in soli due anni

Dnipro all'inferno: dalla finale di Europa League alla terza serie ucraina in soli due anni

Il 23/06/2017 alle 19:51Aggiornato Il 23/06/2017 alle 23:18

Eliminò il Napoli di Benitez nella semifinale della seconda competizione continenatale, edizione 2014-2015, per poi perdere 3-2 all'ultimo atto contro il Siviglia. Da quel momento iniziarono il disimpegno di patron Kolomoisky, i debiti infiniti, la penalizzazione e la retrocessione dalla massima serie di pochi giorni fa. Ma la Fifa vuole punire il crack del club, spedendolo ancora più giù...

Dalla finale di Europa League (persa 3-2 col Siviglia nel 2015 dopo aver eliminato il Napoli di Higuain e Benitez) alla terza serie ucraina in solo due anni. Il Dnipro Dnipropetrovsk, apparentemente nuova frontiera calcistica dell'est europeo, ha fatto crack. Dopo la retrocessione patita sul campo (e la revoca dell'anno scorso della licenza Uefa), la Fifa ha ordinato alla Federcalcio ucraina di retrocedere il club in terza serie a tavolino. Un club in totale bancarotta, il "club di un popolo, il gioccattolo di uno solo", com'è definito da queste parti, in relazione ai capricci dell'oligarca Igor Kolomoisky, che ha deciso, dall’oggi al domani, di chiudere i rubinetti degli investimenti.

Dalla finale col Siviglia al disimpegno del patron

Motivo? Concentrarsi esclusivamente sul finanziamento dei battaglioni volontari di contrasto all’esercito filo-russo. Il passato di Kolomoisky è noto, in Ucraina: ex governatore dell’Oblast di Dnipropetrovsk, importante città di un milione di abitanti a est del paese in cui si parteggia palesemente per Mosca, più che per Kiev. Per Kolomoisky, invece, est e ovest non esistono essendo un forte sostenitore dell’unità nazionale. Personalità del mondo ebraico ucraino, a capo a lungo tempo di PrivatBank Group, detentore delle finanze delle industrie multinazionali di acciaio, gas e petrolio. Il suo patrimonio ammonta (almeno secondo i dati relativi all'anno scorso) alla bellezza di 1,36 miliardi di dollari.

Una colossale situazione debitoria

Ma, percorsi internazionali entusiasmanti, o no, per Kolomoisky il calcio è un capitolo chiuso già da diverso tempo. E la nuova destinazione del percorso del Dnipro è stata lo sfascio totale: già a metà 2016, debiti pari a 1milione 742mila euro, che hanno portato a 12 punti di penalizzazione e, secondo la legge del piano inclinato, la retrocessione come penultima forza dell'ultimo torneo di massima serie ucraina.

L'intervento della Fifa

Tuttavia, si diceva, i guai non finiscono qui: Il disimpegno d Kolomisky è stato talmente netto da far sì che la situazione debitoria continuasse a peggiorare. Nei giorni, nei mesi, fino al crack insanabile, che ha fatto scendere in campo la Fifa. Il cui diktat è stato perentorio: penalizzare il club sino a farlo ripartire dalla terza serie. Non fosse che i problemi, a queste latitudini, sono stati (e tuttora lo sono) ben più gravi rispetto a quelli calcistici (da Euromaidan in avanti), si direbbe che i tifosi del Dnipro si sono ritrovati in un vero e proprio frullato emotivo: dai tempi di Kalinić, Douglas Silva, Léo Moura e Konoplyanka, a una formazione arrabattata di soli giocatori ucraini (a seguito della guerra civile la mobilitazione è stata, ad ogni modo, "generale") in cui spicca ancora il nome di capitan Ruslan Rotan, rimasto nonostante le vicissitudini societarie. Ed ora ad un destino, praticamente certo, ai limiti del dilettantismo.

Tifosi Dnipro Dnipropetrovsk prima della finale di Europa eague contro il Siviglia, al termine della stagione 2014-2015 (LaPresse)

Tifosi Dnipro Dnipropetrovsk prima della finale di Europa eague contro il Siviglia, al termine della stagione 2014-2015 (LaPresse)LaPresse

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