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Lesotho, un calcio alle ingiustizie sociali: la storia del Kick4Life Football Club

Lesotho, un calcio alle ingiustizie sociali: la storia del Kick4Life Football Club

Il 14/12/2017 alle 10:46Aggiornato Il 14/12/2017 alle 13:07

Esiste un club nel piccolo regno sudafricano, che combatte povertà e AIDS con un pallone, considerato veicolo di miglioramento della vita quotidiana. Una squadra che ora gioca nella Premier League locale e che fu fondato proprio da due inglesi appassionati della Premier League "originale". Oggi, il team di Maseru è entrato nel progetto "Common Goal" lanciato da Juan Mata del Manchester United.

Maseru, capitale arroccata sulla catena montuosa del Drakensberg che poco più di 200mila anime. E' il centro focale del "regno dei cieli", come viene chiamato dai più romantici il Lesotho, l'enclave monarchica all'interno della Repubblica Sudafricana. Di ameno, in realtà, ci sono solo i paesaggi di un piccolo stato (di due milioni di abitanti in tutto) che non scende sotto i 1400 metri di altitudine. Il resto si chiama malnutrizione, HIV e ingiustizie sociali.

Ingiustizie che, una squadra di calcio, il Kick4Life Football Club - che nel 2014 ha ottenuto perfino la promozione nella locale Premier League -, combatte da anni proprio facendo rotolare un pallone sui campi del suo centro sportivo di Maseru, migliorato negli anni attraverso le donazioni internazionali ed entrando di recente nel progetto "Common Goal", lanciato dal trequartista del Manchester United Juan Mata, impegnato con altri grandi calciatore a devolvere l'1% del proprio stipendio per cause nobili veicolate dal mondo del calcio.

Profondo Lesotho

Il sodalizio che porta gli stessi colori dello stato basotho - verde, bianco e blu - vede la luce nel 2005. Ad avere la "visione", la coppia di fratelli di Southampton Pete e Steve Fleming, che dopo aver predicato football in tutto il Malawi, scendono fino a in Lesotho, accorgendosi dei gravi problemi sociali di un paese dalle mille contraddizioni: una persona su tre ha contratto il virus HIV, la malnutrizione è un aspetto comune in una terra difficile, in grado di far crescere solo grano e mais.

Piccoli calciatori in Lesotho: il progetto Kick4Life

Piccoli calciatori in Lesotho: il progetto Kick4Lifefacebook

L'acqua, in teoria abbondante grazie ai generosi affluenti del fiume Orange, viene gestita dalla Repubblica Sudafricana in cambio delle royalties a Re Letsie III, mentre nelle ricchissime miniere non lavora più nessuno o quasi: paghe troppo misere, meglio emigrare nel solito Sud Africa, che da queste parti è un ritornello costante, e far vivere le proprie famiglie di rimesse dall'estero. A tutto ciò, occorre aggiungere due tristi dati: il tasso di mortalità infantile intorno all'8% e quello di analfabetismo che sfiora il 20. Il 40% della popolazione, infine, vive con meno di 1,25 dollari statunitensi al giorno.

Piccoli calciatori in Lesotho: il progetto Kick4Life

Piccoli calciatori in Lesotho: il progetto Kick4Lifefacebook

Da Southampton a Maseru: il calcio come salvezza sociale

E' in questo contesto che inizia il meticoloso lavoro dei fratelli Fleming: si parte dal concetto di "consapevolezza", riguardo all'anosa presenza dell'AIDS, che fino a poco tempo fa mancava completamente a queste latitudini.

Steve Fleming and Pete Fleming, Co-Founders and Chief Executives of Kick4Life attend the Kick4Life Fall Gala 2017 on November 2, 2017 in New York City

Steve Fleming and Pete Fleming, Co-Founders and Chief Executives of Kick4Life attend the Kick4Life Fall Gala 2017 on November 2, 2017 in New York CityGetty Images

" In campo, il nostro scopo è quello di piazzare la squadra nei primi quattro posti della Lesotho Premier League - racconta a Eurosport Italia Steve Fleming -. Fuori dal campo, è quella di dare supporto a 360 gradi a 15 giovani svantaggiati all'anno e fornire un'educazione s per 3mila bambini e ragazzi."

Beckham, Capello, Giovinco, Holyfield, il Principe Henry, Pepito Rossi: tutti per Kick4Life

I risultati si vedono anche in classifica: la prima squadra naviga in posizioni tranquille (al sesto posto) e, nell'ultimo turno di campionato, ha sconfitto con un netto 3-0 in Linare grazie alla doppietta di Khubetsoana Kamela e alla rete di Tsepang Ntsenyane.

Cimeli battuti all'asta a New York per il progetto Kick4Life (Lesotho) (Getty Images)

Cimeli battuti all'asta a New York per il progetto Kick4Life (Lesotho) (Getty Images)Getty Images

E il progetto ha vinto decine di premi e riconoscimenti internazionali, è stato visitato dal principe Henry e da David Beckham e, oggi, come detto, è entrato nella rete "Common Goal" di Juan Mata. Un altro grande amico di Kick4Life è Pepito Rossi, da poco unitosi al Genoa.

Il sogno di Thabiso

I giocatori più promettenti stanno provando a far carriera anche altrove, come l'attaccante Thabiso Brown, classe 1995, già convocato in nazionale maggiore, che un paio di anni fa sostenne un provino in Ucraina per il Chernomorets Odessa: segnò a raffica nel suo periodo di "trialist", ma fu sfortunatissimo poiché, al momento della firma, si ruppe un ginocchio. Tornato in patria e ristabilitosi, insieme al connazionale e anch'egli ex Kick 4 Life Realeboha Mafisa, utilizzò i propri risparmi per pagarsi un volo aere per la Bolivia. Lo cercavano i professionisti del Fútbol Club Oruro di seconda divisione: Brown li ripagò allenandosi tutti i giorni, anche da solo, sulle montagne andine (lui che era già abituato a quelle del Lesotho) e in 8 gare, realizzò la bellezza di 17 reti, trascinando la squadra ala promozione nella massima serie.

" Kick 4 Life è un progetto che sta regalando un futuro a tantissimi bambini e ragazzi - spiega a Eurosport Italia lo stesso Thabiso Brown, sfoggiando una lingua inglese estremamente "educata" e modi di esprimersi estremamente oculati, tipici di chi ha avuto una buona formazione scolastica -. Il mio sogno? Proseguire la mia carriera in Europa e diventare stabilmente un calciatore professionista. Dovessi riuscirci è solo grazie al progetto dei Fleming e Radebe."

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