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Quell'estate in cui Rui Costa vestì la maglia del Barcellona

Quell'estate in cui Rui Costa vestì la maglia del Barcellona

Il 29/03/2017 alle 09:20

Nel giorno del 45° compleanno di Rui Costa torniamo su un aneddoto che avrebbe potuto cambiare la carriera del talentuoso n.10 portoghese.

E' l'estate del 1994 quando Rui, a 22 anni ancora da compiere, è in rampa di lancio: dopo il Mondiale Under 20 vinto da protagonista, il ragazzo d'oro lanciato da Eusebio (lo visiona a soli 5 anni e se ne innamora subito), si prende un posto da protagonista nel Benfica che si aggiudica prima la Coppa del Portogallo e poi il campionato lusitano. Rui ha tutte le qualità che s'intravedono in un campione: ha classe, eleganza e personalità, insomma è pronto per spiccare il volo. Crujff lo ha visto all'opera in Champions League e lo vuole in Catalogna. Le trattative sembrano ben avviate, l'affare in dirittura d'arrivo, ma l'operazione rimarrà soltanto un sogno, anche se esistono un paio di foto che ritraggono Rui in maglia blaugrana. Il perché lo spiega Rui Costa nella sua biografia - "Il mio 10 per Firenze" (1998, Edizioni AN.MA. & San Marco Sport Events).

" Il Barcellona mi stava addosso, negli ultimi quattro mesi di campionato il vice di Johan Crujff, Rexach, mi chiamava una volta alla settimana e mi ripeteva sempre la stessa domanda: "Sei contento di venire al Barcellona?". Non si parlava di soldi, né di durata del contratto e soprattutto mi proibiva di far trapelare la notizia (...). Finita la stagione però la notizia uscì sui giornali, io rilascai interviste come fossi il nuovo straniero del Barcellona dopo Michael Laudrup, Romario, Koeman e Stoichkov e mi feci perfino fotografare con la maglia a strisce bluamaranto. (...) Avevo la parola di Jorge De Brito, il presidente del Benfica, che con la mia cessione avrebbe in qualche modo iniziato ad arginare la crisi economica della società. Con le nuove elezioni invece De Brito dovette lasciare il posto a Manuel Damasio e le promesse svanirono nel nulla"

Il sacrificio di Rui

De Brito infatti si sarebbe accontentato di cedere Rui ai blaugrana per 9 miliardi di lire, scendendo dalla richiesta iniziale di 10, invece il nuovo presidente ne vuole assolutamente 11. "Rui ha rinunciato al Barcellona per amore del Benfica", dichiarerà poi Manuel Barbosa, procuratore del tempo del giocatore, che per assicurare più soldi al suo club rinuncia al sogno Barça contribuendo a salvarlo economicamente. Lo farà di nuovo, qualche anno più tardi, passando dalla Fiorentina al Milan per 85 miliardi ("l'acquisto più oneroso della storia del Milan", come ricorda sempre Silvio Berlusconi), ma questa è un'altra storia.

Crujff lo voleva per un nuovo Dream Team

La storia di Rui si legherà a doppio filo alla causa viola: "La Fiorentina ha dimostrato di volermi a qualunque costo". Saranno Antognoni e Cinquini infatti ad assicurarsi il suo cartellino, sborsando con il benestare di Cecchi Gori gli 11 miliardi richiesti. Ma chissà quale sarebbe stata l'evoluzione della carriera di Rui Costa se in occasione di quella sliding door la volontà del Barcellona avesse prevalso sulle bizze dei presidenti portoghesi? Il nome di Rui Costa entra di diritto nel novero dei nomi di quei giocatori che Johan Crujff avrebbe desiderato nel suo Barça, per ricostruire su di loro il Dream Team dei primi anni '90. "Los 6 fichajes que pidió Cruyff y que nunca llegaron al Barça": Molina in porta, Winter, Rui Costa, Zidane, Giggs e Batistuta dalla metà campo in su. Il presidente di allora - estate 1995, l'ottava e l'ultima dell'allenatore olandese in Catalogna - Núñez non asseconda le richieste del visionario Crujff, che si deve accontentare di qualche ripiego e di dare spazio alla cantera (De la Peña, Celades, Velazamazán, i fratelli García, Arpón e suo figlio Jordi) e vedrà la propria lunga avventura in blaugrana fermarsi nel maggio 1996.

Rui Costa al Barcellona? Suona bene, ma non è stato. Per la fortuna dei tifosi della Fiorentina e del Milan.

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