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Si chiama Rakvere JK Tarvas la "squadra da incubo" d'Europa

Si chiama Rakvere JK Tarvas la "squadra da incubo" d'Europa

Il 21/10/2016 alle 12:48Aggiornato Il 22/10/2016 alle 12:49

Ultimissima nella Meistriliiga estone, ha totalizzato i numeri peggiori del continente: 0 vittorie, 3 pareggi, 29 sconfitte, 14 gol fatti e ben 105 subiti. Ad Eurosport parla il portiere: "Non siamo pagati, lavoriamo e c'è chi arriva stanco o non in tempo per la partita. Ma noi siamo sportivi e siamo sempre andati a testa alta: ci rimangono 4 partite, vedrete che ci sbarazzeremo di questo status".

Sabato scorso il Rakvere Jalgpalliklubi Tarvas ha pareggiato. Uno a uno, contro il Pärnu. La notizia, ai più, può risultare insignificante, invece nella Meistiliiga - la massima serie d'Estonia - è stato qualcosa di clamoroso e potenzialmente decisivo, visto che ha a che fare con i record europei dell'attuale stagione calcistica. Record negativi, in questo caso, perché i Tori di Rakvere sono, attualmente, la peggior squadra del continente. Una "squadra da incubo" per scimmiottare il nome di un format televisivo di successo: su 32 match sin qui disputati (la stagione estone è "tarata" sull'anno solare), le magliette ambrate hanno collezionato 0 vittorie, 3 pareggi e ben 29 sconfitte. Ancor più stucchevole è il computo delle reti: 14 quelle realizzate, 105 quelle subite... Pleonastico specificare l'ultimissimo posto di graduatoria.

Il Rakvere Jalgpalliklubi Tarvas (Estonia)

La peggior squadra d'Europa...

La formazione di mister Urmas Kirs - ex difensore goleador anni '90 con la nazionale estone e nel Flora Tallinn (la Juventus del paese baltico) in cui ha messo in fila 36 gol in 131 presenze - si è presentata ai nastri di partenza della massima competizione estone per la prima volta nella sua giovanissima storia, cominciata nel 2004, anno della sua fondazione. In Meistriiliiga si è però ritrovata in un modo del tutto "estone". Nel senso che il calcio, da queste parti, è "comandato" da quelle 4-5 formazioni, le uniche a considerarsi davvero professioniste, che nella Serie A creano una profonda spaccatura con il resto del campionato e che, come se non bastasse, si impongono anche nelle divisioni inferiori con le seconde-terze squadre. Così, il Ravkere, ha guadagnato la promozione diretta qualificandosi quarto in classifica totalizzando la "miseria" di 47 punti (solo a +5 dalla zona retrocessione in terza serie) e piazzandosi dietro alle compagini giovanili di Flora Tallinn (a quota 72), Levadia Tallinn (71) Infonet (66), che per regolamento non possono accedere in "Meistri".

Uo scatto del match tra Ravkere e Pärnu

Uo scatto del match tra Ravkere e Pärnufacebook

...ma anche quella più "sportiva"

Squadre come il Rakvere sono assolutamente dilettantistiche. Quasi amatoriali, nessuno percepisce soldi e ci si arrangia come può: difficile reggere il confronto con le "pro", ovvero, Flora, Infonet, Levadia, Nõmme Kalju e, in parte, Kalev Sillamae. Certo, probabilmente, si poteva fare di meglio: 4, 5, 6 o 7 gol subiti ogni partita. Fintanto che non si è arrivati al tetro bottino di 115 reti incassate. Praticamente una costante. La goleada peggiore subita, lo 0-7 in casa del Paide Linnameeskond del mobiliere goleador (in lizza per la Scarpa d'Oro) Vjatšeslav Zahovaiko. In porta, in quella partita (e per gran parte della stagione) c'era Sander Susi, che ha raccolto 85 dei 115 palloni in fondo al sacco: "Noi, quest'anno - rivela ad Eurosport - ce l'abbiamo messa davvero tutta. Purtroppo, subito a inizio stagione, abbiamo perso per infortunio il nostro miglior difensore e il nostro miglior centrocampista, Kaarel Saar e Alari Tovstik. Ma loro non costituiscono gli unici alibi della nostra pessima stagione".

Il Rakvere Jalgpalliklubi Tarvas (Estonia) si allena sotto la neve

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"Subire 85 gol? Non è un problema. Fa parte del gioco"

Sander Susi: una vita a disposizione del Rakvere. Il suo cuore e la sua anima sono qui, nella cittadina di poco più di 17mila abitanti nella parte nordorientale del paese dov'è nato 24 anni fa. Un unico idolo calcistico, Iker Casillas ("non so cosa farei per potergli anche solo stringergli la mano", dice), una laurea in ingegneria e un impiego all'ufficio vendite di componenti per nastri trasportatori: "E' proprio questo il punto - prosegue Sander -: noi ci alleniamo poco e la maggior parte delle goleade - spiega - le abbiamo subiti negli impegni infrasettimanali, in cui i nostri giocatori correvano dall'ufficio o dalla fabbrica al campo da calcio. Oppure non facevano proprio in tempo a venire a giocare". Esattamente come succede nelle partite del venerdì sera in Csi, insomma.

Un unico obiettivo

Susi-Rakvere: unico, grande amore

A Sander non pesa esser stato la "vittima sacrificale" di questa stagione. Nemmeno di essere stato messo in panchina ad inizio settembre. E non per demeriti suoi: "A fine agosto, dall'Emmen in Olanda, si è aggregato in squadra Marko Meerits, portiere professionista, l'unico della squadra, che ha accettato di difendere la nostra porta in cambio di minutaggio da investire nel calciomercato della prossima stagione. E io mi sono fatto da parte. Di questa squadra sono stato anche capitano: è stata l'unica maglio che ho indossato e indosserò. Il prossimo anno? Ripartiremo tranquillamente dalla seconda serie, io tornerò titolare e tutto tornerà ad essere come prima". Quando non serve giocare in un top club per essere considerato un "giocatore bandiera"...

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