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Italia, è una sconfitta da cui ripartire: gli azzurrini visti in Polonia fanno ben sperare

Italia, è una sconfitta da cui ripartire: gli azzurrini visti in Polonia fanno ben sperare

Il 11/06/2019 alle 23:26Aggiornato Il 12/06/2019 alle 14:37

Il cocente ko in semifinale contro l'Ucraina non deve far dimenticare quanto di buono fatto vedere dalla squadra di Nicolato, protagonista di un Mondiale Under 20 comunque da incorniciare tra prodezze, spirito di gruppo e anche qualche ingenuità comprensibile vista la giovane età. Plizzari in porta, Esposito in mezzo al campo e Pinamonti in avanti gli elementi da seguire con maggiore attenzione.

La spina dorsale azzurra: Plizzari, un Mondiale da veterano

Ci vorrà tempo per smaltire la delusione per un sogno Mondiale sfumato nel modo più crudele, ma in questo momento è doveroso sottolineare anche gli aspetti positivi della spedizione azzurra in Polonia, che non sono pochi. Iniziamo tra i pali dove Alessandro Plizzari, portiere di proprietà del Milan, ha messo in mostra qualità indiscutibili: due rigori parati (contro Ecuador e Mali), una serie di interventi decisivi nell'ottavo di finale contro la Nazionale padrona di casa e più in generale un Mondiale impeccabile dove - a dispetto della sua carta d'identità - è sembrato un veterano.

Alessandro Plizzari ai Mondiali Under 20

Alessandro Plizzari ai Mondiali Under 20Getty Images

I gol di Pinamonti e la regia di Esposito

Al centro dell'attacco il ct Paolo Nicolato ha consegnato le chiavi ad Andrea Pinamonti e il 20enne trentino, il cui cartellino appartiene all'Inter, non ha tradito le attese. Certo, negli occhi rimarrà quella colossale palla gol fallita a tu per tu con Lunin in Ucraina-Italia a inizio ripresa sullo 0-0, ma non bisogna dimenticare che è soprattutto grazie ai gol del suo capitano che l'Italia è arrivata fino in semifinale. Una rete all'Ecuador nella fase a gironi, il cucchiaio su rigore agli ottavi contro la Polonia e la doppietta ai quarti contro il Mali determinante per risolvere una partita che era diventata terribilmente complicata. Numeri importanti. Numeri che dovranno essere confermati, senza dubbio, ma grazie ai quali il bilancio di Pinamonti al Mondiale Under 20 è chiaramente in attivo. Un discorso a parte lo merita anche Salvatore Esposito: il 18enne centrocampista di Castellammare di Stabia, che dallo scorso gennaio ha giocato in Serie C con la maglia del Ravenna in prestito dalla Spal, ha preso in mano il centrocampo azzurro disegnando calcio con aperture sempre precise, lucidità in fase di impostazione e un'intelligenza tattica non da tutti. Ha giocato al di sotto delle aspettative solo nella partita più importante contro l'Ucraina, ma le sue prove precedenti sono state da applausi.

L'esultanza di Andrea Pinamonti

L'esultanza di Andrea PinamontiGetty Images

Vietato illudersi: il precedente del 2017

Se da un lato questa Under 20 ha fatto sognare, dall'altro lato è bene non farsi troppe illusioni: servono altri e più probanti test per capire il reale valore dei giocatori di Nicolato. Illuminante, a questo proposito, tornare alla semifinale persa due anni fa contro l'Inghilterra. In quella squadra, allenata da Alberigo Evani che nel frattempo è diventato il vice di Roberto Mancini sulla panchina della Nazionale maggiore, si contano sulle dita di una mano i giocatori titolari o impiegati in pianta stabile in squadre di Serie A: Barella (che in quella partita rimase in panchina), Romagna, Orsolini, Mandragora e Dimarco. E nessuno di questi ha ancora spiccato il volo in una squadra di primissima fascia. Il tempo dirà se questo fantastico gruppo creato da Nicolato lascerà il segno, oltre che in azzurro, anche nei club.

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