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Juventus femminile: un progetto vincente che può trainare l’intero movimento

Juventus femminile: un progetto vincente che può trainare l’intero movimento

Il 12/12/2017 alle 12:21

Le Women bianconere stanno dominando il campionato al loro primo anno. Un investimento che sta dando i suoi frutti e che può essere un esempio utile a tutto il calcio femminile italiano

Otto vittorie su otto, 22 gol fatti e solo due subiti, primo posto con 24 punti su 24 possibili. E un recente ultimo successo, per 2-0 sulla Fiorentina campione d’Italia in carica, che dà ancora più risalto a un progetto vincente. La nuova Juventus femminile continua a stupire e, al tempo stesso, a convincere. Sono passati solo quattro mesi da quando, ad agosto, la Juventus ha presentato ufficialmente la sua prima squadra femminile. E in tre mesi di calcio giocato, le women bianconere hanno già "cannibalizzato" la Serie A, a suon di vittorie roboanti e prestazioni incoraggianti. Successi che iniziano ad attirare l’interesse di chi ha spesso snobbato il calcio femminile, considerandolo fino a poco tempo fa uno sport minore. Clamore che può essere visto come una nota positivo per l’intero sistema, in Italia ancora molto indietro rispetto alle altre principali nazioni europee.

Sara Gama Juventus femminile

Sara Gama Juventus femminileGetty Images

Bonansea e Rosucci: top player in una squadra di campionesse

Con l’obiettivo di essere subito competitiva, la Juventus in estate ha investito in maniera importante sullo staff tecnico e sulla rosa. Una grande ex calciatrice come Rita Guarino in panchina, coadiuvata dal guru dei settori giovanili Matteo Scarpa. Una centrocampista di valore internazionale come Martina Rosucci (prelevata dal Brescia), autrice della doppietta con cui la Juventus ha battuto la Fiorentina, la promettente Laura Giuliani (dal Friburgo) in porta, un bomber come Barbara Bonansea (già a quota quattro reti) in attacco. E poi capitan Sara Gama, Salvai, Boattin, Galli, Glionna, Lenzini, Sodini, Caruso, Zelem, Cantore, le finlandesi Hyyrynen e Franssi, la norvegese Isaksen, la neozelandese Rood. Tutte giocatrici con esperienza e curriculum, in gran parte già insieme nel Brescia, che hanno trovato l’amalgama ideale per vincere da subito. E oltre agli otto successi in campionato, è arrivata anche la doppia clamorosa vittoria sul Torino in Coppa Italia (13-0 e 8-0).

La sinergia social con i big della Juventus

Per promuovere la propria squadra femminile, la Juventus (sempre attivissima sui social) ha sfruttato anche i propri canali Facebook, Twitter, Instagram e Youtube. Il profilo Twitter della Juve femminile conta già quasi 20 mila follower e spesso, tramite il proprio profilo ufficiale la Juventus promuove iniziative come “HimandHer”, nel quale un big della Juventus interagisce e intervista una calciatrice bianconera. Giorgio Chiellini e Simona Sodini sono stati gli ultimi protagonisti di questa rubrica. Senza dimenticare che, quando possibile, tutta la squadra femminile è presente allo Stadium per sostenere la Juventus nei suoi impegni in A e nelle coppe europee.

Interesse che aumenta nel calcio femminile, esempio da seguire

La nascita delle Juventus Women, in ogni caso, rappresenta una svolta fondamentale ed epocale per il calcio femminile italiano, come detto assai arretrato rispetto ai maggiori campionati europei. Indietro sia per risorse che per strutture, sia per numero di tesserate e sul piano del riconoscimento sociale. Dopo la Fiorentina e il Sassuolo, la Juventus è il primo top club di Serie A a poter vantare una propria squadra femminile, che ha in programma di disporre di risorse simili a quelle dei grandi club femminili europei. In Inghilterra, Francia, Germania e nel nord Europa molte società importanti hanno sia una squadra maschile sia una femminile. Una visibilità, quella data dalla Juve femminile, che deve essere da traino per il nostro movimento e non vista in maniera negativa dalle altre concorrenti. Immaginate se anche gli altri principali club italiani seguissero l’esempio bianconero e iniziassero ad investire sul calcio femminile. Potrebbe esserci una crescita di competitività generale e anche a livello di Nazionale. Un futuro tutto da scrivere.

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