Kevin Lasagna, l’ultima bella scoperta del Carpi targato Giuntoli

Kevin Lasagna, l’ultima bella scoperta del Carpi targato Giuntoli

Il 01/04/2015 alle 16:56Aggiornato

“Sono dell'idea che esistono buoni giocatori anche nelle serie minori, non per forza bisogna acquistare solo stranieri”.

Mirko Valdifiori, uno dei centrocampisti dal rendimento più alto e sorprendente della nostra Serie A e fresca new entry della Nazionale di Antonio Conte, una settimana fa in conferenza stampa a Coverciano con queste parole provava a spiegare il motivo per cui solamente a 29 anni un regista con le sue qualità fosse arrivato in massima serie. Le parole e la parabola del calciatore empolese, oltre a tirare in ballo il solito refrain dei troppi stranieri presenti nella Serie A, ci permettono di interrogarci sui discutibili metodi di scouting e strategie di reclutamento che troppi nostri club adottano. La sensazione è che, rispetto al passato, tanti direttori sportivi e dirigenti del nostro calcio, vuoi per pigrizia o semplicemente per scelta, non setaccino più come un tempo i campi di Serie C, D, Eccellenza o Promozione per scovare giovani talenti in erba da poter far crescere. Per fortuna ancora qualche club che questo lavoro lo porta avanti c’è basta pensare al Carpi, che sta dominando il campionato cadetto e a 8 giornate dal termine ha quasi in tasca la promozione in A, con una formazione composta per nove/undicesimi da giovani italiani pescati in Lega Pro o nelle serie dilettantistiche. Un modus operandi che in sei anni ha consentito ai biancorossi emiliani di passare dalla Serie D al primato in Serie B e ha permesso al direttore sportivo Cristiano Giuntoli di scoprire diversi talenti italiani interessanti come Kevin Lasagna, l’ultimo gioiellino made in Carpi passato in tre stagioni dal calcare i polverosi campi della Promozione lombarda al segnare gol pesantissimi in una big del campionato cadetto.

DAI TORNEI ESTIVI ALLA DOPPIETTA AL VICENZA – Nato 22 anni fa in provincia di Mantova, originario di San Benedetto del Po’: Lasagna, con quel cognome buffo, sui campi di calcio ha sin da piccolo trovato avversari pronti a sbeffeggiarlo o a prenderlo in giro. Ben presto però ha imparato a zittirli con le sue qualità, il suo talento da perfetto prototipo del centravanti moderno. Alto un metro e 86 cm, Lasagna impressiona per l’abilità nell’aggredire lo spazio con la sua progressione devastante che gli permette di bruciare le difese avversarie e presentarsi a tu per tu col portiere dove raramente lascia scampo al portiere. Cliente scomodissimo per le difese che soffrono i contropiedi, con due accelerazioni scattando alle spalle dell’ultimo difensore sabato scorso ha realizzato la sua prima doppietta in Serie B regalando il successo alla squadra di Castori nella complicata trasferta contro il Vicenza di Pasquale Marino. Un bis di reti (alla quinta presenza da titolare) che ha fatto salire il bottino totale a 4 marcature, non male per il bomber ribattezzato KL15, uno che fino all’estate 2013 trascorreva i mesi estivi segnando caterve di gol nei tornei di calcio a 5 notturni nella provincia di Brescia infilando portieri improvvisati e mandando in tilt retroguardie imbottite di esperti difensori con esperienze in Prima e Seconda Categoria.

Kevin Lasagna esulta per la doppietta col Vicenza (Foto LaPresse)

IL GEOMETRA COL VIZIO DEL GOL – Esterno d’attacco ai tempi delle giovanili del Chievo, Lasagna (che ha una sorella di nome Sharon e un diploma da geometra, ndr) con la società veronese ha giocato quattro anni prima di chiudere le giovanili nel Suzzara e debuttare in prima squadra nelle file della Governolese, formazione della provincia di Mantova, dove a 19 anni segna 21 gol trascinando i Pirati del Mincio a un brillante secondo posto nel girone D all’esordio in categoria. Il feeling con la rete e la capacità di colpire in tanti modi non lasciano indifferenti gli osservatori del Cerea, formazione veneta che partecipa al girone C di Serie D, che lo fa esordire in quinta serie dove realizza 7 reti in 31 presenze. L’esplosione vera e propria però arriva nella stagione 2013-2014 quando da Cerea si trasferisce a Este dove realizza 21 reti in 34 presenze e convince anche Massimo Briaschi, ex attaccante di Juventus e Genoa e quotato agente di calciatori che non si lascia sfuggire la chance di rappresentarlo: “Kevin me lo segnalò nell’inverno del 2013, il ds dell’Este: me ne parlò come di un ragazzo con doti fuori dal comune e solo di passaggio in Serie D. Mi ci volle poco per capire che aveva ragione. Di attaccanti così prestanti ma al contempo dotati di quella velocità, quel sinistro e quella potenza ne vedo pochi nel panorama nazionale per questo mi viene difficile fare dei paragoni. La sua vera forza però è il carattere e l’indole: figlio di una famiglia molto unita è un ragazzo con pochi fronzoli che tutti i giorni fa avanti e indietro da San Benedetto del Po’ a Carpi e lavora duro per migliorare e farsi trovare pronto. In allenamento è uno che non si risparmia e in questi nove mesi è cresciuto in tanti aspetti del suo gioco, soprattutto nella difesa del pallone e nella freddezza sottorete, passando dall’essere l’ultima opzione dell’attacco del Carpi ad essere decisivo nell’ultimo mese…”.

Lasagna è arrivato a Carpi voluto fortemente da Cristiano Giuntoli che la scorsa estate lo ha blindato con un contratto di 3 anni: “C’erano un paio di squadre di B interessate ma il Carpi è quella che da subito si è mostrata più interessata a Kevin. Nel ritiro estivo ha svolto la preparazione insieme ad altri 6 giocatori provenienti da Serie D ed Eccellenza. Lui è l’unico a non essere stato girato in prestito in categorie minori ma ad essere stato riconosciuto come uno in grado di poter essere utile durante la stagione. Se il Carpi si appresta ad ottenere la quarta promozione in 6 anni è perché ha saputo scovare giovani italiani dalle categorie minori e costruire un gruppo solido ed equilibrato con spese contenute. Mi chiedo solo perché altri non seguano tale esempio…”.

Già la domanda di Briaschi è tutt’altro che fuori luogo visto che il percorso di Lasagna è simile a quello di Di Gaudio, Pasciutti, Gagliolo, Poli e Letizia: ragazzi pescati nel sommerso delle serie minori e su cui il Carpi ha costruito le proprie fortune. Per questo, anche se Lotito non la penserà di certo così, realtà di provincia che si affacciano in Serie A e puntano forte sugli italiani come il Carpi non potranno essere una disgrazia per la nostra Serie A bensì una splendida opportunità per capire che un altro modo per fare calcio, fare mercato e valorizzare il nostro patrimonio di giovani calciatori è possibile. Basta solo volerlo veramente…

di Stefano DOLCI (twitter )

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