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La Longobarda esiste per davvero: è a Salerno, vince è anche attiva nel sociale e piace a Lino Banfi

La Longobarda esiste per davvero: è a Salerno, vince ed è attiva nel sociale

Il 23/09/2015 alle 11:33

Nel 2006 a Salerno un gruppo di ragazzi appassionati ha fondato una squadra di calcio chiamandola Longobarda in onore della celebre squadra protagonista del film cult "L'Allenatore nel Pallone". La compagine dopo un avvio tribolato lo scorso anno ha vinto il campionato di Terza Categoria ed è riuscita pure a realizzare il sogno di festeggiare la promozione con Oronzo Canà...

Il calcio, come tutti gli sport, è ed è stato spesso fonte d’ispirazione per registi e sceneggiatori per realizzare opere cinematografiche di grande successo. In ambito italiano il film più celebre dedicato al calcio è indubbiamente “L’allenatore nel Pallone” la commedia diretta da Sergio Martino in cui Lino Banfi, interpreta l’allenatore Oronzo Canà, ruspante e focoso tecnico chiamato a guidare in Serie A la Longobarda, formazione neopromossa in campionato. Una pellicola cult che a 31 anni di distanza è assolutamente rimasta vivida nell’immaginario degli appassionati di calcio giovani e meno giovani che anche oggi per raccontare le peripezie del promettente attaccante brasiliano tirano in ballo il nome di Aristoteles o davanti a certi sfoghi di presidenti alla Massimo Ferrero accostano l’immagine comica del commendatore Borlotti.

"L’Allenatore nel Pallone" è entrato talmente nell’immaginario comune degli appassionati che da nord a sud non mancano le realtà che per onorare la memoria della compagine allenata da Canà hanno scelto di creare delle squadre e chiamarle proprio Longobarda. La prima società tributo alla Longobarda fu la “Ac Robbiano Longobarda 1994”, formazione della frazione di Giussano (località in provincia di Monza a metà strada fra Milano e Como, ndr) che, dopo essere arrivata a giocare fino alla Prima Categoria, nel 2012 a causa dell’assenza di un campo dove disputare le partite, si è vista costretta a malincuore a chiudere i battenti. Se al nord la squadra ispirata al film di Banfi ha fatto una brutta fine al sud e più precisamente a Salerno, la Longobarda Salerno sprizza di salute e dopo 9 anni di militanza in Terza Categoria si prepara ad affrontare da neopromossa il primo campionato di Seconda Categoria con la voglia di stupire, divertirsi e provare a trasmettere un messaggio positivo di aggregazione sociale, solidarietà e fair play.

La Longobarda Salerno, facebook

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Riconosciuta da Canà in persona

Nata nella magica estate del trionfo azzurro ai mondiali del 2006 da quattro ragazzi salernitani (Luigi Scala, Christian Verderame, Antonio Di Maio e Giovanni De Nicola) appassionati di calcio e vogliosi di creare una nuova realtà nel ricco panorama delle squadre campane, i fondatori non hanno mai avuto dubbi riguardo al nome della squadra: “A tutti è subito piaciuto il nome Longobarda e non abbiamo preso in esame altri nomi – racconta il presidente Giovanni De Nicola - La città di Salerno nel corso del VIII secolo d.C. è stata oggetto della dominazione dei Longobardi e ad esempio lo stadio Arechi prende il nome, da quello del principe che spostò la corte del ducato da Benevento a Salerno. Inoltre tutti eravamo cresciuti idolatrando il film l’Allenatore nel Pallone. Dunque era il nome perfetto…”. Società in cui, sin dal primo giorno, nessun calciatore o dirigente ha mai percepito un euro di rimborso spese. Neiprimi anni la squadra ha pagato lo scotto del noviziato incassando molteplici sconfitte anche molto pesanti: “Siamo passati attraverso diverse debacle non lo nego e in quel periodo abbiamo provato anche a gettare il sale in campo prima del fischio d’inizio come faceva Canà per esorcizzare la sfortuna… Comunque non ci siamo mai persi d’animo e piano, piano siamo riusciti a trasformarci in una squadra vincente”.

L'allenatore e i dirigenti della Longobarda Salerno consegnano una targa a Lino Banfi, Facebook

L'allenatore e i dirigenti della Longobarda Salerno consegnano una targa a Lino Banfi, Facebookfacebook

Con la crescita del gruppo e l’avvento dell’allenatore Antonio Criscuoli, il gruppo finalmente maturo ha guadagnato consapevolezza nei propri mezzi e nella passata stagione ha letteralmente dominato il proprio girone: “Abbiamo vinto il campionato con due giornate d’anticipo, chiuso l’annata con 10 punti di vantaggio sulla seconda classificata dall’alto di 56 punti ottenuti in 22 giornate, 51 gol fatti e 19 subiti. Ciò che ci rende più orgogliosi è l’esser riusciti a tagliare questo traguardo primeggiando anche nella Coppa Disciplina, una cosa che non capita spesso perché solitamente chi vince non sempre riesce a brillare anche nella classifica del fairplay. Noi invece ci siamo riusciti e questo ci ha inorgoglito ancora di più”. Per la prima stagione in Seconda Categoria, il presidente De Nicola e gli altri soci fondatori hanno optato per la conferma del gruppo e a pochi innesti mirati: “Abbiamo reclutato un paio di ragazzi che riteniamo possano esserci utile al piano di sopra. Però non abbiamo ceduto i nostri Falchetti e Mengoni, come avrebbe fatto Borlotti al calciomercato… Obiettivi? Puntiamo a fare un bel campionato e a salvarci il prima possibile”. In vista della nuova stagione sportiva i ragazzi della Longobarda Salerno sono riusciti anche a ricevere la ‘benedizione’ ufficiale da Oronzo Canà in persona, Lino Banfi che nel corso di una recente visita nei pressi di Salerno ha elogiato il lavoro dei ragazzi della Longobarda Salerno: “Per noi è stato un sogno e un grande orgoglio aver suggellato il nostro percorso incontrando Banfi che ci ha fatto i complimenti per quanto fatto in questi anni. Sapere di avere un tifoso così illustre al nostro fianco ci dà ancora più voglia ed entusiasmo per portare avanti le nostre iniziative in campo e fuori”.

Scuola calcio gratis per i ragazzini meno fortunati

La Longobarda Salerno in questi quasi nove anni di attività non si è limitata a ritagliarsi uno spazio fra le realtà dilettantistiche del capoluogo campano ma ha anche portato avanti progetti di solidarietà assai lodevoli: Più che una semplice squadra di calcio ci è sempre piaciuto aspirare ad essere un’associazione che possa dare manforte e fare qualcosa di utile anche al di fuori del rettangolo di gioco – ci spiega il presidente De Nicola - Per questo da svariati anni abbiamo stretto un rapporto con varie case famiglie e con la Caritas per raccogliere periodicamente fondi, vestiario e generi alimentari da recapitare a quelle famiglie che a causa della crisi non se la passano granché bene. Proprio in questo senso il prossimo passo è quello di creare una scuola calcio gratuita per tutti quei bambini di età compresa fra gli 8-10 anni che vogliono giocare ma non hanno i soldi per pagare la retta annuale. Grazie ai nominativi selezionati dalle case famiglie con le quali collaboriamo abbiamo già individuati 20 ragazzini che saranno seguiti dai nostri istruttori e potranno coltivare la loro passione senza sentirsi esclusi o emarginati rispetto agli altri di pari età più fortunati. La nostra idea è quella di riuscire ad ottenere sempre più sponsor per allargare il numero di iscritti e aiutare il maggior numero di bambini. Riteniamo che questo tipo di iniziativa può essere fondamentale per evitare che ragazzini innocenti finiscano per prendere strade sbagliate. Per questo una volta che tutto questo riuscirà a partire, ci metteremo anima e cuore al progetto Scuola Calcio sperando di coinvolgere quanti piùsimpatizzanti ed imprenditori e, per quanto possibile, l’appoggio delle istituzioni per ottenere gli spazi necessari per far crescere questo ambizioso progetto”.

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