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La sfida dell'Istituto Groundsman: il mestiere che può risolvere i problemi dei campi italiani

La sfida dell'Istituto Groundsman: il mestiere che può risolvere i problemi dei campi italiani

Il 25/10/2017 alle 16:54Aggiornato Il 25/10/2017 alle 17:41

In Inghilterra è una professione che esiste dal 1936, in Italia solo 2 settimane fa sono partiti i primi corsi a cura, dell'Istituto Groundsman Italia, per formare professionisti che si prendano cura e mantengano vivi i campi degli stadi da calcio italiani: "A livello di cura e gestione dei manti erbosi, i nostri standard sono simili a quelli adottati in Repubblica Ceca: le cose devono cambiare"

" Quando entro in uno stadio, io l’unica cosa che guardo è il terreno di gioco. Quello dell’Etihad di Manchester, come tutti i campi inglesi, è un terreno di ottimo livello. All’estero siamo abituati a trovare campi di questo tipo, in Italia no…. (Maurizio Sarri)"

Quando una squadra italiana affronta una formazione inglese è inevitavile prendere atto del fatto che l’erba degli stadi britannici è sempre più verde di quella dei nostri campi da gioco. E’ sempre stato così e continua ad esserlo. Poco o nulla è stato fatto per abbattere questo luogo comune. Se la Serie A, insieme alla Bundesliga, è stata la prima lega a voler sperimentare la VAR e tutte le società investono ogni anno ingenti risorse per sperimentare metodologie di lavoro efficaci al fine di migliorare la condizione atletica, fisica ed innalzare il livello delle prestazioni dei calciatori bisogna ammettere che per migliorare la cura e la tenuta dei campi da calcio dove quotidianamente i calciatori si allenano o giocano le partite si fa davvero poco o nulla. Qualcosa però forse sta cambiando in questo senso, grazie all'impegno dell’Istituto Formazione Groundsman Italia: un associazione fondata a Mortegliano (provincia di Udine) un anno fa dal consulente tecnico Francesco Dotto e che vuole formare professionisti che si prendano cura e mantengano vivi i campi degli stadi da calcio italiani.

Indietro di 20 o 30 anni

In Inghilterra quella del groundsman è una figura che esiste dal 1936 ed è ritenuta fondamentale, anche in Francia, in Spagna e in altri campionati europei le principali società professionistiche da alcuni decenni si dotano di giardinieri sportivi che abbiano competenze e sappiano come tenere a regola d’arte i manti erbosi: in Italia invece, come ci spiega Dotto, la figura professionale del groundsman proprio non esiste e i club lasciano che siano persone spesso non qualificate, che non si aggiornano e non conoscono le nuove tecniche o le nuove metodologie, a prendersi cura dei vari terreni di gioco

" Se in Italia si gioca ancora su terreni poco curati è perché non si è mai investito in questo tipo di area. La manutenzione del manto erboso è una questione vitale per una società e per una squadra. A livello di cura e gestione dei manti erbosi, i nostri standard sono simili a quelli adottati in Repubblica Ceca o della Slovacchia. Si dice spesso che il 12esimo uomo in campo è il pubblico, in realtà noi siamo convinti che il vero 12esimo uomo sia il terreno di gioco: perché è lì che i calciatori fanno la differenza e dimostrano il loro talento e le loro qualità. Lavoro con il mio studio da oltre 30 anni nel ramo della consulenza ambientale e del verde sportivo, ho lavorato in America, Arabia Saudita e collaborato con le più grandi società europee ma in Italia ho sempre avuto scarso successo perché qui c’è sempre stata molto reticenza nel cambiamento e si è sempre preferito far lavorare persone che non hanno una reale competenza in questo ambito e che adottano lo stesso modus operandi di 20-30 anni fa. Una figura professionale ben preparata può far risparmiare a una società di calcio tra il 30 e il 70%, evitare infortuni, ottenere una migliore corrispondenza tra il terreno di gioco e le esigenze tattiche che un allenatore pretende di avere e anche ottenere una resa televisiva migliore che si traduce anche in maggiori introiti per i diritti televisivi. Considerando che in Italia ci sono circa 22.000 campi da calcio si può facilmente capire quanti siano gli sbocchi lavorativi possibili e quanto sia importante che siano dei professionisti a gestire questo tipo di impianti. Io e i miei collaboratori (insieme a Dotto collaborano un agronomo, un biologo, un consulente per il sintetico e l’ibrido e un esperto in marketing) ci proponiamo di insegnare attraverso dei corsi gli strumenti necessari per prendersi cura al meglio dei terreni di campo, perché anche il semplice taglio dell’erba o quanto e come irrigare il prato richiede competenze specifiche."
Gli studenti del primo corso Groundman Italia eseguito a Pisa, facebook

Gli studenti del primo corso Groundman Italia eseguito a Pisa, facebookfacebook

All’estero un bravo groundsman può guadagnare come un calciatore

Il primo corso di base, organizzato dall’Ifgi in collaborazione con la Confcommercio di Pisa, è andato in scena meno di due settimane fa proprio nella città toscana ed ha lasciato soddisfatti il presidente Dotto, che è già al lavoro per definire ed organizzare nei prossimi mesi nuove iniziative di formazione in altre città italiane:

" Abbiamo avuto 15 ragazzi, provenienti da tutta Italia, che hanno presenziato a questo corso (aperto a tutti i maschi e le femmine maggiorenni, ndr): alcuni erano dei manutentori che lavoravano per società professionistiche di B e C (Bari, Pisa, Grosseto), un laureando in agraria e alcuni studenti di agraria che sognano di intraprendere la carriera di groundsman. Uno di quelli che ha svolto il corso mi ha scritto per email che, grazie al nostro attestato, ha trovato lavoro come manutentore in un centro sportivo con 6 campi da calcio. Questo ci rende molto orgogliosi e ci dà ancora più entusiasmo nel perseguire su questa strada. Nelle prossime settimane abbiamo intenzione di fare altri corsi di primo livello che si svolgeranno a Verona, Bari, Roma e Pisa mentre Torino è ancora in fase di definizione… In futuro lavoreremo anche a corsi più avanzati aperti ad agronomi, agrotecnici, biologi e periti agrari e che andranno a formare groundsman con competenze per occuparsi dell’erba degli stadi di Serie A, B e C."

L’Ifgi ha già presentato alla Figc la richiesta per ottenere il riconoscimento ufficiale della figura di groundsman, forte di una lettera di sostegno ricevuta dal ministro dello sport, Luca Lotti:

" Ci vorranno almeno 3 anni per avere una risposta definitiva ma siamo convinti che dopo Premier League, Liga e Ligue 1 anche in Italia il groundsman sarà un ruolo riconosciuto – afferma Dotto - All’estero un giardiniere sportivo di una squadra di calcio può guadagnare da un minimo di 2.000 euro fino anche a uno stipendio a 9 zeri. L’head groundsman del PSG Jonathan Calderwood, il più apprezzato e stimato al mondo, percepisce un salario di 2 milioni di euro. L’emiro qatariota Al Khelaifi per strapparlo all’Aston Villa tre anni lo ha strapagato proprio come si fa con i top player… In fondo se punti all’eccellenza non puoi risparmiare proprio sul terreno di gioco, dove le tue stelle giocano o si allenano…. "

Già il ragionamento non fa una grinza. In Italia però non ci siamo ancora arrivati…