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Cesare Albé, il Ferguson italiano che ha fatto scandalo per lo sfogo con Balotelli e Mihajlovic

Cesare Albé, il Ferguson italiano che se l’è presa con Balotelli e Mihajlovic

Il 23/03/2016 alle 15:30Aggiornato Il 23/03/2016 alle 16:14

Il 65enne tecnico della Giana Erminio 10 giorni fa è salito alla ribalta per uno sfogo shock nel quale ha tirato in ballo Mihajlovic e criticato aspramente Balotelli. Nonostante abbia chiesto scusa le sue parole continuano a fare discutere e hanno messo in cattiva luce un personaggio che ha una storia di passione e dedizione alle spalle e dal 1995 guida la ininterrotamente la stessa squadra

Francesco De Gregori, nella deliziosa Leva calcistica del ’68, rincuorava il 12enne Nino dicendo che la bravura di un giocatore non si valuta da un calcio di rigore sbagliato bensì dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia. Non sappiamo se Cesare Albè, 65enne tecnico della Giana Erminio formazione di Gorgonzola che guida da 21 stagioni consecutivamente (primato assoluto per il calcio italiano professionistico, ndr), sia un fan del cantautore romano ma, ne siamo certi, avrebbe fatto sicuramente a meno di tutta la notorietà ed attenzione piovutagli addosso dopo la conferenza stampa post Giana-Mantova nella quale l’allenatore lombardo, per rimproverare due propri calciatori (i veterani Andrea Gasbarroni e Sasà Bruno), ha finito per tirare in ballo Balotelli e accusare velatamente Sinisa Mihajlovic che lo continua a schierare in campo nonostante da inizio stagione ne critichi l’atteggiamento e il modo di stare in campo.

Lo sfogo risale a 10 giorni fa ormai: Albè ha fatto mea culpa e chiesto pubblicamente scusa a giocatori, presidente e tifosi della Giana per quelle dichiarazioni sguaiate ed eccessive e la formazione lombarda, nell’ultimo weekend, ha dato segnali importanti a pubblico ed allenatore conquistando un successo fondamentale in trasferta contro il Sudtirol che alimenta le ambizioni di salvezza in Lega Pro.

Di tutto ciò però importa poco o nulla al di fuori di Gorgonzola. Mister Albè rischia d’ora in avanti di essere ricordato dal mondo dell’informazione bacchettona che si alimenta di video virali, solo come il tecnico che in conferenza stampa ha insultato Balotelli e dato del ‘codardo’ a Mihajlovic per strigliare i propri allenatori…

Dalla fabbrica ai professionisti: dal 1995 seduto sulla stessa panchina

Sinceramente sarebbe un grave errore perché Albè non è l’ennesimo fenomeno da baraccone da dare in pasto agli amanti del calcio ignorante e del becerume più sguaiato, ma è un uomo con un’infinita passione per il calcio che nei suoi 35 anni di carriera è partito dalla terza categoria ed è arrivato a 64 anni ad allenare in Lega Pro, dividendosi fra il lavoro alla scrivania negli uffici della Siemens Comunicazioni e i campi di periferia della Martesana.

Una persona schietta non dotata di un eloquio sofisticato e raffinato e indubbiamente non interessato ad apparire diverso da quello che è: un uomo abituato a lavorare sul campo e a lanciare e insegnare calcio ai giovani che ha trovato dentro di sé le motivazioni per rimanere per 21 stagioni nella stessa squadra portandola dalla Promozione fino a diventare una giovane ma splendida realtà fra i professionisti.

In un calcio che ogni giorno reclama meritocrazia, Albè ha badato a fare i fatti totalizzando dal settembre 2011 ad oggi un ammontare di 361 punti (88 in Promozione, 74 in Eccellenza, 73 in D, 45 lo scorso anno alla prima stagione in Lega Pro, 31 in 27 giornate in questa annata in cui la Giana ad oggi sarebbe salva e non disputerebbe i playout, ndr) vincendo 3 campionati di fila e festeggiando una salvezza alla prima stagione in Lega Pro. Per questo se il Nino della canzone di De Gregori può sbagliare anche il ‘Ferguson di Gorgonzola’ merita di essere riabilitato per una serie di fesserie dette a sangue caldo nel dopo gara. La perfezione non è di questo mondo e nemmeno degli highlander romantici del calcio italiano…

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