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La Provincia del Gol. Elogio di Andrea Pierobon: il portiere dei record del Cittadella dice basta

Elogio di Pierobon: il portiere dei record ha detto basta

Il 08/07/2015 alle 16:41Aggiornato Il 08/07/2015 alle 17:58

Alla soglia dei 46 anni il portiere più longevo della storia del calcio italiano ha scelto di appendere i guantoni al chiodo: nato a Cittadella ha esordito ed è diventato una bandiera della formazione veneta nella quale continuerà a lavorare come allenatore dei portieri

Quando Andrea Pierobon ha vestito per la prima volta la maglia della prima squadra del Cittadella (la città dove è nato il 19 luglio 1969 e in cui è diventato una bandiera) il Muro di Berlino non era ancora caduto, Gianni Morandi, Enrico Ruggeri ed Umberto Tozzi vincevano il Festival di Sanremo con la canzone Si può dare di più mentre negli Stati Uniti la CBS iniziava a trasmettere le prime puntate della soap opera Beautiful (in Italia le trasmissioni sarebbero iniziate nel 1990). Era l’anno di grazia 1987 e il calcio italiano si preparava ad essere investito dalla rivoluzione del Milan di Arrigo Sacchi, che vinse lo scudetto al primo colpo coi rossoneri, e l’anno seguente avrebbe umiliato il Real Madrid 5-0 in semifinale e fatto innamorare gran parte degli esteti di tutta Europa andando a vincere, contro lo Steaua Bucarest a Barcellona, la Coppa dei Campioni, la prima dell’era Berlusconi.

Pierobon in quegli anni lavorava di giorno nel distributore di benzina insieme ai fratelli, muoveva i primi passi nel campionato Interregionale, studiando l’idolo di sempre Walter Zenga in tv e sognando di poter fare una carriera importante nel calcio. In quei giorni nemmeno lui poteva immaginarsi che avrebbe giocato a calcio per 28 stagioni consecutive e avrebbe scritto una pagina di storia dello sport italiano diventando il giocatore più vecchio nell'intera storia del calcio professionistico italiano a scendere in campo a 45 anni, 10 mesi e 3 giorni nella sconfitta della sua Citta contro il Perugia che ha ufficializzato la retrocessione in Lega Pro dei veneti.

I 5 calciatori italiani più longevi ad aver militato tra i professionisti

Nome e cognome Squadra Età
Andrea Pierobon Cittadella 45 anni, 10 mesi e 3 giorni
Marco Ballotta Lazio 44 anni, 1 mese e 7 giorni
Massimo Carrera Pro Vercelli 44 anni e 11 giorni
Francesco Antonioli Cesena 42 anni 8 mesi e 5 giorni
Gianmatteo Mareggini Pistoiese 42 anni 5 mesi e 10 giorni

Quella dolorosa e stregata partita è stata l’ultima recita dell’highlander dei portieri che dopo una sofferta pausa di riflessione durata qualche settimana ha deciso di appendere i guanti e la maglia numero 1 al chiodo per intraprendere una nuova carriera quella di preparatore dei portieri del Cittadella, la sua seconda famiglia più che una semplice squadra di calcio: “Non ero mai retrocesso nella mia carriera prima di questa disgraziata stagione ed era una delle cose di cui andavo più fiero del mio percorso professionale – racconta Andrea ai nostri microfoni – per questo la discesa dalla B alla Lega Pro l’ho vissuta veramente male. Pensavo fosse un’ingiustizia che né il gruppo né tanto meno la società, che si è sempre distinta per aver pagato puntualmente gli stipendi e per una gestione nel rispetto delle regole, si meritavano di vivere. Per questo il pensiero immediato è stato quello di non mollare, giocare un ultimo anno e dare tutto per riportare subito il Cittadella in B. Parlando con la società però ho capito che mi si poteva aprire un’altra possibilità: quella di iniziare a fare il preparatore dei portieri, un ruolo che mi ha sempre affascinato e che avevo sempre confessato al club mi sarebbe piaciuto fare a fine carriera. I dirigenti mi hanno detto chiaramente che il posto era libero e se lo volevo sarebbe stato mio. Mi sono preso del tempo ulteriore per ragionare e alla fine ho deciso che, nonostante il verdetto del campo e l’amarezza, era il momento giusto di gettarsi anima e corpo in questa nuova avventura. Fra una decina di giorni quando inizierà il ritiro inizierò questa nuova fase della mia vita cercando di insegnare i valori e qualche segreto che mi hanno permesso di arrivare a fare questa carriera”.

La delusione di Andrea Pierobon dopo la sconfitta contro il Perugia, LaPresse

La delusione di Andrea Pierobon dopo la sconfitta contro il Perugia, LaPresseLaPresse

Nessun rimpianto

646 gare disputate, sette maglie vestite (oltre a quella del Cittadella Pierobon ha giocato anche con Giorgione, Massese, Fidelis Andria, Treviso, Venezia e Spal) ma un solo grande amore sportivo il Citta, la squadra con la quale ha mosso i primi passi e ha vissuto una cavalcata incredibile: “La straordinarietà di questa società e che qui ti è permesso sbagliare e soprattutto al primo posto viene sempre la persona e poi il calciatore. Se fai il tuo dovere e pensi solo al campo qui tutti ti mettono nelle condizioni di poter esprimere al massimo il tuo potenziale. Per questo 10 anni fa nel 2005 quando a 36 anni ho lasciato la Spal per tornare al Cittadella ho detto al presidente Gabrielli che questa sarebbe stata l’ultima maglia della mia carriera. Alla fine ho mantenuto la parola data e insieme a mister Foscarini ho vissuto 10 anni fantastici nel quale abbiamo scritto pagine importanti, portando la squadra in B mantenendo la categoria per sette stagioni e togliendoci enormi soddisfazioni. Eccetto la retrocessione, non cambierei veramente nulla nella mia carriera”. Nemmeno il non aver mai assaggiato il palcoscenico della Serie A incrina le sue certezze: “Giocare in A è il sogno che ogni bambino coltiva ma devo dire la verità che per me non è mai stato un assillo. Non ho mai saputo se qualche club di A in questi anni ha mai pensato a me per il ruolo di secondo o terzo portiere. Non me ne è mai importato, perché ero già felice di vestire la maglia granata e non volevo indossare altri colori. Mi sarebbe piaciuto arrivare in A col Cittadella cinque stagioni fa quando abbiamo raggiunto i playoff però purtroppo il sogno si è arenato contro il Brescia in semifinale…”.

Il segreto della longevità? Dare sempre tutto

Se con Claudio Foscarini (il Ferguson del Cittadella che dopo 10 annate da tecnico dei murati ha lasciato la panchina lo scorso mese, ndr) bastava uno sguardo per intendersi ora Pierobon proverà a mettere al servizio del nuovo staff e dei nuovi portieri tutto il proprio bagaglio: “Se sono arrivato a giocare fino a 46 anni è perché ho sempre avuto una grande passione e mi sono sempre allenato oltre il 100% delle mie possibilità – rivela Pierobon che è sposato da 20 anni con Eleonora e ha due figli Lucrezia e Filippo - Il resto l’hanno fatto lo stile di vita (Andrea non beve e non fuma, ndr) e la fortuna di non aver mai avuto grossi infortuni. Ai ragazzi che lavoreranno con me proverò a insegnare l’importanza di essere umili, l’attaccamento alla maglia e l’importanza di dare sempre tutto per la causa. Io l’ho sempre fatto ed è una delle cose di cui vado più fiero. A livello di tecnica invece rispetto ai miei tempi, quando ancora il portiere poteva prendere il retropassaggio con le mani, oggi il portiere deve essere anche un libero aggiunto: dunque deve essere bravo sia coi piedi che con le mani. Sarà una bella sfida vestire questi nuovi panni ma sono convinto di poter dare tanto anche in questa veste”. Non nutriamo troppi dubbi. D’altronde chi se la sentirebbe di scommettere contro l’uomo chiamato record…

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