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Nevio Scala e il primo anno da presidente del Parma: "C'è un calcio che non riesce a essere limpido"

Scala e il primo anno da presidente del Parma: "C'è un calcio che non riesce a essere limpido"

Il 14/07/2016 alle 13:48Aggiornato Il 14/07/2016 alle 14:02

Il numero uno del club neopromosso in Lega Pro traccia in esclusiva con EUROSPORT un bilancio dei suoi primi dodici mesi nel nuovo ruolo a margine della presentazione del nuovo main sponsor crociato.

Fra pochi giorni, il 27 luglio, festeggerà il primo anno da presidente del nuovo Parma. A dodici mesi dalla rinascita e dalla ripartenza dalla Serie D, Nevio Scala è tornato a Collecchio per svelare alla stampa il nuovo main sponsor del club crociato. Si tratta dell’AON, prima azienda al mondo nel settore del risk management, un gruppo legato per cinque anni al Manchester United. Che, ora, ha sottoscritto un accordo triennale con un club di Lega Pro. Una soddisfazione notevole, in primis per Scala. L’emblema della rinascita che, a margine della conferenza stampa di presentazione, ha tracciato con Eurosport il bilancio del suo primo anno di presidenza.

Come si riesce a convincere uno sponsor di quel livello a scendere con voi in Lega Pro?

"Credo che non sia stato difficile. La gente ha capito che il Parma Calcio è una società che vuole fare le cose in un certo modo. Con trasparenza, diversamente da come sono state fatte negli ultimi anni dalle altre squadre. Il fatto che Parma abbia un appeal particolare è chiaro e logico, anche perché il nostro passato è glorioso. Ora siamo partiti dal basso, dalla Serie D, e siamo ripartiti alla grande. Abbiamo fatto un balzo in Lega Pro e credo che la gente stia guardando al nostro progetto con grande interesse. Questo accordo ci ha sorpreso, ma soprattutto gratificato. Vuol dire che abbiamo colto nel segno, stiamo dando l’impressione giusta del nostro progetto. Ho anche scoperto che AON, in gaelico, significa unione. Un’organizzazione che lavora insieme per raggiungere un obiettivo comune. È la stessa filosofia del nostro Parma”.

Il nuovo sponsor del Parma

Il nuovo sponsor del ParmaEurosport

Lei ha detto che il vostro obiettivo è convincere i giocatori a venire a Parma non con i soldi, ma per le vostre idee. Come si fa a tradurre nel concreto una proposta del genere? Come si fa a convincere un calciatore a firmare con voi rinunciando ai soldi e alla categoria superiore che può proporre un’altra piazza?

“Infatti qualche giocatore a cui eravamo interessati non è venuto... Penso a Mirko Antenucci e Gianluca Sansone, solo per fare due esempi. Noi rispettiamo le scelte, non vogliamo forzare nessuno. Ma chi viene a Parma deve sottoscrivere il nostro progetto con grande convinzione e serietà. Il nostro obiettivo è questo. Poi, se qualche giocatore ci sfugge, benissimo. Di giocatori in Italia ce ne sono a centinaia e di Sansone non ce n’è soltanto uno”.

Osservando questa vostra sessione di calciomercato da lontano, viene quasi da pensare che il fatto di essere una squadra di Lega Pro che gode di una ribalta nazionale non porti con sé soltanto elementi positivi, come può essere questa nuova sponsorizzazione, ma anche componenti contraddittorie. Capita di vedere giocatori di cui non si parla mai o quasi che vengono associati a voi. Sembrano sul punto di firmare e, d’incanto, ecco che si accorgono di lui altre squadre. E, alla fine, non vengono a Parma…

“Questo è assolutamente vero, è anche il rischio che si corre quando si sta in una categoria che è un limbo tra i dilettanti e il professionismo. La Lega Pro è una categoria difficile da gestire e da promuovere. È chiaro che se un calciatore ha la possibilità di andare in Serie B, ci pensa. Ma ci sono anche giocatori intelligenti che scelgono il Parma perché magari fra un anno, due o tre potranno essere in Serie A. Qui c’è la differenza. Ci sono giocatori consigliati bene e giocatori consigliati male. Però, ripeto, noi non forziamo nessuno. Chi viene a Parma, comunque, sappia che qui troverà un paradiso”.

Parma 2016

Parma 2016LaPresse

Lei ha parlato anche di alcune delusioni accusate durante questo suo primo anno di presidente. Si riferisce a qualche caso specifico?

"Ci sono le delusioni di un calcio che non riesce ancora a essere limpido, trasparente. In cui è difficile sedersi a un tavolo e condurre delle trattative guardandosi negli occhi. Qui ci sono situazioni di cui non ero a conoscenza e in cui mi sono imbattuto quest’anno. Dovremo stare attenti, ma tutto ciò non ci farà modificare il nostro modo di affrontare il mondo del calcio”.

Qual è il suo bilancio del primo anno da presidente?

"Al di là delle vittorie, della promozione e del risultato calcistico, io sono gratificato moltissimo dagli incontri che ho con la gente. Mi esprime fiducia, simpatia e allegria. La gente è felice di tifare Parma. Queste, per me, sono le cose che valgono più di ogni stipendio e di ogni risultato. Poi, è chiaro, esistono anche le responsabilità e le tensioni. Nel momento in cui io ho scelto i miei uomini come collaboratori - da Minotti a Pizzi, passando per Galassi e Apolloni - mi sento responsabile di quello che stanno facendo. Per il momento stiamo lavorando alla grande e i risultati ci stanno dando ragione. Ma, lo ripeto, ci sono anche tante responsabilità…”.

Nevio Scala

Meglio la vita da presidente o quella da allenatore?

"Meglio l’allenatore. Almeno in campo ci si può sfogare con i giocatori… Da presidente, invece, devi essere sempre al di sopra di tutti e risolvere tutte le difficoltà che ti vengono riportate. Per fortuna, fino ad ora è andata bene…”.

Lo speciale di Eurosport sulla rinascita del Parma:

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