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Valverde e la sua rivoluzione: ecco come il Barça ha sovrastato il Real di Zidane in soli 4 mesi

Valverde e la sua rivoluzione: ecco come il Barça ha sovrastato il Real di Zidane in soli 4 mesi

Il 23/12/2017 alle 08:15Aggiornato Il 23/12/2017 alle 08:16

All'inizio della stagione, nessuno poteva immaginare di trovare il Barcellona avanti con un +11 sul Real Madrid campione di Spagna e d'Europa. Molti i problemi tattici da risolvere per il neo arrivato Valverde che è riuscito però a sopperire alle assenze di Neymar prima e Dembélé poi, mettendo in piedi un assetto rinnovato. La figura di Paulinho è stata decisiva, menre Zidane è rimasto al palo...

Non ci credeva nessuno ad inizio stagione, ma il lavoro di Valverde ha pagato. Dall'umiliazione di Supercoppa al +11 in campionato, il passo è breve, con il Barcellona che ha saputo fare un grande lavoro in soli 4 mesi. Serviva una rivoluzione, dagli addii di Luis Enrique e Neymar, alla carta d'identità di Iniesta e Mascherano, passando per l'usura di giocatori come Busquets, Alba e lo stesso Messi. Gli ingredienti a disposizione per fare bene erano pochi, ma Valverde ha saputo rivoluzionare il Barcellona, con un nuovo assetto, ma soprattutto con nuova linfa, verso altri obiettivi, verso altre mete. D'altro canto, il Real Madrid che aveva saputo rinnovarsi e a sbaragliare la concorrenza nell'annata passata, non è più riuscito a ritrovare la maestra via, anche a causa dei troppi infortuni. Ora è il momento della verità, finire a -14 e dire addio al titolo, o provare ad accorciare e cambiare qualcosa nelle gerarchie? Zidane ci proverà, magari con alleato un certo Bale che prova a lasciarsi alle spalle un anno intero di infortuni e delusioni...

Valverde, il rivoluzionario silenzioso

" La stagione è lunga e c’è tempo anche per i momenti brutti, per superarli o magari per andare in crisi. Ad agosto il Barça ha perso un giocatore importante e loro in quel momento erano superiori a noi. Abbiamo fatto dei progressi con il passare delle partite, che ci hanno consentito di arrivare primi a questo punto della stagione. Sappiamo che quello che ci apprestiamo a vivere non è un momento come tutti gli altri, affronteremo una partita importante e la nostra intenzione è quella di vincerla. Ma dopo il Clásico ci sarà ancora molto, anzi tutto da decidere. [Ernesto Valverde alla vigilia della sfida con il Real Madrid]"

Le prime battute della stagione furono quasi imbarazzanti. Dalla doppia umiliazione subita contro il Real Madrid in Supercoppa (al ritorno si giocò addirittura con il 3-5-2 nella speranza di subire meno gol possibile), alle prime uscite in campionato che non soddisfacevano il palato fine dei tifosi blaugrana. Se ne era andato Neymar, lasciando un vuoto incolmabile, venne bocciato il canterano Deulofeu, arrivò Dembélé, ma il francese riuscì a deliziare i suoi nuovi tifosi solo per poche giornate.

Ecco l'intuizione di Valverde, con l'introduzione di un modulo poco usato nella storia recente del Barcellona e dello stesso tecnico dell'Estremadura: la chiave della risalita dei catalani è stato il passaggio al 4-3-1-2, ironia della sorte, il modulo che ha portato al successo il Real Madrid nella scorsa stagione. Messi resta figura chiave nell'assetto di Valverde, con l'argentino pronto a recuperar palla sulla trequarti, andando a dare fastidio anche ai cosiddetti playmaker avversari, ma il vero cambiamento è stato l'inserimento di Paulinho che libero dal compito di impostare (dove aveva fallito al Tottenham) è riuscito a ritagliarsi un ruolo decisivo nel Barcellona. Sulla trequarti, il brasiliano è utilissimo come collante tra centrocampo e attacco, permettendo a Messi di rifiatare, senza disdegnare gol e assist: 6 reti e 2 passaggi decisivi in 21 presenze (in tutte le competizioni) per il classe '88. Non solo, Valverde è stato capace nel rigenerare giocatori come Iniesta e Sergi Roberto, un po' in affanno al termine della passata stagione, senza dimenticare il merito di aver ripescato dalla cantina (altro che panchina o cantera) un certo Paco Alcácer, anche lui utilissimo quando chiamato in causa.

Probabile formazione Barcellona (4-3-1-2): ter Stegen; Sergi Roberto, Piqué, Vermaelen, Alba; Rakitić, Busquets, Iniesta; Paulinho, Messi, L.Suárez

Video - Real Madrid-Barcellona 2-0, Asensio e Benzema condannano i blaugrana: gli highlights

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Zidane: il 4-3-1-2 non si tocca più

" La chiave della partita sarà l'approccio alla stessa. Non serve motivare i miei giocatori, loro vivono per giocare partite come queste, ma servirà il giusto atteggiamento sin dai primi minuti. Ci aspettiamo un grande risposta dal nostro pubblico, anche se non saremo stati capaci di segnare all'inizio perché non si vincono le partite al 10' o al 15', ma con pazienza, c'è sempre tempo per vincere. [Zinédine Zidane alla vigilia della sfida con il Barcellona]"

Da una parte un allenatore che ha saputo, quindi, rivoluzionare la sua squadra, dall'altra un tecnico che è rimasto al 4-3-1-2 della scorsa stagione. Il Real Madrid non è più imprevedibile, contratto nella trequarti avversaria senza trovare i giusti spazi. Le intuizioni che resero grande il Real nella passata annata, non sono più di moda con le squadre avversarie che hanno preso ormai le contromisure. E dire che nella passata stagione, fu proprio Zidane a mettere in atto una rivoluzione, con il passaggio di Ronaldo da CR7 a CR9 e l'introduzione del trequartista (Isco) per sopperire all'assenza prolungata di Bale. Mosse decisive, per portare a casa sia la Champions che la Liga.

Da allora è tutto cambiato, con il Real Madrid fermo al palo, nella speranza che la condizione fisica faccia il resto. Non è più 'solo' questione di condizione o 'fame', ormai anche dal punto di vista tattico, il Real non riesce più a fare la differenza. Isco non penetra più come una volta, Kroos e Modrić non sono più ispirati e Ronaldo non è più un bomber. Bisogna inventarsi altro, per essere ancora credibili per la vittoria del titolo.

Probabile formazione Real Madrid (4-3-1-2): K.Navas; Carvajal, Varane, Sergio Ramos, Marcelo; Modrić, Casemiro, Kroos; Isco; Cristiano Ronaldo, Benzema

Torna in auge Bale: si rivede la BBC?

" Ronaldo sta bene, è al 100%, per Bale decideremo prima della partita... [Zidane in conferenza]"

Nella trasferta negli Emirati Arabi Uniti, per il Mondiale per club, si è rivisto anche Gareth Bale. Pochi minuti, ma buoni, visto che il gallese ha risolto l'ostica partita contro l'Al-Jazira in semifinale, fino a giocare 11 minuti nella finale contro il Grêmio. Bale è ormai recuperato? Piano con la soddisfazione di rivederlo in campo, soprattutto visto lo storico delle ricadute. Certo, un suo rientro sarebbe molto importante dal punto di vista tattico, con il gallese pronto a fornire nuove soluzioni offensive a Zidane. Dal possibile ritorno alla BBC, mai vista in questa stagione, almeno dal primo minuto, al Bale versione trequartista che potrebbe segnare un nuovo passo verso l'evoluzione di Zidane. Il gallese potrebbe non puntare più sulla velocità a campo aperto, ma sul cambio passo nel breve, dando nuova imprevedibilità al Real Madrid, fisico permettendo. Un'idea che circola da diverso tempo nella testa di Zidane, che il Clásico contro il Barcellona sia il momento giusto per metterla in pratica?

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