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Usato e mai chiamato: il paradossale week-end di Antonio Conte al Real Madrid

Usato e mai chiamato: il paradossale week-end di Antonio Conte al Real Madrid

Il 30/10/2018 alle 12:48Aggiornato Il 30/10/2018 alle 15:08

Il retroscena dell''affaire' Conte al Real Madrid: da una 'quasi' presentazione a una telefonata mai nemmeno arrivata. Il tecnico italiano usato come esca per spostare l'attenzione della stampa e stanare 'i lupi' all'interno dello spogliatoio. L'ennesima mossa della 'Casa Blanca' che lascia con il cerino in mano il buon Antonio.

Usato, e poi gettato. A mo' di parafulmine, che una volta esaurito il proprio – preziosissimo – compito, viene rimosso. Perché inadeguato, antiestetico, perché in fondo una volta utilizzato e conclusa la sua funzione nessuno lo vuole più vedere lì.

E’ stato questo il triste destino di Antonio Conte al Real Madrid. Quello di una storia d’amore mai nemmeno iniziata. Il tecnico pugliese, infatti, in orbita madridista nelle ultime settimane, è stato sapientemente utilizzato dalle mani esperte di Florentino Perez.

Conte è stato il parafulmine, appunto, della tempesta post manita del Barcellona, quando sulla casa Blanca si è abbattuto quell’uragano annunciato che oltre alle conseguenze in campo, evidenti, avrebbe lasciato le macerie fuori. Antonio Conte, lanciato da Florentino alla stampa spagnola e così ai quattro venti (qualcuno domenica sera aveva addirittura parlato di una presentazione il giorno successivo), è stato in realtà solo un effetto speciale, a metà tra esca e palliativo. In primis ha sortito l’effetto di distogliere immediatamente l’attenzione da quando successo in campo; in secundis di stanare i lupi dallo spogliatoio, vero obiettivo di Perez. E’ bastato così fomentare il nome dell’ex tecnico di Juventus, nazionale e Chelsea, noto in tutto l’ambiente per il suo carattere forte e la poca pazienza con i piantagrane (leggasi Diego Costa e David Luiz), che Sergio Ramos ha immediatamente ululato: “Il rispetto non si impone, ma si guadagna”. Bingo.

In una sola mossa Perez si è così levato ogni ultimo sospetto, schiarendosi ulteriormente le idee sulla situazione all’interno dello spogliatoio e agendo di conseguenza. Già perché rivoluzionare una squadra a fine ottobre non è possibile nemmeno se ti chiami Real Madrid; e la cosa più saggia è scendere a patti su chi in questo momento ha acquisito – anche grazie a tre Champions consecutive – troppo potere. Meglio una soluzione interna – come Solari – per calmare le acque e salvare il salvabile. Poi, a fine stagione, si vedrà.

Non a caso a Torino, dove vive Daniele Conte, fratello e unico agente di Antonio, non è mai arrivata nemmeno una telefonata da Madrid. Piuttosto strano per uno che secondo alcuni doveva essere presentato addirittura lunedì nella capitale spagnola…

In una nostra grafica un ipotetico richiamo di Antonio Conte ai giocatori del Real Madrid

In una nostra grafica un ipotetico richiamo di Antonio Conte ai giocatori del Real MadridGetty Images

Conte è rimasto così vittima del giochino del Real Madrid, che ha – quello sì – certamente pensato a lui come opzione per il futuro, senza però crederci fino in fondo. Fatto curioso. Perché Conte ha vinto e fatto bene ovunque. Alla Juventus, ricostruendo da zero. Al Chelsea, dove Mourinho aveva lasciato una squadra al 10° posto. E in Nazionale, portando l’Italia tecnicamente più povera di sempre a un rigore da eliminare la grande Germania campione del mondo. Al suo posto gli è stato preferito qualcuno all’intero alla cui volta verrà preferito qualcun altro – a meno di miracoli in stile Zidane – in estate.

La conferma che al Real Madrid, dall’addio di Zizou e Ronaldo in poi, si naviga a vista. E’ stato così sul mercato in estate ed è così anche adesso. E questa, davvero, è una realtà palese che nemmeno il gioco di prestigio di Florentino può nascondere.

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