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"Vino, birra e allenamenti alle 17": Roberto Carlos svela le follie del Real Madrid dei Galacticos

"Vino, birra e allenamenti alle 17": Roberto Carlos svela le follie del Real Madrid dei Galacticos

Il 10/10/2019 alle 12:32Aggiornato Il 10/10/2019 alle 12:39

In un'intervista alla tv portoghese Canal 11 Roberto Carlos racconta dei divertenti aneddoti sul triennio 2001-2004 quello del Real Madrid dei Galacticos: "Luxemburgo al Real ci tolse vino e birra, durò tre mesi... Camacho voleva ci allenassimo alle 7 di mattina, durò 10 giorni. Del Bosque invece era un amico, ci lasciava fare e acconsentì affinché gli allenamenti non iniziassero prima delle 17".

" Ho conosciuto Ronaldo nel 1993. E sono sempre stato nella stessa stanza con lui. Ho dormito più volte con Ronaldo che con mia moglie"

E’ questo uno dei tanti passaggi di un’intervista ricca di aneddoti divertenti rilasciata pochi giorni fa da Roberto Carlos, fenomenale terzino sinistro del Brasile e del Real Madrid dei Galacticos, quello in cui Florentino Perez radunò alcuni dei giocatori più forti degli anni 2000, talenti purissimi del calibro di Ronaldo (il Fenomeno), Figo, Beckham, Zidane e Raul. L'esperimento durò tre anni e portò in dote 2 Lighe spagnole, 2 Supercoppe spagnole, una Champions League e una Coppa Intercontinentale. Un bottino importante ma non trascendentale per una squadra con quel concentrato di classe e Palloni d'Oro. Probabilmente il perché quella squadra non dominò come era lecito aspettarsi lo spiega tra le righe proprio l'ex terzino sinistro che, alla tv portoghese Canal 11 ricorda quegli anni, spiega il rapporto con i tecnici intransigenti come Vanderlei Luxembergo e tutte le stranezze di uno spogliatoio ricco di personalità sui generis.

" L'ambiente calcistico è meraviglioso. C'era una bella atmosfera negli spogliatoi e in hotel. Mi manca, ma ogni volta che ci sono partite di beneficenza, vado e cerco di fare le stesse cose all'interno del bus.. Ai tempi del Real Madrid noi avevamo l'abitudine di lasciare le borse nelle nostre stanze e, prima di cena, bere la nostra birra e il nostro vino. Sul tavolo c'erano sempre due bottiglie di vino. Ronaldo e io prima della seconda partita di Liga andammo da Luxembergo e gli dicemmo: 'Professore, le persone qui hanno i loro costumi, lo vedrai, ma cerca di non cambiarli. Non togliere le bottiglie di vino dal tavolo e la birra prima di cena perché altrimenti avremo problemi’. Lui cosa fece? Rimosse prima le birre e poi le bottiglie di vino. Durò tre mesi. Il mondo del calcio è piccolo, le notizie viaggiano e 'ciao' alle regole. "

"Camacho mise gli allenamenti alle 7 di mattina, durò 10 giorni..."

Stessa sorte, racconta Roberto Carlos, toccò a un altro tecnico dalla personalità intransingente come José Antonio Camacho.

" Arrivò negli spogliatoi e salutò tutti, molto serio, forte della sua storia nel Real Madrid. Io osservavo, in attesa di sentire cosa avrebbe detto. Disse: 'Vi voglio tutti domani alle 7 di mattina'. Normalmente ci allenavamo alle 10.30. Parlammo con lui per fargli modificare l'orario, perché avevamo le nostre abitudini. Alla fine durò 10 giorni. "

Chi invece ebbe un ascendente forte con i Galacticos e riuscì a togliersi tante soddisfazioni con quel Real fu Vicente Del Bosque, che si adeguò alle volontà di Roberto Carlos, Ronaldo e compagni...

" Del Bosque più che un allenatore era un amico, ci capiva perfettamente e non c’era bisogno di regole. Lunedì e martedì ci metteva gli allenamenti alle cinque di pomeriggio perchè sapeva che la mattina alle undici non si sarebbe presentato nessuno. Al tempo di galacticos eravamo sette... Era un pochino pericoloso! Ci controllavamo sempre ed avevamo un buon rapporto. "

Dopo il fischio finale ognuno saliva in un aereo privato diverso...

Roberto Carlos chiude rimembrando un’altra delle anomalie che contraddistinguevano quei tempi e quella squadra.

" Oggi mi chiedo come sia possibile che abbiamo fatto così tante stupidaggini. Quando finivano le partite era tutta una questione di aerei privati. Ci incontravamo nel terminal di Barajas e Beckham andava non so dove, Figo da un’altra parte, Zidane da un’altra ancora e stessa storia per me, Ronaldo e così via. Il problema è che ci saremmo dovuti allenare due giorni dopo. Pregavo che le partite fossero il sabato per andare a vedere la Formula 1 la domenica. Voli privati ovunque, una vera follia. "
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