Lo sciopero dei calciatori che ha fatto tremare San Marino

Lo sciopero dei calciatori che ha fatto tremare San Marino

Il 18/03/2015 alle 13:03Aggiornato

Solamente quattro mesi fa il calcio sammarinese festeggiava lo 0-0 contro l’Estonia e il primo storico punto in una gara valida per la qualificazione per i campionati Europei (a cui partecipa dal 1990).

Sembrava l’inizio di una nuova fase e di un nuovo cammino per la Nazionale di Calcio della Repubblica più antica del mondo che, invece in queste ore si interroga sul clamoroso braccio di ferro fra Federcalcio e l’Associazione Calciatori che venerdì 14 marzo ha proclamato un clamoroso scioperodurato cinque giorni, che ha portato i giocatori della Nazionale a disertare gli allenamenti in preparazione della trasferta in Slovenia in programma venerdì 27 marzo. Una scelta forte quella presa dal presidente Gian Luca Bollini e dal vicepresidente, nonché storico capitano della Nazionale del Titano, Andy Selva che è stata fatta in questi tempi e in queste modalità per denunciare la totale assenza di dialogo fra i calciatori della Serenissima e la Federcalcio che, a detta della neonata associazione, non ha voluto in alcun modo ascoltarli.

L’OGGETTO DEL CONTENDERE – Creata ufficialmente lo scorso 6 giugno 2014 con lo scopo di tutelare i diritti dei calciatori e delle calciatrici che militano nelle squadre iscritte nei campionati di Calcio della Federazione di San Marino sia del calcio a 11 che del Futsal e portare nuove idee e migliorie nel movimento calcistico, l’Assocalciatori sammarinese ha incontrato non pochi ostacoli lungo la sua strada. Solamente ad ottobre Bollini e Selva sono riusciti ad ottenere un incontro con il segretario generale Casadei per ottenere l’approvazione dello statuto, mentre ad oggi ancora l’Assocalciatori non ha ricevuto alcuna risposta in merito alle idee e ai progetti da realizzare in futuro per agevolare la crescita del calcio sammarinese. “Siamo stati riconosciuti dal Tribunale ma finora la Federazione non ci riconosce e non vuole aprire alcun tipo di dialogo con noi – racconta Selva, 38enne attaccante de La Fiorita e vice presidente dell’ASC – ci hanno snobbati per mesi ed ora che ci siamo ribellati ci dicono che siamo dei mercenari, che vogliamo distruggere il calcio sammarinese e fare in modo che tutte le squadre della Repubblica vengano estromesse dalle competizioni internazionali. Alcuni media locali hanno anche scritto che vorremmo 98.000 euro all’anno ma si tratta di cifre non vere visto che nei nostri progetti non abbiamo mai accennato a tematiche economiche. Notiamo un clima negativo attorno a noi e soprattutto una condotta scorretta ed illogica da parte della Federcalcio che anche lunedì scorso ha contattato singolarmente i calciatori della Nazionale per un vertice scavalcando l’associazione che li rappresenta. Noi al di là di tutto siamo uniti e vogliamo sederci a tavolino per trovare un punto d’incontro con la FSCG, ma pretendiamo rispetto perché se San Marino ha potuto godere in tutti questi anni di finanziamenti milionari da Fifa e Uefa, che hanno così permesso di migliorare le strutture e anche lo status a livello di risultati, il merito è soprattutto dei calciatori e dello staff tecnico che lavorano sul campo e sono il motore di questo movimento”.

Andy Selva, capitano della Nazionale di San Marino (LaPresse)

Ma quali sono i punti cardini che i calciatori sammarinesi pretendono che la Federazione prenda in esame? “Innanzitutto vogliamo che il presidente dell’Assocalciatori entri il più presto possibile a far parte del Consiglio Federale. Lo statuto della Federcalcio sammarinese è l’unico che non prevede questo sacrosanto diritto. Un eventuale rappresentante dei calciatori dovrebbe essere votato dalle società nell’assemblea che si svolge annualmente ma questo non ci sembra affatto democratico. Altra richiesta è che ai calciatori della Nazionale di calcio a 11 maschile e femminile e di calcio a 5 sia riconosciuto lo status di calciatore professionista. Partecipiamo a competizioni Uefa e Fifa, ci alleniamo almeno tre volte a settimana e praticamente ogni settimana togliamo tempo al nostro lavoro e alle nostre famiglie. Vi faccio un esempio: vi sembra giusto che per fare un amichevole in Lichtenstein un giocatore riceva 60 euro, ci debba pagare le tasse e sia costretto a prendere 2 giorni di ferie. Ci è stato detto che giocare in nazionale è un hobby ma questo falso mito va sfatato perché io non ho mai sentito parlare di un hobby in cui girano milioni di euro… Inoltre pensiamo non sia più tollerabile che non ci sia un organo di vigilanza che controlli se gli allenatori possiedano il patentino oppure se non ce l’hanno ma sono coperti da un prestanome”. Selva però ammette che un altro fronte importante sia quello sul calcio di base e sul settore tecnico: “Negli ultimi 30 anni la nostra Repubblica non è stata capace di lanciare un solo calciatore buono per la Serie A o per la B – racconta Selva, che è l’unico sammarinese a poter vantare una lunga carriera tra i professionisti ed è anche il capocannoniere della Serenissima con 8 reti in 68 incontri – questo lo trovo un dato allarmante e che dovrebbe far riflettere sul modo in cui viene concepito il settore giovanile a San Marino. Abbiamo già avviato dei contatti con dei club internazionali per realizzare camp estivi in cui saranno selezionati i bambini migliori e verrà data loro la possibilità di andare a fare degli "stage" in società di livello internazionale. Siamo pronti a partire ma ci servirebbe che la Federazione ci spalleggiasse con un finanziamento in questo progetto però non ci hanno dato risposte né a questa né ad altre idee”.

Mirko Palazzi, Widmer San Marino-Svizzera (Foto AFP)

IN SLOVENIA SI GIOCA – Se il fronte dei calciatori appare compatto per il momento dall’altra parte la Federazione Giuoco Calcio Sammarinese attraverso il presidente Giorgio Crescentini (in carica dal 1985 ed eletto per 8 mandati consecutivi, ndr) ha usato toni forti per esprimere il proprio disappunto nei confronti dei calciatori ma ha tenuto ad assicurare che la Serenissima sarà regolarmente in campo venerdì 27 marzo a Lubiana con i migliori elementi. Spente sul nascere dunque le voci di un clamoroso rifiuto da parte di San Marino di scendere in campo che avrebbe automaticamente portato la Federazione a perdere ogni suo diritto su pagamenti e contributi elargiti dalla UEFA: “Non accettiamo ricatti da nessuno – le parole che Crescentini ha rilasciato a Rtv San Marino - Con questo sciopero stanno creando un danno enorme all’immagine della Federazione e di tutto il Paese, a livello internazionale. Trovo inopportuno l’atteggiamento di chi, appena nato, pretende di entrare in Federazione e dettare legge. Si può discutere su tante cose ma mai avere imposizioni di questo tipo non fanno parte della nostra storia e del modo di essere dei sammarinesi. Per cui è una questione di principio. Le richieste dei calciatori? Non c’è chiusura totale sulle varie tematiche quello che è possibile fare in base alle normative e alla logica si farà, quello che non è possibile fare non si farà…”. Nel frattempo a provare ad ammorbidire le posizioni è intervenuto anche il Segretario di Stato allo Sport chemartedì mattina ha voluto incontrare una delegazione dell’assocalciatori sammarinese ascoltando le ragioni e impegnandosi a contattare in prima persona la FSCG per richiedere un incontro ed aprire un tavolo di trattative al ritorno dalla trasferta in Slovenia. Soddisfatti della richiesta l'ASC stamattina ha scelto di cancellare lo sciopero aggiornando una serie di incontri da qui al 13 aprile prossimo. Insomma, l'allarme sembra essere rientrato e il buon senso per ora è prevalso però nuovi colpi di scena non sono affatto da escludere.

di Stefano DOLCI (twitter )

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