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Luigi Fresco, il volto felice della Verona del calcio: allenatore e presidente dal 1982 della Virtus

Luigi Fresco, il volto felice della Verona del calcio: allenatore e presidente dal 1982 della Virtus

Il 03/05/2018 alle 12:04

Mentre Chievo ed Hellas stanno vivendo un'annata balorda in Serie A che potrebbe portare anche ad una doppia retrocessione in B: la Virtus Verona, terza squadra della città scaligera, si gode la vittoria del campionato di D e la storica promozione in Serie C. Un trionfo che porta la firma di Luigi Fresco, da 36 anni allenatore e presidente della formazione rossoblù. (Foto Facebook Virtus 2005)

Alessio Allegrini è il giocatore più esperto della Virtus Verona, la terza squadra della città scaligera che domenica scorsa ha festeggiato la vittoria del girone C di Serie D con una giornata d’anticipo e una storica promozione in Serie C. Veterano (veste la maglia della Virtus dal 2009, ndr) e capitano della formazione rossoblù: Allegrini è un centrocampista classe 1982 e a novembre compirà 36 anni. Un’età importante nella quale, se fai il calciatore, inizi inevitabilmente a domandarti quanti anni ancora ti restino da giocare a certi livelli. Se butta un occhio in panchina e incrocia lo sguardo del suo allenatore, Luigi Fresco, però Alessio sa perfettamente che non ha nulla di cui preoccuparsi e che a 36 anni, in fondo, si può ancora avere tanta strada da fare.

Già perché, anche se può sembrarvi strano, prima che il suo capitano venisse al mondo mister Luigi Fresco era già seduto sulla panchina della Virtus Verona, molto più che una semplice squadra per il 56enne Gigi che nella Virtus ha iniziato a giocare a 8 anni e da quel preciso istante ha capito che da lì non se ne sarebbe mai andato. Dalla metà degli anni ’70 ad oggi per la squadra del quartiere di Borgo Venezia, Fresco ha fatto di tutto e di più: stopper, consigliere, responsabile del settore giovanile e, dal 1982, allenatore e presidente: un doppio ruolo insolito e unico nel panorama calcistico nazionale ma che ha permesso alla Virtus Verona di togliersi soddisfazioni enormi in campo calcistico ed extracalcistico.

" Cos’è per me la Virtus Verona? E’ un modo di vivere, di stare insieme, di fare sport - ci racconta al telefono, l’allenatore che non ha mai conosciuto l’onta di un esonero - privilegiando anche la solidarietà e i valori del rispetto, dell’integrazione e del sociale. Ogni giocatore che ha vestito questa maglia sa che da noi sarà sempre uno della famiglia. Sono orgoglioso che tanti ex giocatori, a distanza di anni, scelgano i nostri fisioterapisti per curare gli acciacchi dell’età o, che, tengano ben vivo il ricordo del tempo trascorso alla Virtus Verona. Al di là dei traguardi e dei risultati è questa una delle cose di cui vado più fiero. Se Totti non si è mai visto lontano dalla Roma, io nel mio piccolo non mi sono mai visto in nessun’altra squadra se non questa. Quando ho iniziato 36 anni fa in Seconda Categoria ad allenare la Virtus Verona sognavo di poter fare grandi cose e di poter portare un giorno la mia squadra nel calcio professionistico. Esserci riuscito, creando un grande staff, allargando la base di collaboratori, reperendo sponsor fidati, è la cosa che mi rende più felice"

La faccia sorridente della Verona calcistica

Società unica nel suo genere - seguita da una tifoseria ‘orgogliosamente antirazzista’ e che, nel corso, degli anni ha consolidato rapporti di amicizia e gemellaggio con altri storici gruppi ultras di sinistra come l’Olympique Marsiglia e il Livorno - la Virtus Verona negli anni è diventata una vera e propria polisportiva con un florido settore giovanile, una ‘seconda squadra’ che milita in Promozione e una onlus (l’associazione Vita Virtus controllata dal club) che si occupa dell’inserimento dei migranti a Verona e si è specializzata anche in attività per giovani e bambini. Insomma, molto più che una semplice squadra di calcio: che quest’anno con il suo exploitsta in parte riscattando i risultati negativi di Chievo ed Hellas Verona in Serie A:

" Sinceramente mi dispiace che la promozione in Serie C della Virtus Verona avvenga in un anno decisamente complicato per Chievo ed Hellas. Con entrambe abbiamo un buon rapporto, specie col Chievo con cui nel corso degli anni si è instaurata un solido rapporto d’amicizia. Con l’Hellas, complice il cambio dei dirigenti negli ultimi tempi, è stato più difficile instaurare un dialogo. Di persona conosco solo Pecchia perché ha fatto il corso di allenatore di prima categoria a Coverciano qualche anno fa insieme a me… Anche se le speranze di salvezza sono poche mi auguro che tutte e due possano ancora salvarsi. Sarebbe una gran cosa per Verona, avere nella prossima stagione, due squadre in A e una in C o in alternativa il Chievo in A, l’Hellas in B e la Virtus in C. "

Se per i tifosi più caldi della formazione rossoblù Luigi Fresco è il Comandante, per i suoi giocatori è semplicemente ‘il Gigi’: un allenatore-presidente che odia essere chiamato mister o pres, nonostante in 36 anni abbia vinto tutti i campionati in cui ha allenato portando la Virtus dalla Terza Categoria alla Serie C.

" Ho iniziato ad allenare in Seconda Categoria. Subentrai, a poche giornate dal termine, nella primavera del 1982 per provare ad evitare la retrocessione in Terza Categoria. Debuttai con un pareggio contro il Casteldazzano ma la situazione era irrimediabile e l’anno dopo ripartimmo in Terza Categoria. In carriera ho ottenuto 7 promozioni e vinto almeno una volta tutti i campionati a cui ho partecipato dalla Terza alla Serie D. Quando quattro anni fa a Foligno battemmo la Casertana e vincemmo i playoff di Serie D garantendoci la chance di salire in Seconda Divisione toccai il cielo con un dito. Purtroppo 44 punti non bastarono per restare in Lega Pro e ripartimmo dalla D. Fu la stagione dello scandalo Dirty Soccer, un anno dove accaddero tante cose strane e irregolari. Fu un’ingiustizia retrocedere ma quest’anno i ragazzi hanno vendicato quello smacco facendo cose straordinarie e vincendo un campionato con pieno merito. La svolta è stata la vittoria a Belluno, dove nessuno prima di noi era riuscito a vincere. Lì ho capito che potevamo farcela e non è un caso che siano arrivate 7 vittorie di fila… Di chi sono i meriti? Di un gruppo di calciatori straordinari e del mio staff di collaboratori: i vice Maurizio Testi e Paolo Verzé, il tattico Giuliano Canova, lo specialista delle palle inattive Martins Adailton, i 2 preparatori dei portieri (Massimo Costa e Andrea Scamperle) e il preparatore atletico Gianluca Coghi. Si tratta di gente fidata e preparata che crede nel lavoro e che ha costruito giorno dopo giorno sul campo questo risultato. Senza di loro io non sarei nessuno, perché badate bene con un solo dito non si alza mai un tavolo ma se le dita diventano quattro ce la puoi fare…. "

Nalini, Sibi e il sogno di superare Guy Roux

Specializzato nel lancio di giovani promettenti (Andrea Nalini, esterno del Crotone la sua più grande scommessa vinta) e nel rigenerare giocatori in un vicolo cieco (Domenico Danti, l’ultimo esempio): Fresco continua ad allenare e a presiedere la società, macinando record e stracciando record di longevità. Dopo l’addio di Wenger (22 anni alla guida dell’Arsenal) e prima ancora dopo il ritiro di Ferguson (27 stagioni al timone guida del Manchester United), l’unico termine di paragone resta Guy Roux, storico allenatore dell’Auxerre che ha guidato la squadra transalpina dal 1961 al 2005.

" Non conosco bene la storia di Roux ma a chi non piacerebbe superarlo, l'obiettivo più grande ora però è salvarsi in Serie C. Riferimenti? I miei modelli come allenatori da sempre sono però Renzo Ulivieri e Cesare Prandelli. Che effetto mi fa vedere Nalini in Serie A? Lo scoprii a Villafranca, 11 anni fa, e capii subito che aveva qualità fisiche e tecniche superiori. Peccato che nell’anno della Lega Pro, quando tornò dalla Salernitana, recuperò tardi da un infortunio altrimenti ci saremmo salvati in carrozza. Vedo che si è ritagliato un ruolo importante da esterno offensivo ma io sono convinto che agendo da mezzala potrebbe fare ancora meglio e raggiungere la Nazionale. Glielo auguro"

Nella favola Virtus Verona c’è anche spazio per la storia da libro cuore del portiere gambiano Sheika Sebi, arrivato 3 anni fa dalla Libia su un barcone ma ritagliatosi un posto da titolare della squadra rossoblù:

" Ci siamo interessati tanto nei paesi dell'ex Jugoslavia, soprattutto per quanto riguarda la situazione di Sarajevo facendo anche partite di solidarietà con Damiano Tommasi ed Eusebio Di Francesco. Ora i migranti dall’Africa sono il problema più impellente e noi proviamo ad integrarli col calcio. Sebi ci fu segnalato nel 2016 dal centro d’accoglienza di Costagrande. Capimmo subito che aveva grandi doti anche se si trattava di un talento assai grezzo. Con il lavoro del nostro preparatore Testi, Sebi è diventato un portiere molto affidabile. E’ una gran cosa che in questa bella favola sportiva ci sia spazio anche per questa storia di riscatto. Non gli abbiamo regalato niente ma gli abbiamo solo dato una chance. Tante società sportive per fortuna seguono il nostro stesso esempio. Solo non girandosi dall’altra parte ma tentando un dialogo si può provare a risolvere un problema così grosso ed importante. "

Video - Successi e sconfitte, polemiche e record: i 22 anni di Wenger all'Arsenal

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