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Maradona-Veron: il retroscena del litigio durante la partita della pace

Maradona-Veron: il retroscena del litigio durante la partita della pace

Il 13/10/2016 alle 11:46Aggiornato Il 13/10/2016 alle 11:57

Il battibecco tra Diego Armando Maradona e Juan Sebastian Veron durante la partita della pace è slegato da azioni di gioco accadute nel corso del match. In realtà, i due sono ai ferri corti dai Mondiali del 2010, quando Diego, allora ct dell’Argentina, non fece giocare Veron nelle partite della fase a eliminazione diretta. I due hanno recentemente litigato anche durante un incontro in federazione.

Il calcetto arrivato alla fine del primo tempo della partita della pace non è stato la causa scatenante del litigio scoppiato tra Armando Maradona e Juan Sebastian Veron all’interno di un contesto che tutto avrebbe voluto tranne che sporcarsi di una scena simile: in realtà, l’ex-Pibe de Oro e la Brujita sono ai ferri corti da tempo, dal Mondiale del 2010, con una grossa sfuriata esplosa recentemente durante un incontro in federazione argentina.

Prima di Sudafrica 2010, quando Maradona fu ct dell’Albiceleste, i rapporti con Veron erano sani e saldi. Senza usare troppa retorica, possiamo tranquillamente affermare che i due erano amici. In quell’edizione dei Mondiali, Veron partì come titolare in nazionale, giocando dall’inizio la prima partita della fase a gironi contro la Nigeria (vittoria per 1-0), ma un problema muscolare lo costrinse a saltare le due successive, contro Corea del Sud e Grecia, comunque vinte entrambe. A dispetto delle sue previsioni, Veron non fu reintegrato nelle partite della fase a eliminazione diretta: Maradona continuò a tenerlo in panchina sia con il Messico (battuto 3-1) sia, soprattutto, contro la Germania, che eliminò l’Albiceleste ai quarti di finale infliggendola una sconfitta rovinosa (4-0). E, a quel punto, la vecchia amicizia tra i due era ormai solo un ricordo sbiadito.

Diego Maradona, Carlos Tevez, Juan Sebastian Veron, Argentina, World Cup 2010 (LaPresse)

Diego Maradona, Carlos Tevez, Juan Sebastian Veron, Argentina, World Cup 2010 (LaPresse)LaPresse

Il primo a lamentarsi fu Juan Ramon Veron, il papà di Juan Sebastian, che chiese il motivo per cui l’ex-Pibe de Oro avesse scelto di tenere in panchina suo figlio. Poi, fu il giocatore stesso a parlare:

" Maradona è molto contraddittorio. Prima mi ha detto che sarei stato lo Xavi della squadra, poi, invece, non mi ha fatto giocare. Comunque, non abbiamo mai avuto nessuna discussione."

In realtà, i toni si sono poi scaldati, eccome, con il passare del tempo, fino a sfociare nella discussione avuta nella sede della Federazione argentina a inizio luglio. Disse Maradona, in quell'occasione:

" Veron mi ha tradito. Ad ogni modo, non mi interessa più nulla, non mi interessa né lui, né suo padre. Vado avanti con la mia vita."

Questa, invece, la dura risposta di Veron:

" Maradona è poco serio, non do rilevanza alle sue parole. Negli ultimi tempi, ha sempre detto che Messi non aveva personalità, poi ha cercato di convincerlo a restare in nazionale con un bacio e un abbraccio. Ma Maradona è Maradona, e può dire e fare quello che vuole. Mi piacerebbe parlare faccia a faccia con lui. Io non ho problemi con Maradona, ma è evidente che lui li ha con me. È facile dire certe cose davanti a una telecamera, ma è diverso parlare faccia a faccia. Quando ci guardiamo negli occhi, capisco che cosa mi vuole dire veramente oppure no. E non mi è sembrato corretto che abbia parlato anche di mio padre."

Da lì alla scaramuccia in mezzo al campo durante la partita della pace, il passo è stato breve. I giornalisti argentini hanno estrapolato il discorso tra i due leggendo il labiale, e il risultato non è stato uno scambio di battute molto edificante.

Veron: “Io sono grande”.

Maradona: “Anche io sono grande, Bruja”.

Veron: “Non mi rompere i c…”.

Maradona: “Non ti rompo i c…, io ti dico le cose in faccia, c…”.

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