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Crollo verticale dell'Argentina: 3-0 Croazia, Messi & co. a un passo dall'eliminazione

Crollo verticale dell'Argentina: 3-0 Croazia, Messi & co. a un passo dall'eliminazione

Il 21/06/2018 alle 21:55Aggiornato Il 21/06/2018 alle 23:45

La follia di Caballero che regala l'1-0 a Rebic è l'inizio della fine per l'Argentina, che crolla verticalmente nella seconda parte di gara. Modric e Rakitic chiudono il risultato sul 3-0 finale suggellando una gara sontuosa. Messi non pervenuto. Croazia matematicamente agli ottavi, Argentina a un passo dall'eliminazione: se l'Islanda batte la Nigeria l'Albiceleste è quasi spacciata.

Un disastro. Su tutta la linea. E’ questa la sentenza della serata di Novgorod per l’Argentina, con tutti i nodi che al pettine arrivano in una sola volta. Dal gioco – totalmente assente già nella fase di qualificazione mondiale – alle convocazioni e le scelte di formazione del ct Sampaoli; dagli interpreti stessi, che attacco escluso sono assolutamente mediocri, alla questione Leo Messi, ombra di se stesso, come al solito, senza l’amata camiseta del Barcellona. Qui dentro, l’ordinata e tosta Croazia, ha fatto festa. Resistendo prima con grande ordine ai comunque velleitari tentativi argentini; e spadroneggiando poi dall’errore clamoroso di Caballero al triplice fischio. Il gol di Rebic e le reti dei sontuosi Rakitic e Modric a suggellare la prestazione dominante in mediana proprio dei perni di centrocampo di Barcellona e Real Madrid. La Croazia insomma, squadra vera, fa festa e va agli ottavi. L’Argentina invece, che squadra non lo è per nulla – e non certo da stasera – aggrappata a una flebile speranza. Se domani l’Islanda vince Messi e compagni sono praticamente fuori dal mondiale (dovrebbero sperare in una vittoria croata con parecchi gol di scarto nell'ultima giornata e battere la Nigeria con risultato abbondante); ma è comunque certa di non essere più padrona del proprio destino con qualsiasi segno di Nigeria-Islanda. L'Argentina dovrà insomma vincere con gli africani nell'ultima uscita e poi sperare. E vista la squadra di stasera, già la prima ipotesi, è tutt’altro che scontata.

Wilfredo Caballero - Argentina-Croatia - 2018 FIFA World Cup Russia group D - Getty Images

Wilfredo Caballero - Argentina-Croatia - 2018 FIFA World Cup Russia group D - Getty ImagesGetty Images

La cronaca

Eppure il primo tempo non era iniziato poi così male per l’Argentina. La Croazia, infatti, partita piuttosto sorniona, sembrava volesse accontentarsi del pari, forte di una posizione di vantaggio in termini di classifica. Perez, tra l’altro, alla mezz’ora, spara clamorosamente fuori un pallone su cui il trio Vrsaljko-Lovren-Subasic aveva fatto un bel pasticcio. Ma quella, di fatto, resterà l’unica reale azione pericolosa dell’Albiceleste. Tre minuti dopo infatti Mandzukic si mangia sottoporta l’assist perfetto di Vrsaljko con un colpo di testa in tuffo messo fuori, così come Rebic che nell’ultimo minuto di recupero sbaglia il controllo dopo la sontuosa giocata di Modric che l’aveva lanciato solo verso la porta. Avrà comunque modo di rifarsi.

Enzo Perez dopo l'errore a porta vuota in Argentina-Croazia mondiale 2018 in Russia.

Enzo Perez dopo l'errore a porta vuota in Argentina-Croazia mondiale 2018 in Russia. Reuters

Già perché il mondo calcistico argentino crolla sulla follia, sulla totale e inconcepibile Fesseria – la F maiuscola non è un refuso – di Wilfredo Caballero detto ‘Willy’, che sul pressing solitario di Rebic prova un improbabile – per i suoi piedi – tocco a scavalcare la punta. Il risultato è un pallone che resta lì per un Rebic bravissimo a coordinarsi e mettere in porta al volo. Croazia 1, Argentina 0. Fine dei giochi. Sampaoli butta dentro anche Higuain e Dybala, ma la verità è che nella confusione di una squadra senza senso e di un Messi fuori dai radar, a spadroneggiare in mezzo al campo sono Modric e Rakitic. Il primo segna a 10 minuti dalla fine il gran gol che suggella la sua partita, Rakitic chiude nel recupero il 3-0 dopo l’assist generoso e intelligente di Kovacic, che anziché cercare gloria personale pensa giustamente alla fondamentale differenza reti.

La statistica

L’Argentina non ha vinto nessuna delle prime due partite ai gironi ai Mondiali per la prima volta dal 1974.

Video - Fast match Report: Argentina-Croazia 0-3 in 60 secondi

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Il migliore

Modric. Un giocatore dominante. Non lo scopriamo certo oggi, semmai ne abbiamo un’ulteriore conferma anche fuori dai radar di una squadra galattica come il Real Madrid. Modric vede calcio e trova geometrie a prescindere da chi gli sta intorno, facendosi trovare sempre nel posto giusto. Siano queste chiusure o dribbling, filtranti o soluzioni rapide nello stretto. Un genio della mediana, un principe del gioco. In due parole: un fuoriclasse.

Il peggiore

Caballero. Semplicemente folle. Folle la scelta, folle l’esecuzione. Folle la pensata di poter scavalcare col tocco a sombrero un giocatore che arriva in pressing. La sua fesseria butta giù il castello di carta di un’Argentina che, anche senza la stupidaggine del suo portiere, giusto dirlo, aveva comunque combinato poco e nulla.

Le pagelle

Il tabellino

Argentina (3-4-2-1): Caballero; Mercado, Otamendi, Tagliafico; Salvio (56’ Pavon), Mascherano, Perez (68’ Dybala), Acuna; Messi, Meza; Aguero (54’ Higuain).

Croazia (4-2-3-1): Subasic; Vrsaljko, Lovren, Vida Strinic; Modric, Rakitic; Rebic (57’ Kramaric), Brozovic, Perisic (82’ Kovacic); Mandzukic.

Gol: 53’ Rebic, 80’ Modric, 90+1’ Rakitic.

Note – Ammoniti: Rebic, Mandzukic, Vrsaljko, Brozovic; Mercado, Otamendi, Acuna.

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