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Da 0 a 10, il pagellone del Mondiale 2018: Mbappé superstar, Sampaoli inadeguato, Spagna masochista

Da 0 a 10, il pagellone del Mondiale 2018: Mbappé superstar, Sampaoli inadeguato, Spagna masochista

Il 16/07/2018 alle 12:04Aggiornato Il 16/07/2018 alle 12:05

Un Mondiale coinvolgente, sorprendente, imprevedibile. Un Mondiale che, pur senza l'Italia, ha appassionato milioni di italiani per circa un mese. Ha vinto la Francia, ha incantato Mbappé, ha regalato emozioni Tabarez, non ha perso la Croazia, hanno deluso Argentina, Spagna e Germania. Vediamo insieme, da 0 a 10, tutti i voti ai protagonisti della rassegna iridata russa

Voto 10...a Kylian Sanmi Mbappé Lottin, giovane superstar con la testa sulle spalle

Il prossimo 20 dicembre spegnerà 20 candeline nella sua tarte Tatin. Non per specificare il suo segno zodiacale (sagittario), ma per sottolineare una volta di più il Mondiale disputato da questo fenomeno ancora "teenager". Quattro gol nel primo grande torneo internazionale giocato, tra cui due all'Argentina e uno in finale. Mbappé ha fatto vedere al Mondo di cosa è capace: scatti fulminei, cavalcate di 40 metri palla al piede, accelerazioni, dribbling, tiri da fuori, scambi in velocità. Un repertorio vario e vasto. Con il 10 sulle spalle, come altri due grandi storici 10 della Nazionale francese che avevano vinto da protagonisti, Zinedine Zidane (il Mondiale e l'Europeo) e Michel Platini (l'Europeo). Sguardo fiero, testa sulle spalle, obiettivi chiari. Mbappé è il fuoriclasse del futuro.

Kylian Mbappé, il trascinatore della Francia ai Mondiali 2018

Kylian Mbappé, il trascinatore della Francia ai Mondiali 2018Eurosport

Voto 9...alla Croazia di Modric e al suo sogno lungo un Mondiale

"Tifo la Croazia per Perisic e Brozovic", mi ha confidato prima del Mondiale un'amica, fervente sostenitrice dell'Inter. Non era la sola. I tifosi juventini, ad esempio, l'hanno supportata per Mario Mandzukic. Quelli di Real e Barcellona, una volta uscita la Spagna, per Modric e Rakitic. In realtá la Croazia è riuscita a sfruttare l'enorme talento della sua rosa e a confermare il ruolo di "outsider di lusso" che le aveva attribuito la critica prima del Mondiale. Un percorso stupendo, conclusosi a un passo dalla Coppa, per merito anche del CT Dalic, che in meno di un anno è riuscito a ricompattare e a dare ordine a un gruppo competitivo, esperto, volenteroso e variegato. Menzione particolare per Luka Modric, eletto MVP del torneo. Mondiale da gigante, centrocampista sublime.

Voto 8...al messaggio di Tabarez e al suo amore per il calcio

Uno dei termini comuni nella lingua italiana e spagnola è "Maestro". Oscar Washington Tabarez è riconosciuto all'unanimitá come "El Maestro". E da buon profeta qual è, anche in questo Mondiale ha voluto tramandare a tutti, soprattutto ai più giovani, l'ennesima lezione. Non bisogna mai arrendersi, qualsiasi cosa la vita ci riservi. La splendida Uruguay di Godin, Gimenez, Suarez e Cavani, ma anche dei giovani Torreira e Bentancur, ha chiuso la sua avventura ai quarti di finale contro la Francia, poi campione del Mondo. Ma Tabarez, palesemente debilitato dalla grave malattia che lo tormenta da tempo, ha incitato e richiamato i suoi ragazzi per tutto il Mondiale, ha esultato saltando sulle stampelle, ha vissuto con la passione di sempre un evento che lo ha visto protagonista ben quattro volte. Commovente, innamorato del calcio e della vita, combattente. Semplicemente "Maestro".

Oscar Tabarez

Oscar Tabarez Getty Images

Voto 7...a Belgio e Inghilterra, opposte, ma con la stessa fiducia nel futuro

Terzi i Diavoli Rossi, quarti i Tre Leoni. Legati da un filo lungo un girone. Un Mondiale sicuramente molto positivo per entrambe queste due Nazionali. Il Belgio ha disputato il miglior Mondiale della sua storia, trovando la consacrazione internazionale di una generazione matura e pronta. L'Inghilterra ha sorpreso perfino sé stessa, raggiungendo un quarto posto inaspettato alla vigilia, con una squadra molto giovane e un gruppo molto unito. Sia Belgio che Inghilterra possono guardare con enorme fiducia al prossimo futuro. De Bruyne e Hazard sono classe 1991, Kane é 1993, Alli 1996. Al prossimo Europeo e al prossimo Mondiale saranno due squadre ancora competitive.

Voto 6...al coraggio e all'organizzazione di Russia, Svezia e Giappone

La Russia di Cheryshev, Golovin e Dzyuba ha onorato il Mondiale di casa, perdendo ai rigori nei quarti di finale contro la Croazia. La Svezia si é arresa ai quarti contro l'Inghilterra, il Giappone ha perso all'ultimo una partita folle con il Belgio agli ottavi. Sono tre delle sorprese dei Mondiali 2018, proprio perche snobbate alla vigilia del torneo. E invece, tramite organizzazione, consapevolezza e un po' di sfrontatezza, queste tre Nazionali si sono tutte tolte soddisfazioni importanti. Tutte positive.

Voto 5...al masochismo della Spagna

Non bastava l'esonero di Lopetegui a poche ore dall'inizio del Mondiale. Era necessario anche uscire agli ottavi di finale, contro i padroni di casa, dopo aver avuto quasi l'80% di possesso palla, con il proprio portiere del Manchester United incapace di parare anche un solo calco di rigore. Un masochismo completo, impreziosito dal folle rigore procurato da Piqué. La Spagna si é suicidata nella campagna di Russia, tramutandosi da una delle favorite a una delle prime grandi eliminate. Il potenziale era sconfinato, la resa pessima.

Spain

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Voto 4...al calcio africano, ricco di talenti ma eterno incompiuto

Fuori tutte ai gironi. L'Egitto di Salah senza nemmeno conquistare un punto. Nonostante Senegal e Marocco qualcosa a livello di gioco abbiano mostrato, il calcio africano ancora una volta ha fallito l'appuntamento più importante. Mané, Keitá, Koulibaly, lo stesso Salah, Belhanda, Benatia, Ziyech, Iwobi. I giocatori forti ci sarebbero anche. Il problema é riuscire ad esaltarli in selezioni complessivamente mediocri. Quasi tutti giocatori che militano in club europei, alcuni di prima fascia, e che non riescono a rendere con la Nazionale come potrebbero e dovrebbero.

Voto 3...alle patetiche, insopportabili, melodrammatiche sceneggiate di Neymar

Non vogliamo insistere più di quanto già fatto, ma in un pagellone, dove il Brasile meriterebbe giá di suo un bel 4 nel complesso, vista la qualità della rosa a disposizione e un quarto di finale come risultato definitivo, ci sentiamo in dovere di abbassare un voto e di puntare il dito contro Neymar. Il fuoriclasse del PSG é sembrato troppo spesso concentrato su sé stesso e non sul bene della squadra. Le sceneggiate ad ogni fallo, duro o meno che fosse, hanno fatto il giro del Mondo a suon di meme e battute ironiche. Non ha fatto la differenza a suon di gol, ma ha attirato l'attenzione su di sé per capriole, tuffi, alcuni carpiati, e altri tipi di recite. Attore consumato, ma davvero di basso livello.

Neymar

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Voto 2...ai portieri e al loro livello medio molto basso

Altro che "ballo del qua qua". Muslera contro la Francia, Lloris o Caballero contro la Croazia, De Gea contro il Portogallo. Una serie impressionante di errori individuali mai visti in un Mondiale. Papere su papere, senza dimenticare qualche defaillance degli estremi difensori meno rinomati. Forse i soli Pickford e Courtois sono usciti immacolati dalla rassegna iridata russa. Per tutti gli altri, meglio stendere un velo pietoso.

Voto 1...alla Germania ex campione del Mondo e ai suoi finti trequartisti

Dura lex, sed lex. Anche la Germania è stata colpita dalla maledizione del "campione del mondo", venendo eliminata, come giá accaduto a Italia nel 2010 e a Spagna nel 2014, nella fase a gironi. Nell'irriconoscibile pattuglia tedesca meritano una citazione negativa i soliti diecimila trequartisti o presunti tali chiamati da Low, che probabilmente nella sua selezione ha dimenticato di chiamare il piú in forma (Sané). Ozil, Muller, Draxler, Reus. Uno peggio dell'altro. Responsabili, tra i tanti, di questo imprevisto tracollo.

Sampaoli Argentina

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Voto 0...al "mago" Jorge Sampaoli, al suo look, alle sue idee, alla sua uscita di scena

Signore e signori, mettetevi comodi. Da dove iniziamo? Dal look esibito contro la Croazia, dai 753 moduli differenti adottati o dall'insistenza tanto metodica quanto delirante nel preferire gente come Pavon, Enzo Perez e Meza a Dybala, Higuain e perfino Aguero? Il disastroso Mondiale dell'Argentina ha un vero grande responsabile, che non risponde al nome di Lionel Messi. Jorge Sampaoli. Un dilapidatore seriale di talento. Uno che ha stravolto, sconquassato, cestinato equilibri e gerarchie nello spogliatoio dell'Albiceleste e che anche dopo un tal fallimento ha preteso due milioni di euro di buonuscita. Uno che una grande Selezione non la dovrebbe mai più poter allenare.

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