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I 5 motivi per credere nel matrimonio Mancini-Nazionale

I 5 motivi per credere nel matrimonio Mancini-Nazionale

Il 15/05/2018 alle 21:00Aggiornato Il 15/05/2018 alle 21:09

Il dado è tratto. Roberto Mancini è il nuovo ct della Nazionale e ora bisogna pensare al futuro. Sarà un buon ct per l'Italia che punta a tornare grande dopo il disastro della mancata qualificazione ai Mondiali? Abbiamo provato a cercare 5 motivi per credere in questo matrimonio.

1) Roberto Mancini, l’unico che voleva essere ct

Roberto Mancini è il ct giusto per la Nazionale italiana? Questa scelta da parte della FIGC non accontenta tutti, ma era difficile scegliere un nome che facesse felice tutti i tifosi dell'Italia. C’è una cosa però che ci rende tranquilli: la voglia di Mancini di sedere sulla panchina della Nazionale. Tra i tanti nomi fatti nelle scorse settimane, l’ex tecnico dell’Inter è stato l’unico a desiderare fortemente quel ruolo e a rendersi disponibile. Il tutto testimoniato dall’addio allo Zenit! Non che per Mancini lo Zenit di San Pietroburgo fosse il Paradiso, ma l’attuale ct ha dovuto dire addio ad un ingaggio importante per sposare la causa della Nazionale.

Video - Mancini è il nuovo ct dell'Italia: debutto contro l'Arabia Saudita

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2) Mancini: ha gestito spogliatoi importanti come Inter e Manchester City

Dopo Ventura serviva un cambiamento. L’ex ct, nonostante grandi risultati a Bari e Torino, ha allenato - appunto - Bari e Torino. Oggi giorno, come commissario tecnico di una big come può essere l’Italia, serve qualcuno di esperienza, qualcuno che sappia cosa vuol dire gestire un certo tipo di gruppo, un certo tipo di giocatori. Roberto Mancini ha la sua esperienza: non ha mai vinto una Champions League, ma ha fatto partire il ciclo vincente dell’Inter. Se vogliamo, ha costruito qualcosa di importante anche al Manchester City… Insomma, uno che conosce la materia in questione.

Yaya Touré, Roberto Mancini - press conference Champions League 2012-2013 - Manchester City - Getty Images

Yaya Touré, Roberto Mancini - press conference Champions League 2012-2013 - Manchester City - Getty ImagesGetty Images

3) Mancini, più manager che allenatore

Mancini e il bel calcio? Mancini è un pragmatico e punta a vincere. Il suo sistema ideale è il 4-2-3-1, ma difficilmente si è visto il “bel calcio”. Poco male, l’importante - appunto - è vincere. Per questo Mancini è l’uomo ideale, uno che deve inculcare la sua esperienza internazionale al gruppo, senza pensare troppo all’estetica. In molti hanno sperato in Ancelotti o in Sarri, ma loro hanno bisogno di settimane per far fare i giusti movimenti alle proprie squadre. Serve quindi un manager e non un allenatore.

La potenziale Italia di Roberto Mancini

4) La voglia di riscatto dei giocatori e del ct

C’è la delusione per non essere andati al Mondiale. Bonucci, Chiellini, Candreva, Bonaventura, Verratti, Jorginho, Florenzi, Insigne, Parolo e Immobile, facevano parte di quel gruppo, di un gruppo che non ha saputo qualificarsi ai Mondiali 2018. C’è tanta voglia di riscatto, come ha voglia di riscattarsi lo stesso Mancini dopo qualche passaggio a vuoto e soprattutto dopo non essere riuscito mai a sfondare in Nazionale, da giocatore. Chi meglio di lui, quindi, per provare a rilanciare il gruppo Italia?

5) Mancini e un occhio ai giovani

Non solo i veterani o i senatori. Roberto Mancini darà sicuramente spazio ai giovani, cosa di cui ha un grande bisogno la nostra Nazionale. Da Bernardeschi a Chiesa, passando per Cutrone e Donnarumma e non solo. Fu proprio lui a lanciare Balotelli all’Inter, quando l'attaccante sembrava essere il patrimonio del futuro dell’Inter... Sempre lui, aveva sottolineato l’importanza del settore giovanile alla nuova dirigenza del Manchester City nella sua esperienza in Gran Bretagna. Anche questa sarà la mission del neo ct della nostra Nazionale, valorizzare e promuovere i gioielli del vivaio e lanciarli nella Nazionale A.

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