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Il calcio che stiamo vedendo in Russia? Un'Europa League, ma senza ritmo...

Il calcio che stiamo vedendo in Russia? Un'Europa League, ma senza ritmo...

Il 20/06/2018 alle 11:54Aggiornato Il 20/06/2018 alle 12:01

Il primo punto tattico sul Mondiale 2018: una rassegna in cui sta dominando l'equilibrio e in cui il livello tecnico non pare elevatissimo. La prova più significativa giunge dall'alto numero di gol derivati da situazioni da fermo e autogol, proiettati verso numeri da record.

La prima settimana mondiale volge al termine. Con il successo del Senegal sulla Polonia maturato nel pomeriggio di martedì, si è conclusa la prima giornata e - per quanto i debutti in una rassegna di questo tipo siano sempre da valutare con enorme prudenza - è ora possibile stilare un bilancio delle tendenze tattiche viste in Russia. Che calcio stiamo vedendo nel Mondiale 2018?

I moduli base

Partiamo dalle considerazioni tattiche di fondo. Il modulo più utilizzato sinora è il tradizionale ed equilibrato 4-2-3-1, adottato da 11 ct su 32. Una maggioranza netta che assume i contorni di un plebiscito se aggiungiamo i due che hanno scelto l’affine 4-4-1-1. Il 40% della fetta complessiva. Per il resto, troviamo 7 squadre schierate con il 4-5-1/4-1-4-1 (21%), 5 con il 4-4-2 (15%) e 4 con il 4-3-3 (12,5%). Soltanto la Costa Rica ha optato per una difesa a cinque (esattamente come accadde in Brasile) mentre solo Belgio (3-4-3) e Inghilterra (3-5-2) hanno scelto una retroguardia a tre. Il primo verdetto tattico sembra essere proprio questo. La difesa a tre, tanto cara alla nostra vecchia Serie A, a livello internazionale sopravvive soltanto come arma offensiva. Perché sì, Roberto Martinez e Gareth Southgate sono approdati ai rispettivi moduli soprattutto per agevolare la costruzione bassa e un atteggiamento fluido in attacco. Non per fare catenaccio...

Le scelte tattiche della prima giornata:

  • 4-2-3-1: 11 squadre
  • 4-5-1/4-1-4-1: 7 squadre
  • 4-4-2: 5 squadre
  • 4-3-3: 4 squadre
  • 4-4-1-1: 2 squadre
  • 5-4-1: 1 squadra
  • 3-4-3: 1 squadra
  • 3-5-2: 1 squadra

Il 3-5-2 dell'Inghilterra e quanto agevola la costruzione bassa in stile Tottenham o Manchester City

Un altro modo per definire la paura

Come è logico che sia, molti ct hanno fatto il possibile per evitare di gettare alle ortiche tutto sin dal debutto. La prima giornata, in tal senso, ha confermato quanto visto in molte altre edizioni del Mondiale. Una scarsa propensione al rischio in linea generale declinata in atteggiamenti non catenacciari ma accorti. L’equilibrio come nuovo modo per definire la propria paura e non solo. Anche per non rinunciare del tutto a un calcio fatto di controllo della palla sin dalle retrovie. L’unica formazione non in linea con il contesto è parsa la sbrindellata Arabia Saudita disintegrata dalla Russia nel match inaugurale, per il resto anche selezioni dal livello tecnico modesto si sono dimostrate in grado di tenere il campo dignitosamente. Il calcio di pura ripartenza è stato adottato soltanto da Iran e Islanda. E il fatto che siano state due delle principali sorprese di giornata dovrebbe far riflettere sui reali valori visti in campo in Russia. Che l’equilibrio visto sinora n on sia soprattutto la via cerchiobottista per tenere in piedi tanti castelli di carta?

Le difficoltà delle big

Al di là delle tendenze generali, meritano un’analisi più specifica le squadre presentatesi in Russia con un tasso tecnico nettamente superiore alla concorrenza: Argentina, Brasile, Francia, Germania e Spagna. Le prime quattro hanno deluso, anche se per motivi differenti. I Bleus, come del resto già accaduto all’Europeo, si sono dimostrati privi di organizzazione in fase di possesso palla. I campioni in carica hanno denunciato l’assenza di equilibri difensivi. Messi e compagni? Beh, l’Argentina ha avuto entrambi i problemi: sia a tenere in difesa, sia ad attaccare decentemente. Lo stesso non si può dire di Brasile e Spagna, ma proprio le selezioni di Tite e Hierro aprono ad ulteriori considerazioni. La Seleçao si è spenta dopo mezz’ora giocata alla grande, mentre la Roja ha viaggiato al piccolo trotto per tutto l’incontro con il Portogallo. Da qui ai prossimi giorni, la questione dei ritmi di gioco diventerà fondamentale. E, allo stato attuale, viene da pensare che soltanto la Russia si sia dimostrata in grado di tenere alta la pressione dall’inizio alla fine della partita (anzi due). Anche Belgio e Inghilterra, le migliori nella fascia alta del Mondiale, si sono prese parecchie pause. Viene quasi da pensare che in questo Mondiale basterà tenere un po’ di equilibrio e correre parecchio per arrivare in fondo. Attenzione dunque a una Croazia parsa piuttosto in bolla.

Gli autogol dominano la classifica cannonieri

Se a decidere sono calci piazzati e autogol...

Fino ad oggi, nel Mondiale sono stati segnati 42 gol, 23 di questi sono derivati da situazioni da fermo (8 rigori, 6 su corner, 5 sugli sviluppi di una punizione, 4 su punizione diretta). Il 54,7% del totale, quando nel 2014 rappresentarono il 28% della torta complessiva. Aggiungete 5 autoreti (a -1 dal record all-time del Mondiale 1998, quando furono 6 in 62 partite) e capirete come i gol su azione pura sono stati soltanto 14. Che cosa se ne evince? È la conferma non soltanto del timore serpeggiante, ma anche del livello tecnico mediocre. Un Mondiale in stile Europa League, probabilmente con meno ritmo.

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