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Le pagelle di Argentina-Croazia 0-3: la depressione di Messi, il fallimento di Sampaoli

Le pagelle di Argentina-Croazia 0-3: la depressione di Messi, il fallimento di Sampaoli

Il 21/06/2018 alle 23:32Aggiornato Il 21/06/2018 alle 23:46

Il peggiore in campo è Caballero, ma nell'Argentina non si salva praticamente nessuno. Messi "depresso" e incapace di prendersi la squadra sulle spalle, ma le scelte di Sampaoli sono anche peggio. Il migliore in campo è invece è Luka Modric, genio e faro di un centrocampo che con Rakitic al suo fianco si fa davvero dominante.

===ARGENTINA===

Wilfredo CABALLERO 3,5 – Semplicemente folle. Folle la scelta, folle l’esecuzione. Folle la pensata di poter scavalcare col tocco a sombrero un giocatore che arriva in pressing. La sua fesseria butta giù il castello di carta di un’Argentina che, anche senza la stupidaggine del suo portiere, giusto dirlo, aveva comunque combinato poco e nulla.

Gabriel MARCADO 4 – Un terzino nella difesa a tre. Si chiude verso il centro fin da subito, salvo lasciare in tempo zero la prateria a Perisic per la prima occasione del match. Non andrà meglio nel corso della partita.

Nicolas OTAMENDI 4 – Malissimo anche lui, che per giunta ha la non esemplare caratteristica del ‘non saper perdere’. Vedere per credere la pallonata in faccia a gioco fermo su Rakitic. Graziato.

Nicolas TAGLIAFICO 4,5 – Impresentabile per questo livello. Pensare che la nazione che ha sfornato gente del calibro di Walter Samuel o Javier Zanetti sia ridotta a giocare con Tagliafico titolare, dà una bella idea del momento.

Eduardo SALVIO 5 – Insieme a Marcado dal lato destro di campo arrivano i guai peggiori, specialmente nel primo tempo. Dal 56’ Cristian PAVON 5,5 – Inserito nel momento di massima disperazione argentina, non vede palla.

Javier MASCHERANO 4 – Impresentabile, anche lui, in una serata che ne decreta in crollo definitivo: non più affidabile a questi livelli. La sfida con Modric e Rakitic in mezzo al campo ha assunto contorni imbarazzanti.

Enzo PEREZ 4 – Si mangia – a porta vuota – il gol che forse avrebbe potuto scrivere un’altra trama. Dal 68’ Paulo DYBALA 5,5 – Entra in campo a disastro in corsa d’opera e prova a inventarsi da destra, rientrando sul sinistro, un paio di tiri a giro: uno alto e l’altro tra le braccia di Subasic. Fine.

Marcos ACUNA 4,5 – Un paio di discese nel primo tempo, poi va giù a picco, impietoso, insieme a tutti i suoi compagni. Vrsaljko lo svernicia più e più volte.

Maximiliano MEZA 6 – Nonostante tutto uno dei meno peggio di sera, il che la dice lunga sulla partita dell’Argentina. Intelligente nell’assist che Perez sbaglia a porta vuota e puntuale nel tentativo di conclusione sul primo palo dopo l’assist di Higuain su cui è bravo Subasic.

Lionel MESSI 4,5 – Nel primo tempo tocca 20 palloni, due meno di Caballero, che di professione fa il portiere. Nella ripresa va pure peggio, cercando di abbassarsi per prendersi la palla e inventarsi qualcosa. Il suo problema, però, è che attorno ha il vuoto. E anziché prendersi sulle spalle la squadra, si spegne e affonda insieme a lei. L’immagine della Pulce fuori dal Barcellona è impietoso. Non è e non si giudica una carriera da una partita, ma quella di Messi in nazionale è stata tutto fuorché sfavillante. Stasera l’ennesima riprova.

Sergio AGUERO 4,5 – Ne vede e ne tocca veramente poche. Dal 54’ Gonzalo HIGUAIN 6 – Entra e prova a prendersi sulle spalle il reparto. Lotta, sgomita un po’, trova anche una buona giocata che quasi porta al gol Meza.

All. Jorge SAMPAOLI 3 – Stasera l’immagine di un fallimento totale. Senza gioco; e soprattutto senza ‘huevos’, come dicono dalle sue parti. La cartina tornasole di una cammino di qualificazione che era stato disastroso e che così si è palesato anche ai mondiali. Confusione, esperimenti, zero idee chiare, convocazioni discutibili. Il tutto, come se non bastasse, racchiuso in un outfit agghiacciante.

Sampaoli,  Dalic - Argentina-Croatia - 2018 FIFA World Cup Russia group D - Getty Images

Sampaoli, Dalic - Argentina-Croatia - 2018 FIFA World Cup Russia group D - Getty ImagesGetty Images

===CROAZIA===

Danijel SUBASIC 6,5 – Presente quando chiamato in causa, rischia un po’ nel primo tempo su un misunderstanding con Lovren e Vrsaljko, ma per il resto è puntuale e trasmette fiducia al reparto.

Sime VRSALJKO 7 – Mezzo errorino sull’occasione che porta Perez alla conclusione a porta vuota, ma poi si esalta. In spinta svernicia costantemente Acuna e Tagliafico servendo per altro un paio di assist al bacio che Mandzukic non sfrutta.

Dejan LOVREN 6,5 – Mezzo voto in meno per l’episodio già citato, ma poi guida bene il reparto.

Domagoj VIDA 7 – Attento e preciso, si prende un paio di rischi con tackle che si rivelano però puliti e decisivi. Nel finale salva anche sul diagonale di Pavon che sembrava destinato all’angolino.

Ivan STRINIC 6,5 – Altra bella prova del neo acquisto rossonero che beneficia di una squadra che gioca compatta e concede sostanzialmente poco in termini di spazi e uno contro uno da difendere.

Ivan RAKITIC 8 – Preciso, puntuale, intelligente, prezioso nelle chiusure ed estroso nelle giocate offensive. Un punto fermo del Barcellona e una delle due stelle polari di questa Croazia, che in base ai movimenti suoi e di Modric si orienta nella galassia del campo. Una punizione da urlo all’incrocio dei pali, un gol finale a suggellarne il dominio in mezzo al campo.

Luka MODRIC 8,5 – Un giocatore dominante. Non lo scopriamo certo oggi, semmai ne abbiamo un’ulteriore conferma anche fuori dai radar di una squadra galattica come il Real Madrid. Modric vede calcio e trova geometrie a prescindere da chi gli sta intorno, facendosi trovare sempre nel posto giusto. Siano queste chiusure o dribbling, filtranti o soluzioni rapide nello stretto. Un genio della mediana, un principe del gioco. In due parole: un fuoriclasse.

Ante REBIC 7 – Sul finire di primo tempo si mangia un contropiede che per il controllo di palla grida allo scandalo, ma a inizio ripresa e nell’occasione del gol si coordina e conclude con una qualità eccellente. La sua ‘redenzione’ è la vera sterzata di questa partita e della sua Croazia, che da lì in poi domina. Dunque, decisivo. Dal 57’ Andrej KRAMARIC 6 – Entra in campo proprio dopo il gol del vantaggio firmato da Rebic e fa il suo, in una Croazia che da lì in poi balla sui resti dell’Argentina.

Marcelo BROZOVIC 6 – Unico oggetto misterioso di una formazione che lo vede poi coinvolto e incisivo. Più fuori che dentro la partita, ma in una serata comunque così positiva ne esce promosso. Col compitino, ma sufficiente.

Ivan PERISIC 7 – Parte fortissimo, poi scende un po’ nel finale, contribuendo però a sconquassare la disastrosa linea di destra argentina. Dall’82’ Mateo KOVAVIC 6,5 – Dodici minuti totali recupero incluso, ma con il plus mica da ridere dell’assist per il gol di Rakitic. In tanti, già sul 2-0 e nel recupero, avrebbero forse cercato gloria personale. Lui va con l’assist della certezza per il compagno a porta vuota. Altruista. E intelligente (la differenza reti conta eccome).

Mario MANDUZKIC 6,5 – Lotta e sgomita come sempre, ma si mangia anche un clamoroso gol nel primo tempo sullo 0-0 con quel colpo di testa in tuffo in area piccola. Errore che incide sull’economia di una partita che la Croazia avrebbe dunque potuto girare ben prima, ma per il resto è una certezza e il punto di riferimento offensivo della squadra.

All. Zlatko DALIC 7 – La sua Croazia è squadra tosta, solida e con le idee chiare. Talentuosa in mezzo al campo, fisica e cattiva quanto serve. Messa in campo con senso e senza invenzioni che paiono tanto andare di moda nella contemporanea epoca del calcio hipster. Premiato, dunque, dalla semplicità delle cose... Che è sempre la miglior soluzione possibile.

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