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Messico e nuvole, la faccia triste delle grandi nella prima giornata dei Mondiali

Messico e nuvole, la faccia triste delle grandi nella prima giornata dei Mondiali

Il 20/06/2018 alle 09:15

Messico e nuvole, la faccia triste del Sudamerica che soffre le pene di Messi e Neymar. Il vento suona gli inni del Giappone e del Senegal ultimi outsider; di Belgio e Inghilterra che cancellano una nomea da incompiute; del Tricolor che squarta i Mondiali battendo la Germania. Questa è la breve canzone della prima giornata dei Mondiali che ripartono dalla piccola normalità di Spagna e Francia.

Doveva essere il girone più equilibrato dei Mondiali e così Giappone e Senegal hanno già capovolto le sottili gerarchie del Gruppo H, battendo rispettivamente Colombia e Polonia. I Cafeteros iniziavano almeno coi favori dei pronostici per le doti dei vari Cuadrado, Falcao e James Rodriguez che in Brasile era stato il primo marcatore, invece la Colombia resta in dieci fin dai primi minuti e cede al Giappone di Honda, Nagatomo e Shinji Kagawa: è la squadra formata da Zaccheroni che ha vinto la Coppa d’Asia e si credeva alla fine del suo ciclo anagrafico.

Giappone e Senegal: il Gruppo H è tutto "sbagliato"

Vedremo, però intanto anche il Senegal fa il colpaccio battendo la Polonia che non faceva i Mondiali da 12 anni ma in Russia schiera la sua Golden Age: diciamo che questa è la sua migliore generazione però quelli del “Klopp-Dortmund” - Piszczek, Blaszczykowski e Lewandowski - sono già ultratrentenni e finiscono sbranati dai Leoni della Teranga. Chi sono? Il Senegal che riparte dagli splendidi Mondiali del compianto Bruno Metsu (2002) con il capitano di quell'undici ai quarti di finale, Aliou Cissé, unico ct africano in Russia: in linea di successione, i Leoni vincono la terza di 6 partite giocate ai Mondiali e rovesciano un'altra piramide.

Spagna, Portogallo e Francia: una pallida normalità

A proposito, mentre si chiude la prima giornata l’Egitto è già fuori e la Russia è quasi agli ottavi, mentre Spagna e Portogallo potrebbero ipotecare la fase finale già domani contro l’Iran (occhio che è a 3 punti) e il Marocco. Idem la Francia che non incanta con l’Australia, anzi, ma può già chiudere i conti col Perù. Si torna alla normalità? Nient’affatto, o almeno per adesso visto che gli upset fin qui non sono mancati.

Messi e Neymar: com'è rigido l'inverno sudamericano

Intanto l’Argentina è fermata dall’Islanda e la situazione dell’Albiceleste è ora la peggiore perché, in crisi di gioco e risultati fin dalle qualificazioni, deve affrontare la Croazia di Rakitic, Modric, Perisic, Mandzukic... Chiudete gli occhi e sognate un’Italia 90 con la Jugoslavia di questi croati e insieme Kolarov, Mitrovic, Milinkovic-Savic. Stop. L’Argentina trema? Sì, e i brividi corrono anche sulla schiena del Brasile: mica per il pari con la Svizzera ma per la caviglia malconcia di Neymar che, proprio come Messi, è stato il grande assente della prima giornata.

Neymar

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Messico e nuvole, la faccia triste della Mannschaft

Poi succede questa cosa strana. Germania-Messico è una specie di sfida del pensiero: la grande Mannschaft dei Campioni del mondo, dei sergenti di ferro, degli imbattibili, contro El Tricolor dei festini, dei disagi, delle idiosincrasias. Macché, segna il giovane Hirving Lozano e in Messico viene un terremoto che squarta ogni ipotesi mondiale. Sarà la maledizione dei campioni in carica, sarà l'assenza di Mario Götze, sarà già una finale con la Svezia che a proposito gioca male, non segna mai, non ha Ibrahimovic e intanto è a 3 punti.

Belgio e Inghilterra: il girone delle ex-incompiute

Infine il girone delle belle incompiute: il Belgio lo ammiriamo da anni e i suoi talenti grezzi oggi sono dei bellissimi diamanti. Si chiamano De Bruyne, Carrasco, Hazard, Mertens, Lukaku... 3-0 a Panama e avanti un’altra, la Tunisia, verso l’attesissima Inghilterra. Questi inglesi... Loro sono sempre stati tra i favoriti dei Mondiali ma stavolta, come si diceva dei belgi duepuntozero, troppo giovani e troppo acerbi. In effetti i Tre Leoncini (Lingard, Stones e Dele Alli) sprecano di tutto con la Tunisia e l’assenza del VAR in Premier League miete subito vittime, però basta Harry Kane per un successo qui sì tutt’altro che scontato.

Harry Kane

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Bene così? Se noi italiani siamo nostro malgrado in cerca di una squadra per cui tifare, fra i colori del Senegal, l'onda lunga dell'Islanda europea, il rumore del Messico, la bellezza cristallina del Belgio o il fascino indiscreto dell'Inghilterra, eccoci un bell'imbarazzo della scelta dalla cronaca di questi primi momenti mondiali.

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