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Mondiali 2018, le 5 verità del 22 giugno: Douglas Costa fondamentale, l'Argentina è viva

Mondiali 2018, le 5 verità del 22 giugno: Douglas Costa fondamentale, l'Argentina è viva

Il 23/06/2018 alle 01:31Aggiornato Il 23/06/2018 alle 08:38

Il Brasile e Neymar hanno bisogno dell'ala della Juventus. L'Argentina é viva grazie alla Nigeria, ma ora deve batterla. La Serbia é la solita Serbia, la Svizzera ha carattere, l'Islanda ha buttato l'occasione della vita

1) Brasile, tanta fatica e una certezza: Douglas Costa deve giocare

Coutinho con la punta, Neymar a porta vuota. Il Brasile ha dovuto aspettare il 90' per abbattere il muro della Costa Rica. Un paio di grandi occasioni, troppi leziosismi, i tuffi di Neymar, un'enorme fatica per trovare la via del gol. Meglio nel secondo tempo, quando gli ingressi di Firmino e, soprattutto, Douglas Costa, hanno permesso ai verdeoro di trovare più volte quella superioritá numerica necessaria per creare crepe in muraglie difensive come quella costaricana. A tal proposito, Tite avrá capito che rinunciare al giocatore della Juventus non è una scelta azzeccata. Con lui in campo migliora anche il rendimento di Neymar. Auspicabile sia titolare nel match decisivo contro la Serbia.

Xherdan Shaqiri (Suisse)

Xherdan Shaqiri (Suisse)Getty Images

2) Svizzera mai doma: ora potrebbe anche vincere il girone

La prima vittoria in rimonta di questo Mondiale è svizzera. E non è un caso. La squadra di Petkovic si dimostra osso duro per chiunque. Ha tanti giocatori con un carattere di ferro, è organizzata, sa soffrire ed è sempre in grado di reagire. Ora, se arrivasse una vittoria con ampio margine contro la Costa Rica giá eliminata, potrebbe anche qualficarsi agli ottavi da prima del girone E. Un risultato straordinario. Mina vagante. E se solo avesse un attaccante degno di questo nome...

3) La solita Serbia che si scioglie sul più bello

In questi giorni, su diversi social sono imperversate frasi del tipo: "Ma se ci fosse ancora la Iugoslavia, potrebbe vincere il Mondiale a mani basse". Ok, vero che tra Oblak, Dzeko, Pjanic, Milinkovic, Kolarov, Mitrovic, Mandzukic, Modric, Rakitic, la squadra sarebbe molto forte, ma è altrettanto vero che i Paesi dell'est hanno l'innaturale capacitá di "buttarsi via" sul più bello. Alla Serbia sarebbe bastato non perdere con la Svizzera per rimanere in piena corsa qualficazione. E invece ha subito una rimonta, con tanto di gol in contropiede al 90', e ora dovrá battere il Brasile per continuare il suo sogno. Com'era? Se non ti complichi la vita, godi solo a metá...

Nigeria WM 2018

Nigeria WM 2018Eurosport

4) L'Argentina è viva: ringrazia la Nigeria e ora la deve battere

#Fiuuu direbbe Massimiliano Allegri. L'Argentina è viva e lotta insieme a noi. Dopo il 3-0 subito dalla Croazia se l'era vista brutta. Se l'Islanda avesse battuto la Nigeria, l'Albiceleste sarebbe stata davvero un passo dalla clamorosa eliminazione. E invece ora il destino è tornato nelle proprie mani. Basterá battere proprio la Nigeria (e sperare che l'Islanda non batta la Croazia) per avere chance di qualificazione. Certo, l'Argentina vista fin qui con la Nigeria potrebbe anche perdere. Ma sia mai che questa giornata sia d'ispirazione e di aiuto a Messi e compagni. Una Musa ispiratrice, insomma.

5) Islanda, che occasione persa: eliminazione a un passo

Un conto è difendersi e provare a colpire in contropiede. Un altro è dover fare la partita. E questa seconda ipotesi tattica non appartiene proprio all'Islanda. Colpita dalla Nigeria nello stesso identico modo in cui aveva colpito l'Argentina. Una gigantesca occasione persa e la sensazione che il primo Mondiale della storia islandese sia giá terminato qui. Bravi lo stesso, per caritá, ma qualche rimpianto ci sará.

Video - 'La Fiera dell'Est': Ahmed Musa, la freccia più velenosa della Nigeria

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