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Svizzera ai Mondiali 2018: rosa, giocatori da seguire, storia e prospettive

Svizzera ai Mondiali 2018: rosa, giocatori da seguire, storia e prospettive
Di Eurosport

Il 10/06/2018 alle 22:02Aggiornato Il 13/06/2018 alle 10:30

La scheda della Svizzera di Petkovic. Rosa, giocatori da seguire, storia e prospettive della squadra inserita nel Gruppo E insieme a Brasile, Serbia e Costa Rica.

  • Titoli: Argento ai Giochi Olimpici (1924, Parigi)
  • Ranking FIFA: 6°

Come si sono qualificati

La Svizzera è dovuta passare attraverso le forche caudine degli spareggi UEFA per staccare il pass per la Russia dopo aver chiuso il Gruppo B al 2° posto alle spalle del Portogallo (stessi punti, peggior differenza reti). Il doppio confronto con l’Irlanda del Nord è stato tiratissimo: 1-0 a Belfast grazie a un controverso rigore trasformato dal terzino sinistro del Milan Ricardo Rodriguez, 0-0 a Basilea tre giorni più tardi con salvataggio decisivo sulla linea di porta dello stesso Rodriguez.

La rosa

Portieri: Sommer (Borussia Mönchengladbach), Bürki (Borussia Dortmund), Mvogo (RB Lipsia); Difensori: Lichtsteiner (Juventus), Djourou (Antalyaspor), R.Rodríguez (Milan), Schär (Deportivo la Coruña), Lang (Basilea), Moubandje (Tolosa), Akanji (Borussia Dortmund), Elvedi (Borussia Mönchengladbach); Centrocampisti: Behrami (Udinese), Shaqiri (Stoke City), Gelson Fernandes (Eintracht Francoforte), Dzemaili (Bologna), G.Xhaka (Arsenal), Zuber (Hoffenheim), Freuler (Atalanta), Zakaria (Borussia Mönchengladbach); Attaccanti: Seferović (Benfica), Drmić (Borussia Mönchengladbach), Embolo (Schalke 04), Gavranović (Dinamo Zagrabia).

La stella: Granit Xhaka (Arsenal)

Granit Xhaka, 25enne passato dal Borussia Moenchengladbach all’Arsenal nell’estate del 2016 per la maxi cifra di 40 milioni. Il talentuoso mancino è il perno del centrocampo della Nazionale di Petkovic, anche se all’Arsenal lo svizzero non ha mantenuto del tutto le grandi promesse. Dopo una stagione in chiaroscuro con i Gunners all’orizzonte si staglia la ghiotta opportunità del grande riscatto con la maglia rosso-crociata.

Granit Xhaka

Granit XhakaImago

Il giovane che brillerà: Manuel Akanji (Borussia Dortmund)

Manuel Akanji, difensore centrale 22enne del Borrusia Dortmund schierato da Petkovic negli spareggi contro l’Irlanda del Nord. Il centrale ex Basilea – madre svizzera, padre nigeriano – pagato 21,5 milioni dal Dortmund si è fatto trovare pronto nel momento più delicato possibile e insieme al compagno di Nazionale Nico Elvedi (21enne del Gladbach) rappresenta un’alternativa credibile alla (ex?) coppia titolare formata da Schar e Djorou.

Manuel Akanji

Manuel AkanjiGetty Images

L’allenatore: Vladimir Petkovic.

Vladimir Petkovic, 53enne ex allenatore della Lazio con cui ha vinto una Coppa Italia nel 2013. Dopo l’esperienza in biancoceleste il tecnico bosniaco naturalizzato svizzero è passato alla guida della sua Nazionale succedendo al decano delle panchine Ottmar Hitzfeld. Il bilancio dei suoi primi quattro anni i gestione: ottavi di finale a Euro 2016 (sconfitta ai calci di rigore contro la Polonia) e qualificazione a Russia 2018 passando per gli spareggi.

Storia nella Coppa del Mondo

La Svizzera è all’undicesima partecipazione a una fase finale di un Mondiale, la quarta di fila. Quattro anni fa la Svizzera di Hitzfeld chiuse il proprio girone al secondo posto alle spalle della Francia poi fu eliminata dall’Argentina negli ottavi di finale in virtù di una rete al 118esimo di Angel Di Maria propiziata da una straordinaria progressione di Leo Messi. I quarti di finale raggiunti nel 1934, 1938 e 1954 rimangono il miglior risultato.

Messi, Shaqiri:Argentina-Svizzera, Brasile 2014

Messi, Shaqiri:Argentina-Svizzera, Brasile 2014LaPresse

Le ragioni per essere ottimisti

La compattezza e l’organizzazione di gioco rimangono le prerogative della Svizzera di “Vlado” Petkovic, non a caso chiamato il Dottore delle panchine. Pur prive di indiscusse stelle (un po’ sbiadita quella di Xherdan Shaqiri), la Svizzera è una squadra difficile da affrontare per chiunque, esperta nell’arte di “far giocare male” le avversarie. Dietro al Brasile può succedere di tutto e i rossocrociati hanno esperienza e cinismo per raggiungere gli obiettivi prefissati.

Calendario

  • 17 giugno: Brasile (20:00)
  • 22 giugno: Serbia (20:00)
  • 27 giugno: Costa Rica (20:00)

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