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Amnesty International accusa il Qatar: operai del Mondiale 2022 senza stipendio da 10 mesi

Amnesty International accusa il Qatar: operai del Mondiale 2022 senza stipendio da 10 mesi
Di LaPresse

Il 26/09/2018 alle 12:27Aggiornato Il 26/09/2018 alle 12:36

Secondo un rapporto stilato da Amnesty International, l'azienda metalmeccanica Mercury Mena, impegnata nella costruzione delle strutture per i Mondiali in Qatar del 2022, avrebbe smesso di pagare i propri dipendenti da mesi, rovinando la vita di migliaia di famiglie.

Decine di stranieri impiegati nei cantieri per il Mondiale 2022 in Qatar non sono stati pagati da mesi. È la denuncia presentata da Amnesty International in un rapporto.

L'organizzazione per i diritti umani afferma che lavoratori di Nepal, India e Filippine hanno 1700 euro di arretrati, non pagati dalla società metalmeccanica Mercury Mena. Una cifra che per alcuni dei lavoratori rappresenta l'equivalente di 10 mesi di stipendio. Amnesty sostiene che il mancato pagamento dei salari abbia "rovinato delle vite" e invita il governo del Qatar a pagare gli stipendi. L'organizzazione ha prodotto il suo rapporto dopo aver intervistato 78 lavoratori della compagnia, ma stima che potrebbero esserci centinaia di persone coinvolte. La Fifa ha prontamente commentato definendo il rapporto "fallace", e sostenendo che "non è in alcun modo collegato alla Fifa e ai Mondiali 2022".

Un'immagine renderizzata del nuovo stadio del Qatar

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Niente stipendi da febbraio 2016

Il ministero del lavoro del Qatar ha affermato che Mercury Mena non lavora più nel paese e che è in corso un'indagine con possibili conseguenze legali. Le pratiche messe in evidenza da Amnesty International "non sono tollerate dallo Stato del Qatar", ha spiegato ancora il ministero. Secondo Amnesty, la società incriminata ha smesso di pagare gli stipendi a febbraio 2016 e questo è continuato per più di un anno. L'organizzazione ritiene che il cosiddetto sistema "kafala" - che consente alle aziende di vietare ai propri dipendenti di cambiare datore di lavoro o di lasciare il paese senza il loro permesso - ha reso possibile lo sfruttamento dei dipendenti stranieri.

Le autorità del Qatar si difendono dicendo di aver fatto molti sforzi per migliorare le condizioni di lavoro dei lavoratori immigrati. Secondo Amnesty, alcuni lavoratori potevano lasciare il Qatar, ma solamente a proprie spese. Uno di loro, Ernesto, filippino, non ha ricevuto lo stipendio per quattro mesi e dice di essere più indebitato adesso di quando è arrivato nel Golfo. Alcuni nepalesi non pagati hanno dovuto ritirare i loro figli da scuola perché non possono permettersi le rette, ha aggiunto Amnesty International.

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