Nicola Sansone, “tedesco” ma con il cuore italiano

Nicola Sansone, “tedesco” ma con il cuore italiano

Il 27/11/2012 alle 18:17Aggiornato

Ha il senso del rigore tipico dei tedeschi, ma con in più il cuore caldo della Campania. Nicola Sansone, l'attaccante del Parma che ha impedito all'Inter di salire a -1 dalla Juventus capolista, è nato in Germania, a Monaco di Baviera, 21 anni fa, il 10 settembre del 1991.

I suoi genitori, però, sono italianissimi, originari di Novi Velia, un comune di neanche di 3mila anime in provincia di Salerno.

La sua educazione calcistica è completamente tedesca. Si forma nella scuola calcio dell'SV Neuperlach, ma a 10 anni è già inserito nelle giovanili del Bayern Monaco. Studia da attaccante esterno, le sue qualità nel gioco nello stretto sono da subito evidenti, così come si intuisce ben presto che il suo dribbling è decisamente più efficace di quello dei suoi compagni di squadra. Con lui, nel Junior Team del Bayern, c'è anche Roberto Soriano, altro italo-tedesco oggi alla Sampdoria.

La trafila nelle giovanili del Bayern Monaco è rapida, così come veloce è il suo modo di giocare e di trattare il pallone: Sansone, seconda punta o attaccante esterno non fa differenza, ha un'ottima tecnica di base e uno spiccato senso nell'inserimento con e senza palla. E se ci pensate bene, il suo gol contro l'Inter (ma anche quello con il Torino) è nato così. In Germania fa tutta la trafila con le squadre giovanili, ma al momento di passare definitivamente in Prima Squadra, Nicola rifiuta la proposta di contratto del Bayern. Troppa è la sua voglia di Italia, con cui nel frattempo ha già iniziato a giocare nelle Nazionali giovanili (Under 17, 18, 19, 20 e 21, dove l'esordio avviene con Ferrara).

A spuntarla, grazie soprattutto alla lungimiranza del direttore generale Pietro Leonardi, è il Parma, che fa firmare a Sansone un contratto di 4 anni con scadenza nel giugno del 2016. Appena rientrato in Italia, la società gialloblù lo manda però in Serie B a farsi le ossa: Crotone, con cui colleziona 35 partite realizzando 5 reti (più una in Coppa Italia) e dove gioca con un altro giovane di belle speranze, il romanista Florenzi, è la meta ideale per farlo crescere. Quindi il ritorno a Parma all'inizio di questa estate.

Nelle gerarchie di Donadoni, Sansone inizialmente viene dopo Amauri, Belfodil, Pabon e forse anche Palladino. Ma ben presto l'ex ct, che per lui non ha mai considerato l'idea di un secondo prestito, si convince che Nicola merita spazio. E il giovane attaccante ripaga la fiducia del suo tecnico con prestazioni sempre più convincenti, impreziosite da due gol contro Torino e Inter. La statura (175 cm di altezza) e il fisico minuto (appena 63 kg) non lo aiutano, ma è giovane e si farà. La strada sembra in discesa, Sansone ha tutte le credenziali per vincere la sfida che ha lanciato al grande calcio oltre 20 anni fa, partendo da Monaco di Baviera dove si è fatto calciatore e non ha mai smesso di sognare casa sua: l'Italia, il Paese che, grazie al Parma, finalmente ha ritrovato.

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