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Paradosso Pato: in Brasile non lo vogliono, ma il Chelsea fa sul serio

Paradosso Pato: in Brasile non lo vogliono, ma il Chelsea fa sul serio

Il 15/01/2016 alle 14:47Aggiornato Il 15/01/2016 alle 15:03

Fuori dai piani del Corinthians per un rapporto costo-rendimento insoddisfacente nonostante un buon 2015 in prestito al San Paolo, l'ex Milan continua a piacere in Premier League: i Blues possono essere l'occasione giusta per uscire da un limbo che dura ormai da troppo tempo

Per capire cosa pensino al Corinthians di Alexandre Pato, basta dare un'occhiata al titolo di un post pubblicato su un blog del portale brasiliano 'Globoesporte' nella sezione dedicata alla squadra: "Siamo ostaggi di Alexandre Pato". Eloquente. Perché è proprio così che si sentono, al Timão: ostaggi di un rendimento altalenante e ostaggi, soprattutto, di uno stipendio principesco di cui il club paulista sta cercando in ogni modo di liberarsi. Eppure, le pretendenti all'ex attaccante del Milan sembrano non mancare: proposte sono arrivate dalla Cina ma anche dall'Inghilterra, dove in queste ore si stanno intensificando i dialoghi con il Chelsea.

Agente a Londra per trattare

Il paradosso è questo: visto con sfavore in patria, nonostante segni di risveglio evidenti nell'ultimo campionato (il secondo giocato in prestito al San Paolo, prima del ritorno alla casa madre), Pato ha ancora parecchi ammiratori in Europa. L'ultimo, come detto, è il Chelsea: secondo 'ESPN', l'agente Gilmar Veloz è a Londra addirittura per provare a chiudere, versione confermata da più di una fonte brasiliana. Ma contatti, meno approfonditi, c'erano stati anche con il Liverpool nelle scorse settimane, nonostante smentite su smentite. Insomma, a 26 anni compiuti lo scorso 2 settembre e nel bel mezzo di una carriera diventata improvvisamente "normale", per l'ex milanista possono aprirsi nuovamente le porte dell'Europa.

"Se rimarrà, si prepari a soffrire"

Al Corinthians, del resto, non è più aria. Pato non è stato incluso tra i convocati per la Florida Cup, torneo-evento in programma in questi giorni negli Stati Uniti, e il club spera di trovare presto un acquirente che possa accollarsi i 9,6 milioni di reais annuali (circa 2 milioni di euro) stipulati nel 2013, al momento del ritorno in patria del giocatore dal Milan. Tre anni fa il Timão si è svenato, sborsando 40 milioni di reais. Cifra enorme mai ripagata da Pato, inviso ormai sia alla tifoseria che alla dirigenza. Soprattutto dopo il gran rifiuto a un'offerta monstre proveniente dalla solita Cina, dal Tianjin Quanjian (seconda divisione...): un no secco, per paura di finire nelle retrovie del calcio che conta, che ha fatto sbottare l'ex presidente Andres Sanchez: "Se rimarrà al Corinthians, si prepari a soffrire".

Miraggio Seleção

È questo lo strano percorso di un fiore sbocciato prestissimo nell'Internacional (titolare nel Mondiale per Club 2006, a 17 anni appena compiuti, contro il Barcellona di Ronaldinho) ma incapace di sfruttare la chance offertagli dal Milan, tra muscoli di seta e incostanza. Il ritorno in Brasile sembrava poter rappresentare un nuovo inizio, ma il campo ha detto tutt'altro. Il 2015 non può definirsi deludente, a dire il vero: 10 gol, un gran feeling con il colombiano Osorio (secondo dei 4 allenatori succedutisi sulla panchina del San Paolo), più di un lampo da esterno offensivo mancino di un 4-2-3-1. Nulla, però, è servito per riconquistare la nazionale e a interrompere un'assenza che si protrae ormai dai 2013. Ora, il Chelsea: oggi qualcosa più di un'ipotesi, domani - chissà - un'occasione concreta per uscire dal limbo.

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