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Raccattapalle, psicologia e... Peaky Blinders. Così Mou ha riconquistato Londra in quattro giorni

Raccattapalle, psicologia e... Peaky Blinders. Così Mou ha riconquistato Londra in quattro giorni

Il 27/11/2019 alle 15:20Aggiornato Il 27/11/2019 alle 16:01

L'allenatore portoghese si è presentato sulla panchina del Tottenham con due vittorie nelle prime due uscite. La rivoluzione dell'ambiente Spurs è l'ennesima sfida nella carriera dello Special One. Con quali armi se la giocherà questa volta?

“Come rivoluzionare uno spogliatoio in crisi, una tifoseria delusa e un club in caduta libera in quattro giorni. Dirige l’orchestra Daniel Levy. Canta Josè Mourinho”. Lo Special One è tornato, questa volta sulla panchina del Tottenham, e lo ha fatto con due vittorie importanti: in Premier League contro il West Ham e in Champions, il suo pane, in rimonta contro l’Olympiakos.

Il debutto a New White Hart Lane, come ci si poteva aspettare, ha regalato momenti esilaranti, come l’incontro nel pre-partita tra Mou e Paul Anderson, uno dei protagonisti della serie tv Peaky Blinders, e altri commoventi e ci ha restituito un’immagine dell’allenatore portoghese diversa, se possibile più umana, rispetto a quella dell’ultima esperienza allo United, come se gli undici mesi di pausa forzata dal calcio abbiano cambiato qualcosa nel suo approccio comunicativo con stampa e giocatori. Quel che è rimasto, invece, è il suo calarsi nella parte perfettamente, l’essere camaleontico e autoritario allo stesso tempo. Se ne necessario sfociando nell'opportunismo, nel senso buono del termine.

Mou con il raccattapalle "eroe" di Tottenham-Olympiakos

Mou con il raccattapalle "eroe" di Tottenham-OlympiakosGetty Images

L’occasione per entrare nei cuori dei tifosi Spurs si presenta appena dopo il pareggio del 2-2 del solito Harry Kane. L’azione è innescata dal passaggio con le mani di un giovane raccattapalle che in tempo record porge il pallone a Aurier per la rimessa laterale che si rivela poi decisiva a spiazzare la difesa greca. Cosa si inventa Mou per festeggiare? Corre a ringraziare il raccattapalle: prima gli dà il cinque e poi lo abbraccia calorosamente. Le telecamere lo inquadrano, lui lo sa. Tutti lo sanno. Non è Truman Show, ma il gesto è spontaneo ed è quello che conta. In conferenza stampa rincara la dose:

" Adoro i raccattapalle intelligenti. Io ero un ottimo raccattapalle quando ero giovane e quel ragazzino lo è. Capisce come funziona il calcio, alla fine ha fatto un assist. Ho anche cercato di invitarlo nello spogliatoio a fine partita, ma è sparito."

Video - Mourinho ringrazia il raccattapalle: "Capisce il gioco, volevo invitarlo a festeggiare con noi"

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Un rapporto, quello con i ragazzi a bordocampo, che ritorna più volte nella carriera di Josè. Ai tempi di Manchester aveva chiesto al club raccattapalle più “smaliziati” per riprendere velocemente il gioco, un po’ come fece Luciano Spalletti alla Roma. Nel marzo 2014, invece, riprese un raccattapalle “furbetto” del Crystal Palace che contro il suo Chelsea aveva cercato di perdere minuti preziosi. Dimostrazione di quanto i dettagli, anche quelli all'apparenza più irrilevanti, per lui facciano la differenza.

Passato e presente del Tottenham in una foto

Passato e presente del Tottenham in una fotoGetty Images

Un’altra lezione che il nuovo Mou ha ereditato dal vecchio è tirare fuori il massimo da ogni giocatore e far sentire tutti dannatamenti importanti. Lo sa bene l’Inter: l’abbraccio con Materazzi dopo la finale vinta contro il Bayern nei parcheggi del Bernabeu spiega questo lato del suo carattere meglio di qualsiasi parola. Al Tottenham il suo obiettivo è stato, fin dai primi allenamenti, Dele Alli. “Non posso essere il solo a pensare che Mourinho sia sopravvalutato e arrogante. Per fortuna non dovrò mai lavorare con lui." - ciò che pensava l’inglese nel 2012. “Sei Dele Alli o sei suo fratello? – il primo approccio dello Special One all’Enfield Training Centre la scorsa settimana. Il risultato? Dopo un inizio di stagione con più luci che ombre, a causa anche di infortuni, il centrocampista è stato uno dei protagonisti delle prime due uscite del nuovo Tottenham con un assist (da disteso) in campionato e un gol in Coppa. Il Mou psicologo colpisce ancora.

Il saluto di Mourinho e Dele Alli in Tottenham-Olympiakos

Il saluto di Mourinho e Dele Alli in Tottenham-OlympiakosGetty Images

Ma ciò che ha stupito di più i tabloid inglesi è stato il trattamento riservato a Eric Dier nel post partita di Tottenham-Olympiakos, il vero elemento di rottura nella gestione dello spogliatoio rispetto al passato. L'episodio è accaduto al 29': il lusitano ha deciso di effettuare una sostituzione, togliendo il centrocampista britannico per inserire Eriksen, scelta che alla fine ha pagato. Appena arrivato ai microfoni di BT Sport, Mou ha voluto scusarsi con Dier, mettendo a nudo le sue emozioni con la stampa. Come a dire: "Adesso vi stupisco per la 1000esima volta". D'altronde la sua imprevedibilità, chiedersi "Cosa avrà ancora da inventare?" è ciò che ci ha sempre fatto amare il suo personaggio su qualunque panchina si sia seduto. E l'augurio è che non smetta mai di essere così.

" La prima cosa che ho fatto negli spogliatoi è stato scusarmi con lui. Non è mai facile per un giocatore, ma nemmeno per lo staff di allenatori. È stata una scelta per la squadra perché avevamo bisogno di una soluzione differente. Stavamo perdendo 2-0, loro erano chiusi molto bene e io avevo bisogno di un secondo uomo con Dele Alli che andasse dentro le linee. La scelta era fra Eric Dier e Harry Winks, ma è stata una decisione difficile."
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