LaPresse

Presidente, allenatore, giocatore e nome della sua squadra: la nuova vita di Kallon

Presidente, allenatore, giocatore e nome della sua squadra: la nuova vita di Kallon

Il 20/01/2017 alle 17:22Aggiornato Il 21/01/2017 alle 23:09

La missione parallela dell'ex nerazzurro che sta dando anima e corpo per far crescere il calcio in Sierra Leone: "Lo faccio per dare un futuro ai ragazzi del mio paese, togliendoli dalla strada, strappandoli alla fame, aiutandoli a emergere in uno Stato difficile ma che amo tanto".

Non è egocentrismo quello di Mohamed Kallon, come da molti è stato definito. Certo, essere proprietario di una squadra che porta il suo nome (l'Fc Kallon), allenatore e, in alcuni casi, giocatore, potrebbe suggerire una mania di protagonismo fuori dal comune.

Ma il tempo è galantuomo e gli ha dato ragione quando, a tutti, ha detto: "No, non lo faccio per me. Ma solo per dare un futuro ai ragazzi sierraleonesi, togliendoli dalla strada, strappandoli alla fame, aiutarli ad emergere in uno stato difficile ma che amo tanto. Sento che restituire qualcosa, sia un dovere da cui la mia vita non può prescindere".

An athlete from Sierra Leone (L) carries his national flag (AFP)

An athlete from Sierra Leone (L) carries his national flag (AFP)AFP

Un paese perennemente in ginocchio

L'ex attaccante classe 1979 dell'Inter (e Reggina, Vicenza, Genoa, Cagliari e Bologna) è l'anima della concretezza nel calcio della Sierra Leone, dopo esserne stato il simbolo per eccellenza. In un paese devastato dalle guerre civili e facente di quell'Africa messa in ginocchio dal virus Ebola. E tutto questo in un irrimediabile contesto di povertà estrema. Che si percepisce ovunque, lungo le strade battute del Paese: dalla capitale Freetown a tutto l'entroterra.

Sierra Leone's national side pose before their FIFA 2014 World Cup qualifying match against Tunisia (AFP)

Sierra Leone's national side pose before their FIFA 2014 World Cup qualifying match against Tunisia (AFP) AFP

La promessa di Mimmo Kallon: "Toglierò tanti giovani dalla strada e dallo stato di povertà"

E Mohamed, insieme al fratello Musa - di cui ha preso il posto in panchina (i due si alternano in continuazione) nonché detentore del record di presenze nella nazionale delle "Leone Stars" - ha cresciuto e lanciato giovani nel calcio europeo di medio livello. In Svezia, nella maggior parte dei casi, paese che intrattiene i rapporti calcistici più fitti con il paese dell'Africa occidentale per una tradizione aperta dal coach giramondo Roger Palmgren, che subito dopo aver guidato la Primavera dell'Arezzo nel 1993-94, fu nominato commissario tecnico della Sierra Leone.

Qui aiutò otto giocatori della nazionale a trovare squadra nel paese scandinavo, aprendo ufficialmente il flusso di trasferimenti da Freetown a Stoccolma, attivo ancora oggi. Al Kallon crebbero Mohamed e Teteh Bangura, che nel 2011 formò la curiosissma coppia d'attacco di omonimi (e coetanei, classe 1989) sierraleonesi dell'Aik Stoccolma. Curiosa ma estremamente prolifica, con 24 gol in due. Un'esperienza che valse a Mohamed la chiamata al Celtic Glasgow sotto indicazione di Henrik Larsson e a Teteh quella al Bursaspor, in Turchia.

Mohamed Bangura during a SPL match at Parkhead Stadium

Mohamed Bangura during a SPL match at Parkhead StadiumReuters

Tutti gli uomini di presidente

Ma ce ne sono altri, di giocatori lanciati dall'Fc Kallon, che prese questa denominazione nel 2003 dopo che Mohamed spese 30mila dollari per comprare i Sierra Fisheries, precedente nome del club di Freetown. In pratica, sono quasi tutti i giocatori della nazionale che hanno trovato un posto in Europa: c'è Alusine Kamara (anch'egli classe '89, ex Syriansjka), detto "Baggio" in patria, per le sue attitudini da trequartista, e poi Khalifa Jabbie (centrocampista dello Sheriff Tiraspol in Moldavia), il terzino destro del '92 Mohammed Kamanor (tornato in squadra dopo le esperienze svedesi all'Umeå e al Djurgardens), la punta del '93 detto "Crespo" Alhassan Kamara, ex Aik e Örebro, ora all'Häcken. E, ancora, Kei Kamara, 32 anni, ex attaccante di Middlesbrough e, ora, in MLS col New England Revolution; Ibrahim Koroma, difensore 27enne dell'Husqvarna, il centrocampista difensivo Mohamed "Medo" Kamara ('87) ex Partizan Belgrado e Bolton, insieme all'ala sinistra Sheriff Suma, che ha speso una buona fetta di carriera tra Svezia e Turchia.

Kei Kamara of the Columbus Crew SC celebrates after defeating the New York Red Bulls in Ohio

Kei Kamara of the Columbus Crew SC celebrates after defeating the New York Red Bulls in OhioAFP

Da Rodney Strasser al nipote Issa

Tutti si ricorderanno, poi, di Rodney Strasser, ex Milan, Lecce e Livorno. E ora finito alla Lupa Castelli in Lega Pro. Il Milan, nel 2003, reclutò anche uno dei cugini di Kallon, Mohamed Sesay, ala destra dell'84 evidentemente non adatta al mondo dei professionisti. DOpo un esperimento al Monza, si perse poi tra i dilettanti, fino all'odierno tesseramento col Tagliacozzo in Prima categoria abruzzese. Ma è un altro parente di Kallon che sta crescendo alla grande: Issa Kallon, classe '96, di cui Mohamed è lo zio. Esterno offensivo brevilineo e scattante, si sta mettendo in luce all'Emmen, in Olanda, in cui è nato e cresciuto. Molto bene, fino ad aver fatto tutta la trafila delle nazionali dei tulipani. Starà a lui, ora, decidere quale selezione rappresentare tra i grandi. Se proseguire in Orange o scegliere - come i tanti casi testimoniati dalla Coppa d'Africa attualmente in corso - quella dei propri padri.

La lotta "contro il palazzo" di Mohamed

Intanto il lavoro di Mohamed Kallon continua. In barba alle elezioni di presidente della federcalcio sierraleonese, perse nel 2013 a beneficio dell'attuale presidentessa Isha Tejan-Cole, meglio nota come Isha Johansen, dopo il suo matrimonio col console norvegese in Sierra Leone Arne Birger Johansen. Il caos Blatter doveva ancora essere scoperchiato, lei vinse come "donna di fiducia", di un sistema dalle trame ben ricamate. Isha è infatti succeduta sul cadreghino di un amico intimo del padre, Nahim Khadi: insieme fondarono gli East End Lions, la squadra "del palazzo" in Sierra Leone, contro cui lotta proprio l'FC Kallon.

"Mimmo" (come lo chiamavano i tifosi nerazzurri), acclamato a furor di popolo, venne "fatto fuori" - come ha più volte denunciato lo stesso Kallon - con la scusa di non avere più residenza in Paese, per quanto Isha sia cresciuta a Yeovil, in Inghilterra, e poi nella "Londra Bene" di Chelsea e l'abitazione di Freetown sia solo di pura facciata. Morale della favola? Isha, anch'essa fondatrice nel 2004 di un'accademia per bambini - l'Fc Johansen, fu incarcerata (e poi liberata) insieme al vicepresidente Brima Mazola Kamara e al segretario generale Cristopher Kamara con l'accusa, da parte della Commissione Anticorruzione del tribunale del paese africano, di non aver consegnato i libri contabili per un controllo. Fatto a cui segui una lettera della Fifa in cui si attestava che non ci fosse alcuna ragione di sospettare di lei e dei suoi funzionari. Kallon, intanto, che nell'era post-Blatter è nominato selezionatore della Nazionale Under 17 della Sierra Leone, continua a lanciare giovani calciatori dando loro una speranza. Concreta.

Mohamed Kallon ai tempi dell'Inter (LaPresse)

Mohamed Kallon ai tempi dell'Inter (LaPresse)LaPresse

0
0