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Il Modena nel caos: salta la sfida al Braglia col Mestre e i tifosi fanno il funerale

Il Modena nel caos: salta la sfida al Braglia col Mestre e i tifosi fanno il funerale

Il 02/10/2017 alle 09:18Aggiornato Il 02/10/2017 alle 14:11

Domenica agonizzante quella che hanno dovuto vivere i giocatori e tifosi del Modena, che non hanno potuto disputare la partita casalinga contro il Mestre a causa della scelta dell'amministrazione di non aprire lo stadio Braglia al club insolvente presieduto da Antonio Caliendo. Per il sodalizio gialloblù si profila la prima sconfitta a tavolino della storia e una probabile esclusione dalla Serie C

105 anni di storia umiliati nel modo peggiore. Il Modena Calcio, ieri pomeriggio contro il Mestre, ha vissuto probabilmente la domenica più complicata ed amara della sua storia sportiva. Il sodalizio emiliano ieri non è scesa in campo contro il Braglia, incassando la prima sconfitta a tavolino della sua ultracentenaria storia. I canarini avrebbero dovuto disputare il match con il Mestre, nella sfida della sesta giornata del girone B di Serie C, ma la partita non si è potuta giocare per la mancanza di un campo di gioco. I gialloblù in settimana erano stati ufficialmente sfrattati dal Braglia dalla giunta comunale, dopo che il presidente Antonio Caliendo non aveva saldato i suoi debiti con l’amministrazione, inerenti appunto la gestione dello stadio cittadino e che ammontano a circa 625 mila euro.

Dopo aver inutilmente chiesto ospitalità a Forlì, i ragazzi di mister Eziolino Capuano hanno dovuto espletare la triste formalità di presentarsi allo stadio, dove era programmata la partita, assieme all’arbitro e ai giocatori del Mestre che si sono portati a casa i tre punti senza nemmeno giocare.

Fuori dallo stadio intanto montava la rabbia e la frustrazione di un pubblico, abituato a ingoiare bocconi amari, ma stanco di essere preso in giro. Circa 400 tifosi della curva dopo aver riservato cori di scherno nei confronti di Caliendo, Roberto Casari (colui che nel 2012 scelse di consegnare la società nelle mani di Caliendo e non a quello di Stefano Bonacini, numero uno del Carpi che è solidamente in Serie B dopo essere stato in Serie A, ndr) e contro il Comune hanno inscenato un vero e proprio funerale con tanto di bara gialloblù coi colori gialloblù e il simbolo del Modena portata a spalla dal corteo di tifosi lungo viale Monte Kosica. Un funerale in pieno stile in attesa di una esclusione dal campionato che appare inevitabile se non ci sarà nelle prossime settimane un cambio di proprietà, che allo stato attuale appare improbabile.

I calciatori del Modena: "Pretendiamo chiarezza e rispetto"

"I calciatori del Modena comunicano di non voler entrare nel merito delle responsabilità di una situazione paradossale. Al momento non interessa cercare un colpevole ma vogliamo giocare ed essere tutelati da chi dovrebbe metterci in condizioni di poter svolgere dignitosamente il nostro lavoro nel rispetto delle regole". E' il messaggio dei giocatori della squadra emiliana a proposito delle difficoltà che stanno riscontrando in campionato. Ieri i 'canarini', ultimi nel Gruppo B di Serie C e con ancora zero punti, avrebbero dovuto affrontare il Mestre ma la partita non si è potuta giocare per la mancanza di un campo di gioco. "Chiediamo a gran voce chiarezza e rispetto!", si legge. "Sollecitiamo l’aiuto dell’Assocalciatori e della Lega che organizza il campionato di poter risolvere urgentemente questa vicenda, dandoci le dovute garanzie. Siamo solo all’inizio di questo torneo e vorremo potercelo giocare fino in fondo”, concludono i giocatori gialloblù.

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