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Il Ciad non ha soldi per la trasferta in Tanzania: a farne le spese è la Nigeria, eliminata!

Ciad senza soldi non va in trasferta, ma a farne le spese è la Nigeria!

Il 05/04/2016 alle 15:33Aggiornato Il 05/04/2016 alle 16:31

Altra vicenda choc per la Caf dopo la rinuncia di ospitalità del Marocco nel 2015 e il cambio sede per l'edizione 2017 dalla Libia al Gabon: la federcalcio ciadana rinuncia alla trasferta in Tanzania a causa delle "condizioni di povertà del paese". La squadra viene eliminata e i punti contro di essa, invalidati. A farne le spese, Obi Mikel e compagni, tagliati fuori dalla fase con largo anticipo..

Non è bastata la rinuncia del Marocco nel 2015 per i timori di contagio di Ebola e il nuovo cambio di sede - dalla Libia al Gabon - per l'edizione 2017: la Coppa d'Africa ha dovuto fare i conti, in quest'ultima tornata di match internazionali di qualificazione al torneo, con un nuovo caso scottante, che ha riguardato la nazionale del Ciad (timonata dal camerunese ex Salernitana Rigobert Song) e mandato su tutte le furie i vertici della Federcalcio nigeriana, che per la seconda volta consecutiva sarà clamorosamente esclusa dalla rassegna continentale. Questa volta, però, non per "meriti propri"...

Nigeria eliminata: secondo posto off-limits

Anzitutto, un doveroso incipit sul regolamento: sono 13 i gruppi (da 4 squadre ciascuno) in cui ci si sta giocando il pass per il Gabon: passano le nazionali che ottengono il primo posto, il Gabon organizzatore (che gioca fuori classifica nel gironcino della Costa d'Avorio), più 2 tra le migliori seconde. Piazzamento che la Nigeria contava di raggiungere, specie dopo il mezzo passo falso in Tanzania, 0-0 nella seconda giornata, costato molto caro per via della presenza ingombrante, nel gruppo G, dell'Egitto di Héctor Cuper. E' successo, invece, che nella quarta giornata dello scorso 28 marzo i Sao (così come vengono chiamati i giocatori ciadani, ricordando l'antico popolo originario del territorio), in Tanzania - dopo aver perso 1-0 il match casalingo - non sono andati "per carenza di fondi" e la Federcalcio Africana (Caf) li ha cancellati dalla competizione, annullando i match disputati in precedenza e i punti conquistati negli scontri diretti. Così, riducendo il gruppo a sole tre contendenti, è rimasto un solo posto a disposizione, il primo, per la qualificazione. A farne le spese peggiori, come detto, i vicini di casa della Nigeria, vittoriosi 2-0 contro il Ciad nel match casalingo della prima giornata del raggruppamento. L'Egitto, impostosi 3-0 contro la Tanzania, non si è quindi dovuto preoccupare dell'invalidamento del successo per 5 a 1 ottenuto a N'Djamena nella seconda giornata: la decisione di annullare i punti ottenuti contro la selezione di Song, infatti, è arrivata l'indomani dello scontro diretto tra Nigeria ed Egitto, disputatosi lo scorso 25 marzo e conlusosi sull'1-1. Va da sé che i nigeriani, ritrovatisi a quota 2 punti, avevano una sola alternativa: andare a vincere al "Borg El Arab Stadium" di Alessandria. Cosa che non è accaduta: i faraoni si impongono 1-0 e tanti saluti, con largo anticipo, alla fase finale.

Solidarietà nei confronti dei giocatori locali

Una vera beffa per Obi Mikel e compagni, vittime sacrificali di una scelta "tranchant" che i giocatori ciadani, sembra meditassero da tempo. "Volevano decurtarci il gettone di convocazione (si parla di 800 euro): metà dei soldi avremmo dovuto versarli per pagarci il viaggio e lo scalo ad Addis Abeba. Così abbiamo rinunciato, tutti insieme". A spiegare i retroscena ad Eurosport, il difensore Asselmo Massama Kiliouto, che in Gabon gioca per la propria squadra di club, l'Olympic de Menji: "E' stata una scelta di gruppo e di solidarietà per i compagni di squadra che giocano nel campionato locale: in Gabon si vive abbastanza bene e lo stipendio medio mensile si aggira sui 2mila euro. Per loro, invece è diverso: in Ciad fanno fatica a raggiungere i 300 euro e i bonus-Nazionale sono molto importanti, anche per le famiglie da mantenere".

Le accuse alla federcalcio ciadana di ruberia

La solidarietà è giunta, ovviamente, anche da chi ha avuto una carriera europea di discreto successo, come il mediano del Levadiakos (Grecia) Azrack-Yassine Mahamat, oppure l'attaccante del Montpeiller Casimir Ninga: entrambi, a causa di ritardi nella prenotazione del biglietto, si sono ritrovati a N'Djamena un giorno prima della partita casalinga contro la Tanzania: "Il fatto è che i nostri dirigenti si sono mangiati tutti i soldi messi a disposizione dallo stato: se li intascano e li usano per gli affari propri", come "mandare a studiare i propri figli all'estero", ha aggiunto invece, fumantino, il portiere Mahamat Labbo davanti ai taccuini della testata Jeune Afrique. La lettera inviata dal presidente della federcalcio ciadana (FTFA) Moctar Mahamoud appare commovente e chiede comprensione, per la "congiuntura economica disastrosa" cui deve far fronte il paese: "Falso - afferma perentorio Massama Kiliouto - Il Ciad è certamente povero ma non così tanto da non potersi permettere una trasferta a Dar Es Salam. I fondi c'erano ed erano stati versati dallo Stato". Tra l'altro , a quanto pare, la Nigeria "si sarebbe offerta di aiutarci nel sostenere la trasferta in Tanzania, ma i nostri dirigenti si sono ben guardati dal dire, per tempo, che non ci sarebbero stati i fondi necessari. Anche noi giocatori l'abbiamo saputo all'ultimo momento".

Oltre il danno, la beffa

Tra le altre sanzioni comminate dalla Caf, una multa salatissima di 20mila dollari da pagare (vien da chiedersi, a questo punto, come), il fatto che Ciad non potrà partecipare alle qualificazioni della Coppa d'Africa 2019: il primo match ufficiale, i Sao, potranno giocarlo nel 2020, in occasione dei match eliminatori ai Mondiali 2022 del Qatar. In quelli di Russia 2018, invece, lo scorso novembre, i ciadani stavano per scrivere una pagina storica dopo la vittoria nella gara di andata (pre-girone) proprio contro l'Egitto di Cuper, sconfitto 1-0 con rete di Ezechiel Ndouasel, attaccante dei tunisini del Club Sportif Sfaxien. Vicenda tragicomica in occasione della gara di ritorno (persa 4-0), in cui i dirigenti prenotano il volo in ritardo coi giocatori, giunti ad Alessandria d'Egitto un'ora prima del match, costretti a cambiarsi in aeroporto.

#ACauseDuPetrol

In una N'Djamena in fibrillazione, la frase "per colpa del petrolio", è un tormentone da anni. E fotografa, essenzialmente, la non quantificabile perdita di vite umane dei ragazzi impiegati nelle guerre in Mali, Repubblica Centrafricana, Libia e, Nigeria, in quest'ultimo caso, contro i jihadisti di Boko Haram. Tutto con lo scopo recondito di difesa dei giacimenti petroliferi nell'area centrafricana sotto l'egida del presidente Idriss Déby Itno, guida dell'Unione Africana e capo del Ciad dal 1990 ad oggi. E che nel 2006 si oppose alla compagnia malese Petronas, accusandola di versare le "briciole" all'erario ciadano, straguadagnando nell'estrazione dell'oro nero. Ebbene, in Ciad è pressante anche la teoria complottistica secondo cui Déby si tenga i soldi destinati allo sport per finanziare la propria campagna elettorale. Il prossimo 10 aprile, nel paese, ci saranno le elezioni presidenziali: 14 i candidati, un vincitore già noto. Come spesso accade, in Africa. In cui calcio, tensione e guerre vanno costantemente a braccetto.

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