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Dal 104° posto nel ranking FIFA alla Coppa d'Africa, la storica prima volta della Mauritania

Dal 104° posto nel ranking FIFA alla Coppa d'Africa, la storica prima volta della Mauritania

Il 22/11/2018 alle 22:15Aggiornato Il 22/11/2018 alle 23:15

Straordinaria impresa dei Mourabitounes, che dopo la vittoria contro il Botswana, accedono in maniera storica alla fase finale di un torneo internazionale. Merito di un giovane presidente federale, Ahmed Yahya, che ha puntato sulle accademie e su una vecchia volpe del calcio francese come il ct Corentin Martins. In un paese, tuttavia, in cui oltre il 75% della popolazione vive in totale povertà.

Mourabitounes . Si chiamano così i calciatori della della nazionale mauritana, in onore della vecchia dinastia berbera degli Almoravidi. Ma è anche la parola che, più di tutte, viene urlata al cielo in questi giorni lungo le strade di Nouakchott, mai così in delirio: la Mauritania si è classificata per la prima volta alla Coppa d'Africa. Questo, dopo l'ultima vittoria - per 2-1 - conquistata allo stadio Olimpico della capitale atlantica sulle note di "We are the champions" dei Queen.

Mai, fino ad allora, la formazione gialloverde (da qualche tempo con inserti rossi per via del recente cambiamento post referendum della bandiera) si era cimentata nella fase finale di una competizione internazionale, fatta eccezione per il campionato delle nazioni africane, il torneo "B" della più prestigiosa Coppa d'Africa, in cui le selezioni si compongono di giocatori che militano esclusivamente nelle squadre di club africane.

Delirio a Nouakchott: il calcio che fa dimenticare, per un attimo, la povertà estrema

Un successo giunto con una giornata di anticipo, nel gruppo I: in 5 partite, 12 punti conquistati al cospetto di Angola, Burkina Faso (grande favorita) e, appunto, Botswana. In un paese fatto di deserto e oceano, in cui il 75% delle persone vive al di sotto della soglia della povertà e che prende come riferimento il Marocco come stato in cui migrare per cercare di migliorare le proprie condizioni di vita.

La pesca. E poi, solo deserto

L'unica, vera, fonte di sostentamento a queste latitudine è la pesca intensiva, per la quale si sono raggiunti accordi economici con la solita Cina (padrona, ormai di buona parte del continente africano): proviene dalle coste mauritane e senegalesi, infatti, la maggior parte del pesce che si mangia nei ristoranti giapponesi e cinesi. Anche in Italia. Uno stato, in cui la schiavitù è stata abbandonata solo nel 1961, governato dalla controversa figura del presidente Mohamed Ould Abdel Aziz, che in data 5 agosto 2017 ha indetto un più che discusso referendum, che ha avuto come risultante quella dell'abolizione del Senato (considerato un intralcio all'amministrazione) e la modifica della bandiera.

Novembre 2018, stadio Olimpico di Nouakchott: l'esultanza della Mauritania dopo i gol di Ismaël Diakité durante il match vinto 2-1 contro la Botswana, valso la qualificazione alla Coppa d'Africa 2019 (facebook)

Novembre 2018, stadio Olimpico di Nouakchott: l'esultanza della Mauritania dopo i gol di Ismaël Diakité durante il match vinto 2-1 contro la Botswana, valso la qualificazione alla Coppa d'Africa 2019 (facebook)facebook

Al campo verde con stella e mezzaluna gialle, sono state aggiunte, alle estremità del drappo, due strisce rosse che richiamano il sangue versato dai soldati mauritani nella conquista dell'indipendenza dalla Francia. Una nazione in cui i livelli di guardia internazionali restano alti per via dell'attività del gruppo terroristico di stampo jihadista "al-Murabitun". E' inoltre qui che, dieci anni fa, 4 turisti francesi vennero uccisi inducendo l'organizzazione rallystica della Parigi-Dakar a trasferire tutto in Sudamerica.

Nouakchott, match di qualificazione alla Coppa d'Africa 2019 Mauritania-Botswana: da sinistra, il capitano della Mauritania Bessam, il presidente della federcalcio mauritana Ahmed Yahya e il presidente della Mauritania Mohamed Ould Abdel Aziz (facebook)

Nouakchott, match di qualificazione alla Coppa d'Africa 2019 Mauritania-Botswana: da sinistra, il capitano della Mauritania Bessam, il presidente della federcalcio mauritana Ahmed Yahya e il presidente della Mauritania Mohamed Ould Abdel Aziz (facebook)facebook

Dagli investimenti di Yahya all'estro di Martins, nuovo "Stregone bianco"

Ma, di tutto ciò, il timoniere della nazionale non vuole sentir parlare. E' il commissario tecnico Corentin Martins, francese classe 1969, ex centrocampista dell'Auxerre (di cui è stato capitano e con cui ha vinto campionato e coppa nel 1996), Brest e Deportivo La Coruña. Quattordici, inoltre, le presenze da calciatore nella selezione d'Oltralpe, anche se nel suo periodo più buio, all'epoca del Mondiale mancato (il secondo consecutivo) a Usa 1994. C'è chi l'ha già definito l'erede dello "stregone bianco" Claude Le Roy, anche per una certa somiglianza fisionomica, al netto della differenza d'età.

A sinistra, Corentin Martins, il commissario tecnico della Mauritania che ha conquistato la qualificazione alla Coppa d'Africa 2019 (facebook)

A sinistra, Corentin Martins, il commissario tecnico della Mauritania che ha conquistato la qualificazione alla Coppa d'Africa 2019 (facebook)facebook

La sua è stata un'autentica impresa: portare la Mauritania, 104esima del ranking Fifa (da cui aveva subito una dolorosa squalifica dal 2008 al 2012 a causa di una rivedibile gestione dei fondi economici), alla fase finale di una competizione internazionale. In carica dal 2014, Martins ha lavorato, preteso e ottenuto investimenti dal giovane presidente della federcalcio mauritana Ahmed Yahya, abile a coinvolgere nelle spese la compagnia telefonica "Mauritel" e che si è impegnato nella costruzione di un centro federale all'avanguardia e accademie in cui far crescere le giovani promesse.

Novembre 2018, stadio Olimpico di Nouakchott: un momento del match di qualificazione alla Coppa d'Africa 2019 Mauritania-Botswana (facebook)

Novembre 2018, stadio Olimpico di Nouakchott: un momento del match di qualificazione alla Coppa d'Africa 2019 Mauritania-Botswana (facebook)facebook

Nel palazzo del calcio, i Mourabitounes studiano gli avversari, giocano su terreni sintetici (indispensabili nel bel mezzo del deserto), si allenano in maniera adeguata: un lusso per i giocatori che militano nei club autoctoni, una struttura dove tornare volentieri anche per chi è abituato agli standard europei.

Martins, che si ispira dichiaratamente al "Loco" Marcelo Bielsa, sulle colonne del "Le Parisien", ha raccontato il suo mondo a Nouakchott:

" Qui sono stati fatti grandi investimenti in questi quattro anni, in cui ho lavorato con le massime attenzioni. Certo, all'inizio il lavoro non è stato facile: oltre ai giocatori nel campionato locale, che corrisponde alla Ligue 2 francese, e, appunto, quelli già presenti in Francia, sono andato a scovare quelli sparsi tra Tunisia, Egitto, Turchia, Georgia, Azerbaigian... Se mi sento sicuro in Mauritania? Certamente più che a Parigi. Spesso il mondo occidentale vive di cliché e questo è uno di quelli. Un giorno potrò anche tornare ad allenare una squadra di club ma per ora sto bene qui e penso a preparare una buona Coppa d'Africa: questo popolo se lo merita."
Il commissario tecnico della Mauritania Corentin Martins filma la festa che impazza per le strade di Nouakchott dopo la qualificazione dei mourabitounes alla Coppa d'Africa 2019 (facebook)

Il commissario tecnico della Mauritania Corentin Martins filma la festa che impazza per le strade di Nouakchott dopo la qualificazione dei mourabitounes alla Coppa d'Africa 2019 (facebook)facebook

Adama Ba: "Raccogliamo i frutti di un duro lavoro"

Tornando al match contro il Botswana, decisiva è stata la doppietta di bomber Ismaël Diakité, classe 1991, vero trascinatore insieme a capitan Bessam, altro attaccante, che gioca in patria con la maglia dell'FC Nouadhibou.

Novembre 2018, stadio Olimpico di Nouakchott: l'esultanza della Mauritania dopo i gol di Ismaël Diakité durante il match vinto 2-1 contro la Botswana, valso la qualificazione alla Coppa d'Africa 2019 (facebook)

Novembre 2018, stadio Olimpico di Nouakchott: l'esultanza della Mauritania dopo i gol di Ismaël Diakité durante il match vinto 2-1 contro la Botswana, valso la qualificazione alla Coppa d'Africa 2019 (facebook)facebook

E poi c'è Adama Ba, il numero 10, classe 1993 che gioca in Turchia tra le fila del Gazişehir (la seconda squadra di Gaziantep), ha deciso il penultimo match - il più difficile - contro l'Angola, vinto 1-0. Ex Bastia e Auxerre, nativo di Sélibabi, villaggio nell'estremo sud del paese, al confine tra Mali e Senegal, racconta tutta la sua gioia in esclusiva a Eurosport Italia:

Adama Ba, numero 10 della nazionale della Mauritania, qualificata alla prossima coppa d'Africa 2019 (facebook)

Adama Ba, numero 10 della nazionale della Mauritania, qualificata alla prossima coppa d'Africa 2019 (facebook)facebook

" Abbiamo fatto festa e pianto dalla gioia allo stesso tempo. Siamo passati alla storia per questa impresa e non potremmo essere più orgogliosi di così. Avevamo già disputato un ottimo girone di qualificazione ai Mondiali di Russia, dando del filo da torcere a nazionali come Camerun e Sudafrica, ma è oggi che raccogliamo i frutti del nostro lavoro. Per me la soddisfazione è doppia perché sono un mauritano purosangue, torno sempre nel mio paese natale: mi sono trasferito in Francia a 15 anni per studiare. A Nantes, dove mi aspettavano mio zio Harouna e mio cugino Adam. Il mio sogno? Giocare nel mio campionato preferito, la Serie A."
La formazione della Mauritania che ha sconfitto 2-1 il Botswana. In piedi da sinistra: Soulaymane Diallo, Sally Sarr, Bakary N'Diaye, Yali Dellahi, Aly Abeid, Adama Ba. Accosciati: Moustapha Diaw, Hacen, Khassa Camara, Bessam e Ismaël Diakité (facebook)

La formazione della Mauritania che ha sconfitto 2-1 il Botswana. In piedi da sinistra: Soulaymane Diallo, Sally Sarr, Bakary N'Diaye, Yali Dellahi, Aly Abeid, Adama Ba. Accosciati: Moustapha Diaw, Hacen, Khassa Camara, Bessam e Ismaël Diakité (facebook)facebook

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