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Le 5 verità di Italia-Bosnia: questa nazionale ha anche carattere

Le 5 verità di Italia-Bosnia: questa nazionale ha anche carattere

Il 12/06/2019 alle 07:10

La squadra di Mancini non è solo bella: sa anche risalire la china nei momenti più complicati. Merito anche di individualità come Insigne e l'eccellente Sirigu. Onore ai bosniaci, nei quali Dzeko dimostra di poter rappresentare un affarone di mercato.

1) Quest'Italia non è solo bella: ha anche carattere

"È solo bello?", titolava qualche anno fa un noto quotidiano sportivo a proposito di Fernando Llorente, appena acquistato dalla Juventus. Un dubbio che può essere riproposto perfettamente quando l'argomento riguarda l'Italia di Roberto Mancini. Bella, brillante, ma recentemente mai trovatasi nella situazione di dover risalire la china. La Bosnia non sarà il Brasile, ma ha campioni come Dzeko e Pjanic e a Torino ha dimostrato di essere nazionale vera. Ma l'Italia ha trovato risorse inaspettate quando pareva essere destinata a inciampare per la prima volta dall'inizio delle qualificazioni, prima riportandosi in quota e poi completando la rimonta a pochi minuti dalla fine. Si chiama carattere. Ed è l'ennesimo ottimo segnale in un percorso che prosegue nel migliore dei modi.

2) Insigne e l'azzurro: il rapporto sta finalmente sbocciando

Devastante col Napoli, pallida copia con l'Italia. La traiettoria di Lorenzo Insigne è sempre stata così, a doppio senso. Azzurro acceso in Serie A, azzurro tenue in nazionale. Mai vero protagonista, riserva con Conte agli Europei francesi e addirittura escluso da Ventura nel doppio spareggio con la Svezia. Con Mancini, Insigne è diventato un intoccabile. Gioca a sinistra, come faceva a Napoli con Sarri, con meccanismi di gioco simili e mai dimenticati. Ed è finalmente decisivo: un gol splendido e un assist importantissimo per sbloccare un'Italia impacciata e regalarle la quarta vittoria di seguito. Come ricorda Opta, mai Insigne aveva realizzato più di una rete con lo stesso commissario tecnico: con Mancini è già a due, peraltro una più bella dell'altra. Il rapporto con la nazionale sta finalmente sbocciando.

Lorenzo Insigne - Italia-Bosnia - Getty Images

Lorenzo Insigne - Italia-Bosnia - Getty ImagesGetty Images

3) Conferma Sirigu: per il dopo Buffon l'Italia è in buone mani

Reduce da una stagione da record col Torino, con il quale a inizio marzo ha superato il primato d'imbattibilità in campionato del Giaguaro Castellini, Salvatore Sirigu ha chiuso l'annata nel migliore dei modi: con una doppia prestazione sicurissima anche con la maglia dell'Italia. Impegnato solo una volta in Grecia, contro la Bosnia il portiere granata ha offerto un contributo determinante, sdoppiandosi all'inizio della ripresa tra interventi con i piedi e con le mani. A 32 anni, Sirigu si sta confermando uno dei migliori estremi difensori italiani. Un'ottima notizia per il nostro movimento, che oltre ai vari Donnarumma e Meret può contare su un altro eccellente interprete del ruolo per sopperire senza traumi all'assenza di Re Buffon.

Chiellini e Sirigu esultano in Italia-Bosnia

Chiellini e Sirigu esultano in Italia-BosniaGetty Images

4) Un Dzeko così per l'Inter è un affarone

Fuori Mauro Icardi, dentro Edin Dzeko. In attesa che si sbrogli la matassa relativa al futuro del centravanti argentino, quello del bosniaco potrebbe definirsi ben presto, visto che la trattativa tra Roma e Inter per il suo trasferimento a Milano è ormai nota. E qui, la domanda è sempre la solita: chi ci guadagna? Risposta facile, dopo aver assistito a Italia-Bosnia: i nerazzurri metterebbero a disposizione di Conte un centravanti non più giovanissimo, ma in grado, se in serata, di fare ampiamente la differenza. Realizzando così un affarone. Specialmente alle cifre (poco più di 10 milioni cash) di cui si sta parlando.

5) La Bosnia ha meno punti di quanti ne meriterebbe

Aveva ragione, Roberto Mancini, quando alla vigilia dichiarava che "la Bosnia ha perso in Finlandia, ma credo sia stato solo un episodio". Per un tempo, a Torino, Dzeko e compagni hanno fatto vedere i sorci verdi all'Italia. Grazie alla potenza del centravanti della Roma, alla regia di Pjanic, ma soprattutto a un gioco collettivo godibile e a tratti esaltante per la miriade di sostenitori assiepati nella Curva Nord dell'Allianz Stadium. Solo Insigne, Verratti e uno scarso cinismo hanno impedito alla nazionale di Prosinecki di portare a casa, meritatamente, almeno un pari. I punti della Bosnia sono sempre 4, 5 in meno rispetto al secondo posto della Finlandia: pochi. Ma la sensazione, dopo ieri sera, è che alle spalle dell'Italia tutto sia ancora in gioco.

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