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Mancini: "In azzurro ho vinto poco da giocatore, l'obiettivo farlo da ct"

Mancini: "In azzurro ho vinto poco da giocatore, l'obiettivo farlo da ct"

Il 12/10/2019 alle 15:57Aggiornato Il 12/10/2019 alle 16:05

Il commissario tecnico della Nazionale è pronto ad affrontare la Grecia per andare verso traguardi importanti.

Con la Grecia "dobbiamo cercare di fare una bella partita e a continuare a migliorare come squadra". Parole di Roberto Mancini, commissario tecnico della Nazionale, a poche ore dalla sfida che potrebbe regalare agli azzurri la qualificazione ad Euro 2020. "E' una squadra che ha il gioco che volevo darle? E' importante, volevamo fare qualcosa di diverso, ma è chiaro che alla fine l'obiettivo è vincere", ha spiegato il tecnico ai microfoni di Raisport. "L'Italia ha vinto quattro Mondiali, vuol dire che il gioco che aveva era diverso ma importante. Alla fine conta riuscire a vincere. E' importante aver dato un'identità alla squadra, che gioca una fase offensiva e difende bene, ma dobbiamo migliorare. Abbiamo un anno di tempo prima dell'Europeo".

In Nazionale lo jesino tornerà a lavorare con Gianluca Vialli ed è l'occasione per ricordare i trascorsi azzurri da giocatore.

" In Nazionale abbiamo avuto un po' di sfortuna, giocavamo in una squadra veramente forte e non si sa perché non riuscì a vincere Europei e Mondiali. In quel momento eravamo probabilmente la migliore squadra al mondo. Adesso la speranza è di riuscire a ottenere quello che non siamo riusciti ad ottenere come giocatori. "

"Se al mio arrivo in panchina pensavo che dopo un anno e mezzo saremmo stati così avanti? Speravo di qualificarmi agli Europei, anche con difficoltà, perché era la strada più normale. Ma i ragazzi sono stati bravi, è un buon gruppo, si sono trovati bene sia umanamente che tecnicamente e questo è un vantaggio che ci ha dato la possibilità di anticipare un po' i tempi".

"Italia che torna ad essere temuta? Noi dobbiamo riprenderci il posto che ci aspetta da sempre nel mondo", ha continuato il ct.

" Stiamo facendo qualcosa di diverso rispetto al passato come gioco, ma dobbiamo tenere presente che dobbiamo prendere qualcosa dalle Nazionali del passato, squadre forti e con grandi giocatori che hanno vinto, capaci anche di soffrire e difendere. Non si può solo attaccare."

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