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Le 5 verità che ci consegna Italia-Spagna

Le 5 verità che ci consegna Italia-Spagna

Il 07/10/2016 alle 14:36Aggiornato Il 07/10/2016 alle 14:42

Da un Pellè che ormai nessuno vuole più in Nazionale, passando dalla papera di un Buffon fortunatamente umano, fino alla promozione di Romagnoli. In mezzo la mentalità ancora troppo provinciale trasmessa da Ventura, e la scelta di rinunciare a qualità e giovani.

1 - Pellè, anche basta adesso. Addio

Grazie di tutto (9 gol in 20 presenze), ma anche basta. Non è bastata la figuraccia in mondovisione agli ultimi Europei contro Neuer, Graziano Pellè ha voluto replicare. Lascia? No, raddoppia. Partita pessima con la Spagna, sostituito, non stringe la mano a Ventura. Già, lo stesso ct che ha deciso di consegnargli ancora le chiavi dell'attacco della Nazionale nonostante la decisione di andare a giocare in Cina. Ecco, visti i vari Belotti, Immobile, Pavoletti, Berardi (e perché no, Balotelli), di questo Pellè onestamente ora ne facciamo volentieri anche meno. Ventura lo ha punito lasciandolo a casa per la trasferta in Macedonia. La speranza è che il biglietto per la Cina sia di sola andata.

2 - L'Italia è ancora quella di Conte, ma senza le caratteristiche dell'ex ct, e senza le idee di Ventura

A 68 anni l’esperienza non può certo mancarti, anzi, ma la sensazione è che Ventura in due mesi circa di lavoro non sia ancora riuscito a trasmettere il proprio marchio di fabbrica a questa Italia. Un allenatore, infatti, deve assemblare la propria squadra e non affidarsi esclusivamente al lavoro del suo predecessore, seppur ottimo. In pratica stiamo giocando con l’Italia di Conte, con gli stessi uomini, ma senza la carica di tensione e cattiveria positiva trasmessa dall’ex ct; e soprattutto senza nulla di nuovo che dovrebbe portare un nuovo allenatore. L'unica eredità che l'ex mister del Torino ha portato a Coverciano sembra essere quella di rispettare e temere l'avversario, caratteristiche che però rischiano di sfociare nel più classico "mentalità da provinciale". Il primo tempo contro le Furie Rosse, purtroppo, ha confermato questa priima tesi. Fortunatamente, il ct ha tutto il tempo e la preparazione per correre ai ripari.

3 - Romagnoli, promosso a pieni voti con vista Russia 2018

Battesimo di fuoco. Niente male, veramente niente male. E aggiungiamo un bel "finalmente". Finalmente abbiamo trovato un degno erede alla grandiosa scuola di difensori italiani che tutto il mondo ci invidia, oltre a una bella e più che valida alternativa alla BBC. Esordio assoluto in Azzurro contro una corazzata come quella spagnola, piazzato a sinistra in una difesa a tre con cui in pratica non ha nessun tipo di dimestichezza, il difensore rossonero esce a testa altissima da questo esame. Tra i migliori in campo, il futuro è chiaramente suo (è un classe 1995!). Ora però diamogli sempre più spazio, perché in Russia potrà (dovrà?) essere lui il titolare.

4 - La qualità, la poca che ci è rimasta, va in campo: non in panchina. O a casa

Pellè (di cui abbiamo già parlato sopra), Parolo, De Sciglio, Motolivo (non può camminare in campo se già abbiamo De Rossi, ndr) titolari tutti insieme è un insulto alla qualità. Certo, il nostro movimento non sta certo attraversando il momento storico più florido da questo punto di vista, ma vedere i vari Candreva, Verratti (ok non al meglio entrambi), Bonaventura e Bernardeschi in panchina – oltre a chi non è stato convocato come Jorginho, Benassi (chiamato ora per il ko di Montolivo) o l’azzardo Pellegrini – grida allo scandalo. La qualità, non eccelsa, comunque c’è: basta valorizzarla e soprattutto farla giocare. Se poi il discorso lo spostiamo in attacco, resta ancora un mistero la scelta di rinunciare a prescindere ai vari Insigne e soprattutto a Berardi (ora infortunato, certo). Assurdo, perché poi quando ti ritrovi a dover rimontare come con la Spagna e sei costretto a far giocare fuori ruolo larghi in una sorta di 3-4-3 i vari Eder e soprattutto Immobile, ci si accorge come il talento in particolar modo se cristallino non può conoscere argini o limiti tattici.

5 - Gigi Buffon, anche i Fenomeni possono sbagliare

Pensavamo fosse immortale, e infallibile, ma fa niente. Fortunatamente è umano anche lui... E comunque in panchina c'è sempre baby Gigio...

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