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Vujadin Boskov e il mito della Sampdoria 1990-91

Vujadin Boskov e il mito della Sampdoria 1990-91
Di Eurosport

Il 28/04/2014 alle 17:36Aggiornato Il 28/04/2014 alle 17:39

Salutiamo lo "Zio Vuja" ricordando come maturò il più grande successo della sua carriera: in quella stagione magica i blucerchiati sgominarono una concorrenza pazzesca nel campionato italiano, aggiudicandosi uno Scudetto storico; fu l'ultimo conquistato da una "provinciale" e anche l'ultimo vinto da una squadra in campo con la marcatura a uomo

    La cavalcata è memorabile: i blucerchiati balzano in testa alla classifica il 3 febbraio per poi restarci chiudendo la stagione con il miglior attacco (57 reti, 19 di Vialli e 12 di Mancini) e un gioco convincente, primo mattone verso la finale di Coppa dei Campioni nel 1992 a Wembley. Lo “Zio Vuja”, chiamato così per il suo carattere mite (da non confondere con mancanza di personalità), conquista un altro primato: è l’ultimo tecnico che si aggiudica lo Scudetto marcando a uomo, così come l’Inter del Trap e il Napoli di Maradona nelle due stagioni precedenti. Il calcio in quegli anni si trasforma e le difese adotteranno abitualmente la disposizione a zona. Ma per capire l’entità dell’impresa andiamo a rispolverare le rivali dell’epoca...

    Gianluca Vialli - Sampdoria 1991 (Imago)

    L’ULTIMA INTER DEL TRAP – La squadra che impensierisce di più i blucerchiati è l’Inter dei tre tedeschi: Brehme, Matthaus, Klinsmann guidano la conquista della prima Coppa Uefa della storia nerazzurra. A partire da Zenga e Bergomi e proseguendo con Berti e Serena, la corazzata nerazzurra si gioca il titolo alla quartultima giornata: nello scontro diretto del Meazza i blucerchiati colpiscono con Dossena e Vialli.

    Lothar Matthäus, Giovanni Trapattoni, Andreas Brehme, Jürgen Klinsmann - Inter 1990 (Imago)

    IL MILAN DI SACCHI – I rossoneri, freschi vincitori della Supercoppa europea e della Coppa Intercontinentale, riescono a chiudere al secondo posto per la miglior differenza reti rispetto ai cugini. E’ l’anno in cui la Champions sfuma in seguito ai riflettori di Marsiglia e le relative polemiche passate alla storia. I blucerchiati, che nella Supercoppa Uefa erano stati battuti proprio dal Milan degli olandesi, capitanati da Baresi, si prendono la rivincita in campionato.

    Ruud Gullit - Milan 1991 (Imago)

    IL NAPOLI (DELLA FUGA) DI MARADONA – I campioni in carica si aggiudicano all’inizio della stagione la Supercoppa italiana, la prima della storia partenopea. In campionato non riescono a ripetersi: dopo la squalifica comminata a Maradona per uso di sostanze dopanti, il Napoli ne risente e termina solo ottavo. Alla fine della stagione, il Pibe de Oro torna in Argentina senza rimettere mai più piede in Italia in veste di calciatore.

    Diego Armando Maradona - Napoli 1991 (Imago)

    Diego Armando Maradona - Napoli 1991 (Imago)Imago

    LA JUVE DI MAIFREDI – I bianconeri di Maifredi possono vantare un attacco formato da Baggio, Schillaci e Casiraghi (oltre a Paolo Di Canio), ma arrivano soltanto settimi.

    Juventus 1990-1991 (AP/LaPresse)

    Juventus 1990-1991 (AP/LaPresse)LaPresse

    PROVINCIALI AL POTERE - Altre tre provinciali scompaginano i piani alle big. Il Genoa di Bagnoli (trascinato da Aguilera e Skuhravý) si piazza al quarto posto, seguito dal Torino di Mondonico che chiude quinto a pari merito con il Parma di Scala, sesto solo per la differenza reti.

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