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I segreti del miracolo Frosinone: da Blanchard a Stellone

I segreti del miracolo Frosinone: da Blanchard a Stellone

Il 21/05/2015 alle 09:11

Il difensore toscano, tra i protagonisti della promozione del club ciociaro, ci ha raccontato dall'interno come è nata la favola frusinate. Dall'allenatore "calcolatore" al gruppo unito e sognatore. Una squadra pronta a stupire, che non vuole certo essere una meteora del massimo campionato italiano (foto Lapresse)

Il cognome di chiara origine francese presente nel titolo avrà fatto sobbalzare tantissimi tifosi della Juventus. Sì, è esattamente lo stesso di uno dei più grandi bidoni della storia bianconera, quel Jocelyn arrivato a Torino nel 1998 dal Metz e rispedito in Francia un anno più tardi, dopo una ventina di prestazioni deludenti e mediocri. Ma questo Blanchard, che di nome fa Leonardo e che è italianissimo (“maremmano doc, dove sono nato e cresciuto” tiene a precisare, ndr), con quello del ’98 non c’entra nulla. Anzi, è uno degli artefici principali del “miracolo” Frosinone, la formazione “ciociara” neo promossa in Serie A al termine di un esaltante campionato di Serie B, chiuso al secondo posto dietro all’altra sorpresa Carpi. E per capire meglio cosa c’è dietro a questa stupefacente e inaspettata impresa sportiva, ci siamo fatti raccontare da uno dei diretti interessati tutti i segreti di una squadra che nel giro di due stagioni ha costruito un leggendario doppio salto, dalla Lega Pro alla massima serie del campionato italiano.

BLANCHARD: DALLE GIOVANILI DEL SIENA ALL’IDOLO THIAGO SILVA – “Il cognome francese lo devo a mio nonno, che nel dopoguerra si è innamorato di un’italiana di Grosseto e si è radicato in Maremma, dando vita alla splendida famiglia di cui faccio parte”, spiega Blanchard. Classe ’88, nato terzino mancino, ma utilizzato nelle ultime due stagioni dall’allenatore Roberto Stellone come difensore centrale, Leonardo è stato protagonista con il Frosinone sia della cavalcata in Lega Pro del 2013/14 che di quella appena conclusa, nella quale ha anche segnato tre reti in 35 presenze. Se gli si chiede a chi assomiglia risponde fiero: “A me piacciono i difensori rocciosi e arcigni, quelli che non mollano mai, ma che sanno anche impostare l’azione e guidare la difesa”. Come Bonucci? “No, Bonucci è un grande difensore, ma gioca anche troppo di fino per i miei gusti. Diciamo più come Thiago Silva, che per me resta il migliore al mondo nel ruolo”. Ambizioso e determinato, Blanchard, con un carattere forte, che gli ha permesso di smaltire la delusione per il mancato approdo in Serie A col Siena, squadra in cui è cresciuto e ha giocato nelle giovanili, e di farsi le cosiddette “ossa” nelle categorie minori.

Stellone Frosinone Lapresse

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MISTER STELLONE: CALCOLATORE E MOTIVATORE – “Il Mister è preparatissimo. Ha tanti meriti nelle nostre promozioni e a pensarlo non sono solo io, ma tutto il gruppo”, sentenzia Leonardo Blanchard. Il “mister” è Roberto Stellone, ex attaccante romano che ha calcato anche i campi di A con Napoli, Reggina e Torino e che nel 2012 ha accettato la scommessa della società laziale alla sua prima avventura da allenatore. Settimo il primo anno in Lega Pro, secondo e promosso nel 2014, secondo e promosso nel 2015. Un inizio di carriera in panchina inebriante. “Oltre ad essere un motivatore eccezionale, ci prepara perfettamente sull’avversario, spiegandoci ogni compito e ogni caratteristica di chi troveremo di fronte. Ma attenzione, solo per informarci, perché poi lui vuole sempre che sia il Frosinone a far la partita e ad attaccare”. Stellone cura la tattica e tranquillizza i giocatori, preparandoli in ogni dettaglio. Ma un segreto ce l’avrà? “Più che segreto, a noi hanno sempre colpito le sue tabelle di marcia – spiega il difensore del Frosinone -. Lui ad inizio anno ci raduna e inizia a dirci: ‘Dobbiamo fare tot vittorie e tot pareggi e vinciamo il campionato’. E durante tutta la stagione ci martella su questo. Beh, quest’anno abbiamo fatto addirittura 20 vittorie, superando leggermente le sue previsioni, ma il risultato è stato quello indicato”.

Frosinone-Carpi - Serie B 2014-2015 - LaPresse

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LO STESSO GRUPPO DA DUE ANNI E UN PROGETTO CONDIVISO – Maliziosamente proviamo a chiedere a Blanchard se c’è qualche giocatore, nel gruppo ciociaro, che ha fatto la differenza o che meritava già da tempo la A. Ma Leonardo risponde sicuro: “Non voglio indicare un nome perché non c’è un nome. Siamo un gruppo e da due anni condividiamo tutto. In primis gli obiettivi della società, che ci ha sempre messo a nostra agio, agevolato e accontentato in ogni richiesta. Una dirigenza seria e preparata, che tre anni fa ha cominciato un progetto serio e ambizioso. E poi ci siamo sempre aiutati. Quando arrivi a capire che ognuno può dare quel qualcosa in più per il bene comune, tutto riesce più semplice”. Tra quelli che hanno giocato di più, in effetti, soltanto i veterani Santana e Sammarco, il terzino Zanon e bomber Dionisi sono arrivati quest’anno. Il resto dei giocatori, dai centrocampisti “capitani” Robert Gucher e Alessandro Frara, al portiere Massimo Zappino, ai fratelli Matteo, terzino, e Daniel, attaccante, Ciofani, al numero 10 Danilo Soddimo, fino ai giovani e talentuosi Mirko Gori e Luca Paganini e al giocatore-tifoso Massimiliano Carlini, fanno parte del gruppo di Stellone da due stagioni. Amicizie e affetti costruiti dentro e fuori dal campo.

“LOTITO? DICIAMO CHE SE L’È TIRATA” – Nel raccontare la fiabesca parabola del Frosinone, è doveroso citare il presidente della Lazio Claudio Lotito, che con le sue frasi aveva mostrato ostracismo verso le possibili promozioni di Frosinone e Carpi. Blanchard, con il puntuale umorismo toscano che lo contraddistingue, smorza le polemiche legate alla vicenda: “Le frasi di Lotito, più che caricarci, ci hanno provocato dispiacere. Uno fa sacrifici, si impegna, ottiene risultati e poi sente un dirigente che dice quelle cose, magari anche enfatizzate dai media. Ne abbiamo parlato tra di noi, ma abbiamo preferito non reagire e lasciare la parola al campo. Certo, ora viene spontaneo il sorriso: diciamo proprio che, tra noi e il Carpi, Lotito se l’è tirata”.

Frosinone Crotone - Serie B 2014-2015 - LaPresse

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LE GARE DECISIVE: IL TRITTICO CARPI-TERNANA-BOLOGNA – Sicuramente, in una stagione ricca di soddisfazioni e che si conclude in modo positivo, c’è sempre un momento decisivo. Leonardo Blanchard non ha dubbi sul climax della scalata del Frosinone: “Credo che le tre vittorie consecutive su Carpi, Ternana e Bologna (nelle quali per altro lui ha segnato due reti, ndr) ci abbiano davvero dato la consapevolezza di quello che stavamo facendo. Dopo il 2-1 sul Bologna mi ricordo che in spogliatoio ci siamo guardati e abbiamo detto: ragazzi, l’abbiamo fatta grossa”. Ma era così inaspettata la promozione per voi? “Nonostante l’obiettivo dichiarato fosse la salvezza, noi ci abbiamo creduto dall’inizio. Ci credeva il presidente, ci credeva la società, ci credeva il Mister e ci credevamo noi giocatori. Con il passare della stagione abbiamo acquisito sempre maggior sicurezza. Nulla è casuale nel calcio”.

QUELLA FAME DI “SERIE A”: ORA SI PUÒ SOGNARE – Nulla è casuale, ha ragione Blanchard. Perché scorrendo le carriere dei giocatori in rosa in questo Frosinone, si può intuire la voglia di rivincita di questo gruppo. “Durante il riscaldamento per la partita col Crotone, quella che ci avrebbe dato la promozione, ho guardato in faccia i miei compagni e ho detto: ‘A ognuno di noi, per un motivo o per un altro, la Serie A ha voltato fino ad ora le spalle. Andiamocela a prendere, è il nostro momento’. E così stato”. E ora, che il Frosinone potrà preparare il suo primo storico campionato di Serie A, già si pensa al futuro. Blanchard dovrebbe rinnovare il suo contratto e far parte del club ciociaro anche il prossimo anno. Con quali ambizioni? “Come hanno detto il presidente e il direttore sportivo, il gruppo è valido e andrà solo ritoccato con qualche pedina d’esperienza. Io credo che in Serie A, a parte 7-8 squadre fuori portata, il resto del livello sia equilibrato. Lo ha dimostrato l’Empoli di Sarri, che ha fatto benissimo praticamente con la stessa rosa della B. Noi siamo uniti e pronti a stupire ancora”. Voglia di sbalordire e di sognare, dimostrando con i fatti il proprio valore. Sarà banale, ma è proprio questo che ha portato il Frosinone Calcio nel mondo dei grandi.

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