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Donnarumma futuro del Milan, ma come gestirlo?

Donnarumma futuro del Milan, ma come gestirlo?

Il 13/08/2015 alle 09:55Aggiornato Il 13/08/2015 alle 10:08

Il giovane portiere rossonero è uno dei progetti più intriganti del nuovo Milan con forti radici italiane che vorrebbe costruire Silvio Berlusconi: a 16 anni ha già un fisico imponente e personalità, e nella prossima stagione sarà inserito in prima squadra alle spalle di Diego Lopez. Una scelta giusta oppure c’è il rischio di “bruciarlo”, come successo all’Udinese con Scuffet?

Quando ti trovi davanti Gianluigi Donnarumma, molto probabilmente la prima cosa che pensi è “però, quanto è alto…”. È la stessa reazione che ha avuto anche Silvio Berlusconi quando ha incontrato per la prima volta questo ragazzo che, a 16 anni, ha già raggiunto i 197 centimetri di altezza, utili, anzi, utilissimi se il tuo ruolo è quello del portiere. Lungo, lunghissimo, ma agile, rapido e reattivo, caratteristiche che non vanno necessariamente a braccetto quando bisogna combinare anche quell’altezza a quell’età: Donnarumma è avanti, molto più avanti rispetto alla media dei suoi coetanei, e non è un caso che Cristian Brocchi l’abbia fatto giocare stabilmente in Primavera nonostante fosse due anni sottoetà.

Donnarumma è il futuro italiano del Milan tra i pali, il nuovo prodotto di una scuola – quella dei portieri – che probabilmente è ancora la migliore al mondo, per qualità e livello generale: a 16 anni, e con i guantoni nel DNA di famiglia (il fratello maggiore Antonio, classe ’90, ha giocato nelle giovanili del Milan e ora è di proprietà del Genoa), quest’anno sarà il vice di Diego Lopez, probabilmente anche davanti a Christian Abbiati, come confermerebbero le ultime partite giocate contro il Real Madrid e il Sassuolo al trofeo Tim.

2015-16 Milan-Real Madrid, Gianluigi Donnarumma vs Toni Kroos

2015-16 Milan-Real Madrid, Gianluigi Donnarumma vs Toni KroosEurosport

Tre rigori li ha già parati, due nella vittoria contro i neroverdi (anche se il secondo con grosse responsabilità di Acerbi) e uno a Toni Kroos, dimostrando grande reattività laterale e capacità di occupare lo specchio della porta: d’altronde, l’abbiamo detto, quando apre le braccia sulla linea, di spazio ne occupa, eccome. Nel difendere lo specchio ha forse le sue caratteristiche migliori, grazie alla sua lunghezza e capacità di distendersi lateralmente, mentre dovrà aggiustare qualcosa nelle uscite basse, non tanto per l’efficacia, ma per la cattiveria con cui va ad aggredire il pallone sulle gambe dell’attaccante. Anche con i piedi non se la cava per nulla male, ormai una prerogativa per il portiere moderno: da piccolo calciava anche le punizioni, e poco importa – obiettivamente – se ha fallito il rigore decisivo nella partita contro il Real Madrid. A 16 anni i problemi sono altri.

Già nella scuderia di Mino Rariola, Donnarumma si inserisce, con una velocità impressionante, nel dopo Perin e Scuffet, ma se il primo è ormai riuscito a trovare il suo posto nel calcio che conta, per il portiere dell’Udinese il discorso è differente, di quelli che fa riflettere. Dopo essere esploso dal nulla nella seconda parte della stagione 2013-14 ed essersi meritato anche un’offerta da capogiro da parte dell’Atletico Madrid, Scuffet è poi stato dimenticato nella scorsa da Stramaccioni, che gli ha preferito Karnezis all’interno di una considerazione fatta per “non bruciarlo”. Sta di fatto, però, che Scuffet si è ritrovato a giocare soltanto 5 partite, finendo poi in prestito in Serie B, nel neo-promosso Como, catapultato nella più classica delle “favole finite male”.

Donnarumma rischia lo stesso? È giusto che venga inserito stabilmente a 16 anni in prima squadra nel Milan con il rischio di non vedere mai il campo, o ha più senso che venga tenuto un altro anno nella Primavera per poi essere girato in prestito in una “piccola” per farsi le ossa e poi, magari, tornare un giorno a difendere la porta rossonera? Difficile, anzi, impossibile avere la risposta. Piuttosto, meglio un consiglio. I giovani, forti, vanno fatti giocare. E, se sono davvero forti, arriveranno.

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