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Eravamo capitani: lo strano derby di Ranocchia e Montolivo

Eravamo capitani: lo strano derby di Ranocchia e Montolivo

Il 07/09/2015 alle 14:23Aggiornato Il 07/09/2015 alle 14:45

Erano stati scelti da Inter e Milan come simboli dei nuovi corsi intrapresi, nel giro di qualche mese sono stati scavalcati nelle preferenze dei rispettivi allenatori al punto da arrivare alla stracittadina con voci su possibili trasferimenti futuri

L’inabissamento tecnico delle due milanesi ha partorito esiti infausti. Il principale è l’assenza di Inter e Milan da tutte le coppe europee, fatto che si era verificato soltanto una volta nella storia (1955-56). Altri aspetti, invece, sono più legati al colore che all’aspetto tecnico. Un esempio? L’avvicendarsi senza precedenti di capitani nelle due squadre. Una fascia divenuta sempre più pesante, specie per Andrea Ranocchia e Riccardo Montolivo. Due che soltanto un anno fa erano stati scelti come simboli di Inter e Milan. Giocatori che, per motivi diversi, al 99% non saranno della partita in programma domenica sera.

La lenta discesa di Ranocchia

Riavvolgete il nastro di un anno e troverete una situazione agli antipodi rispetto a quella attuale. Il secondo anno della gestione Mazzarri si era aperto all’insegna di una nuova certezza nerazzurra, la scelta di Ranocchia come erede di Javier Zanetti. Messaggi importanti a tutto l’ambiente, dimostrazioni di amore per la maglia e parole forti in ogni intervista. Il campo, però, ha incrinato tutte quelle certezze. Non tanto per il passaggio dalla difesa a tre di WM a quella a quattro di Roberto Mancini, quanto per quel costante saliscendi nella qualità delle sue prestazioni. Tutto il resto lo hanno fatto gli arrivi di Miranda e Murillo. Ranocchia ha progressivamente speso più tempo in panchina che in campo nel pre-campionato e, dopo aver visto la fascia da capitano passare anche sul braccio di Juan Jesus, ecco il nuovo passaggio di consegne con Mauro Icardi. Il nuovo simbolo del progetto nerazzurro è il centravanti. Che, se dovesse recuperare in tempo per il Milan, diventerebbe il capitano più giovane ad aver giocato un derby con la maglia dell’Inter dai tempi di Bruno Bolchi. Con buona pace di Ranocchia.

Andrea Ranocchia

Andrea Ranocchia LaPresse

L’occasione mancata da Montolivo

Il lungo rientro dall’infortunio alla tibia sinistra rimediato alla vigilia del Mondiale brasiliano sembrava ormai finito. A spalancargli le porte del rientro nell’undici titolare parevano poter essere anche le prime due partite di campionato del Milan, quelle in cui è emersa una carenza di qualità allarmante nei tre di centrocampo. All’indomani del faticoso 2-1 inflitto all’Empoli, le quotazioni di Montolivo erano netta crescita. Peccato che poi il “capitano” sia tornato in campo dal 1’ nel test di giovedì scorso a Mantova e i riscontri non abbiano soddisfatto Sinisa Mihajlovic. “Adesso avete capito perché alcuni giocano meno di altri – ha chiosato il serbo -. Nessuno si deve lamentare quanto resta fuori, mi aspettavo molto di più”. Una polemica che non poteva non coinvolgere Montolivo. Che non ha reagito, aspetta di rispondere sul campo. E, intanto, manda avanti l’agente Giovanni Branchini che, interpellato da Milanews.it, ha detto: “C’è uno strano accanimento su Riccardo. Non bisogna dimenticare che è un giocatore rimasto fuori un anno e che ha avuto un’altra operazione. Nessuno ha fatto mai polemica perché è giusto che giochi chi è più in forma, però non è corretto dimenticarsi del grave infortunio che ha subito. Ci sono diverse squadre che hanno chiesto informazioni, ma non sono mai state prese in considerazione né da noi, né dal Milan”.

Riccardo Montolivo

Riccardo Montolivo LaPresse

Un futuro lontano da Milano?

Le parole di Branchini sono finite inevitabilmente per costeggiare l’interessamento avanzato dalla Juventus nei giorni conclusivi del mercato estivo. Dal fronte Ranocchia, invece, non trapela nulla. Ma è arcinoto che il giocatore abbia detto no al Southampton, preferendo restare in Italia. All’Inter, per ora. Altrove sin da gennaio se la coppia Miranda-Murillo dovesse dimostrarsi impenetrabile alla concorrenza interna. Perché, se Montolivo non è mai entrato nel giro di Antonio Conte, Ranocchia sa di poter contare sulla fiducia del ct e di avere soltanto bisogno di minuti per entrare nella lista dei 23 che andranno in Francia. E, allora, chissà che fra qualche mese il Milan non torni a farsi sentire con l’Inter per strappare ai nerazzurri quello che era un capitano e, ora, è soprattutto la prima riserva dei nuovi centrali di Roberto Mancini.

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